| Prega finchè non preghi |
|
|
|
| Scritto da Marco Cicoletti |
|
Ma il Signore non è il Signore dei "distratti" dalle "molte cose" e ci invita ad "andare a Lui" con fede e con un cuore attento. Pronto a ricevere le "mozioni del Suo Spirito". Sin dall'inizio e tutt'oggi il caposaldo della Scuola di Jahweh è "Ascolta Israel". Il nostro Dio parla!! E desidera che "ci alleniamo" ad ascoltarlo con attenzione.
"Tu ti preoccupi di troppe cose" e "troppa fretta" questi sono due rimproveri che il Signore ci rivolge. La chiesa delle origini era forte nel Signore perché "attendeva" in preghiera, "dimorava" "vegliava" nella preghiera. L'abitudine di terminare la preghiera prima di aver pregato davvero è non solo una consuetudine quanto una maledizione. Spesso gli ultimi dieci minuti possono essere più significativi di quanto non lo sia stata la mezz'ora precedente poiché dobbiamo spendere molto tempo per entrare nella giusta disposizione e pregare con efficacia. Dobbiamo lottare spesso con i nostri pensieri per raccoglierli, farli rientrare da dove sono stati dispersi per la moltitudine di distrazioni derivanti dal "compito" di vivere in un mondo disordinato e concentrarli su Dio. Dobbiamo prestare molta attenzione nel distinguere bene l'ideale dal reale. A "livello ideale", dovremmo vivere momento dopo momento in un tale stato di perfetta unione con Dio che non sarebbe necessaria alcuna preparazione. Ma, a "livello reale", sono pochissimi coloro che possono onestamente affermare che questa sia la loro esperienza. Se dunque, quando ci mettiamo a pregare, i nostri cuori si sentono aridi e tutt'altro che spiritualmente ardenti, non dobbiamo cercare di nasconderlo a nessuno, a noi stessi e soprattutto a Dio che legge i cuori e non le parole che diciamo. Piuttosto dobbiamo ammetterlo con franchezza e pregare finché non avviene un cambiamento nel cuore, una liberazione. E questo deve avvenire sempre. La preghiera diviene viva, vivificante, efficace e produce cambiamenti in noi ed intorno a noi. Dio si muove in noi e intorno a noi. Questa è la preghiera intesa da Gesù per ogni credente. Pregare finché la preghiera diviene preghiera, comunione e non "preghiere", parole. Lo Spirito di Dio viene a pregare in noi, ci guida a pregare secondo i desideri del cuore di Dio e le nostre preghiere ottengono risposte concrete. Non facciamo più le nostre preghiere ma veniamo trasformati in uomini di preghiera, canali aperti che portano il cielo sulla terra. Questo fa una grande differenza e prego che lo Spirito Santo faccia ciò in tutti noi trasformando la vita di preghiera individuale fino a rinnovare tutte le nostre Assemblee cristiane. Marco Cicoletti
|
Please wait...



Questa espressione suona strana ad una lettura disattenta.