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Scritto da Marco Cicoletti   

manocieloDopo che il vasaio ha posto un vaso nel forno per cuocerlo, ne controlla la solidità tirandolo fuori  e dandogli piccoli colpi con le dita; se esso "suona", significa che è pronto, se, invece, emette un suono "sordo", allora lo rimette nel forno.

 Anche il carattere di una persona si testa a piccoli colpi. Ti è successo recentemente?  

 

Il telefono che squilla a notte fonda. Un insegnante arrabbiato. Mamme imbronciate. Cibo bruciato. Ruote  a terra. Epiteti minacciosi del tipo "dovresti essere".. Scadenze dimenticate. I colpetti sono quei piccoli incidenti irritanti che tirano fuori il peggio di noi.

Ci colgono impreparati e ci lasciano atterrati. Sono sciocchezze non abbastanza grandi da essere definite crisi, che, però, quando si infilano una dietro l'altra come le perle di una collana..... ti fanno esplodere!

Traffico congestionato. Lunghe file. Cassetta della posta vuota. Panni sporchi sul pavimento.... E proprio mentre scrivo .... sono stato colpito da continue interruzioni, dalla stanchezza di un anno intenso di impegni e ci ho messo quasi quattro ore per buttare giù queste due righe. Tamp! Tamp! Tamp!

Come risopondo? Ho due possibilità: o canto o emetto un suono sordo come mrhhhh!

Gesù dice che la bocca parla della pienezza del cuore che poi a dire il vero avrebbe detto "dalla natura" del cuore (Lc 6,45). Non c'è nulla di meglio di un bel colpetto per rivelare la natura del cuore. Il vero carattere di una persona non si vede dalle temporanee azioni eroiche ma dalle continue e piccole percussioni della vita quotidiana.

Per tale ragione il Signore mi ha rivelato sempre più l'importanza della disciplina della lode per trasformare il ringraziamento da preghiera a stile di vita!

Se riscontri in te una spiccata tendenza ad "emettere suoni sordi" cioè lamentarti piuttosto che a risuonare o cantare, fatti coraggio.

So che l'idea sarebbe quella di farla finita!! Ma fermati e ascoltami: la soluzione per smettere di lamentarti e iniziare a risuonare esiste.

Il vero carattere di una persona non si vede dalle temporanee azioni eroiche ma dalle continue e piccole percussioni della vita quotidiana.

C'è speranza per tutti i "lamentoni" che emettono un suono sordo:

1.     Inizia a ringraziare Dio per i piccoli colpi o meglio "nei" piccoli colpi perché Egli è con te. Non un grazie a metà, ma pieno! Intendo un gioioso Grazie con la G maiuscola che salta di gioia dal profondo del cuore.

Gc 1, 2-4: Considerate perfetta letizia, miei fratelli, quando subite ogni sorta di prove, sapendo che la prova della vostra fede produce la pazienza. E la pazienza completi l'opera sua in voi, perché siate perfetti e integri, senza mancare di nulla.

Potrebbe darsi che a dare il colpetto con le dita sia proprio Dio, il vasaio che controlla la tua solidità. E lo fa per il tuo bene perché tu possa raggiungere quella fortezza che serve per non andare in frantumi quando il calore delle "circo-stanze" aumenta. Così, ogni colpetto non è altro che un memento che Dio ti sta forgiando, formando e fortificando. Lo fa per il tuo bene! Se non hai il giusto grado di fermezza e fortezza, finirai per frantumarti in mille pezzi nell'uso della vita.

Eb 12,5-13  Figlio mio, non disprezzare la correzione del Signore e non ti perdere d'animo quando sei ripreso da lui; perché il Signore corregge colui che egli ama e sferza chiunque riconosce come figlio. È per la vostra correzione che voi soffrite! Dio vi tratta come figli; e qual è il figlio che non è corretto dal padre? Se siete senza correzione, mentre tutti ne hanno avuto la loro parte, siete bastardi, non figli! Del resto, noi abbiamo avuto come correttori i nostri padri secondo la carne e li abbiamo rispettati; non ci sottometteremo perciò molto di più al Padre degli spiriti, per avere la vita? Costoro infatti ci correggevano per pochi giorni, come sembrava loro; Dio invece lo fa per il nostro bene, allo scopo di renderci partecipi della sua santità. Certo, ogni correzione, sul momento, non sembra causa di gioia, ma di tristezza; dopo però arreca un frutto di pace e di giustizia a quelli che per suo mezzo sono stati addestrati. Perciò rinfrancate le mani cadenti e le ginocchia infiacchite e raddrizzate le vie storte per i vostri passi, perché il piede zoppicante non abbia a storpiarsi, ma piuttosto a guarire.

2.     Impara da ogni colpetto della vita. Accetta il fatto che non sarai mai a prova di colpo e sarai testato di continuo. Non puoi far nulla per evitarli. Tuttavia, i colpetti che avrebbero al forza di distruggerti, ti danno l'opportunità di imparare. Invece di considerarli delle "rotture" come farebbe qualsiasi persona che non crede che Gesù è con noi sempre, considerali una opportunità per sviluppare la pazienza e la persistenza che sono due elementi del carattere di Gesù che Dio desidera manifestare attraverso di te. Ogni colpetto ha la capacità di ferirti oppure di aiutarti a seconda dell'uso che ne farai.   

3.     Prendi coscienza dei periodi di "battitura".  Riconosci i periodi di pressione. Per me lo è il lunedì quando sono felice perché ho appena terminato una serie di predicazioni,  ma, allo stesso tempo, ho coscienza che mi attendono altri incontri da preparare. Questo a volte mi infastidisce ed è causa di continui "colpetti". Ognuno di noi ha i suoi momenti durante la settimana in cui è in grado di anticipare una serie insolita di colpetti ai quali sta per andare incontro. Il modo migliore per gestire questi momenti di battitura? Alza la testa e le spalle. Assumi una dose maggiore di preghiera e non arrenderti. Mantieni la tenacia. Questo vuole dire Rom 12,21: Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male.

2Timoteo 2:3 Insieme con me prendi anche tu la tua parte di sofferenze, come un buon soldato di Cristo Gesù.

1Timoteo 6:12 Combatti la buona battaglia della fede  

Ricorda sempre: nessun colpetto è disastroso in sè. Tutti i colpi cooperano per il bene quando amiamo e obbediamo a Dio. Considerati per se stesssi e senza la costante presenza di Dio con noi, essi hanno capacità catastrofiche. E non dare per scontata la presenza di Gesù nella tua vita; se non hai una relazione vera e personale con Lui, significa che non lo hai accolto! Se Egli è un Persona distante con la Quale hai una relazione a lunga distanza, significa che non sei entrato nella Nuova ed eterna Alleanza. Accoglilo e il Dio lontano si farà "vicino", prossimo.

Accoglilo con  queste parole: Gesù, credo che sei il Figlio Dio, che sei morto e risorto al mio posto affinché io morissi a questa vita di solitudine prodotta dal peccato e il ponte che mi ricollega a Dio potesse essere ricostruito. Tu sei quell'unico Ponte. Tu mi ricolleghi al Padre. Io ti accolgo, ricevo il perdono dei miei peccati e per mezzo di te, la relazione con il Padre è ristabilita. Vieni dentro di me, rimepimi dello Spirito Santo e donami la tua capacità di resistere e combattere. Amen!

 

Riconosci la Sua Voce in queste mie parole.

 

Marco Cicoletti

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