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Home Page La Preghiera Dimorare alla Presenza di Dio
Dimorare alla Presenza di Dio PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Cicoletti   

Uno dei personaggi più noti della Bibbia è il prediletto servo di Dio: Mosè. Fu Dio stesso ad invitarlo ad immergersi nella Sua presenza più di chiunque altro fino ad allora.

Avvenne che quando Mosè entrò nel tabernacolo, la colonna di nubi scese e rimase alla porta del tabernacolo mentre il Signore parlava con Mosè (Esodo 33,9). Mosè entrò e si immerse nella reale presenza di Dio.

 

Tuttavia è importante ricordare che Mosè non era passato per la rinascita attraverso il sangue e lo Spirito del Nuovo Testamento. Se dunque dimorare nella gloria fu possibile per lui come privilegio, quanto più il sangue di Gesù  rende disponibile questa realtà per ciascuno di noi oggi dopo lo spargimento del sangue di Cristo per la nuova ed eterna e perfetta Alleanza!

Non voglio però focalizzare l’attenzione su Mosè ed il suo incontro con la gloria di Dio ma su Goisué.

Tutto il popolo vedeva la colonna di nube all'ingresso della tenda e tutti si alzavano e si prostravano, ciascuno all'ingresso della propria tenda. Così il Signore parlava con Mosè faccia a faccia, come un uomo parla con un altro. Poi questi tornava nell'accampamento, mentre il suo inserviente, il giovane Giosuè figlio di Nun, non si allontanava dall'interno della tenda. (Esodo 33,10-11). Giosuè non si allontanava dal luogo della manifestazione della Gloria di Dio! Giosuè, il grande condottiero, è noto per aver introdotto Israele al possesso della Terra Promessa, privilegio non concesso a Mosè a causa di una disobbedienza in un momento cruciale dell’esodo d’Israele. Giosuè era il braccio destro di Mosè , il suo assistente, colui che Mosè formò nel corso del suo ministero.

Mosè usciva dal campo quando il Signore lo convocava (l’intimità con Dio si ha sempre uscendo dal campo della comune esperienza religiosa ed è sempre questione di un faccia a faccia anche se ci si trova in mezzo ad una folla di mille persone). Quando Mosè andava ad incontrarsi con Dio, Giosuè lo seguiva fermandosi fuori della “porta” della tenda e attendeva finché Mosè non fosse uscito fuori. Egli “sapeva” che Dio stava parlando con Mosè lì dentro. Attendere col volto rivolto a terra fuori di quella porta era la costante che contraddistingueva la vita di Giosuè. Giosuè era il segno per Israele che Dio era sceso tra loro incontrandosi con Mosè. Come il gallo che canta e tutti sanno che il sole sta sorgendo. Tutto Israele poteva scorgere il profilo di Giosuè lì fuori. E come si accorgevano della presenza adorante di Giosuè fuori di quella tenda, anche essi si prostravano con la faccia a terra rimanendo in quello stato finché Mosè non riemergeva con un nuovo messaggio dalla bocca di Dio. Israele udiva i tuoni e vedeva i fulmini ed ascoltava la voce di Dio provenire dall’interno della tenda.

Semmai qualcuno tra loro era il candidato per la fama e la popolarità, costui non poteva che essere Giosuè. Poiché egli era il braccio destro di Mosè avrebbe potuto facilmente far sapere a tutti di essere lo stretto collaboratore ed amico di colui col quale niente meno che Dio parlava faccia a faccia.. , eppure osservando da vicino questo passo ci si accorge che Giosuè non compare sulla scena finché Mosè non lascia la presenza di Dio per compiere il compito affidatogli da Dio. Ritengo che la ragione che spinse Dio a scegliere Giosuè risieda nel fatto che egli rimase nella gloria quando era facile ricercare la gloria degli uomini. Non tutti gli “assistenti” nella Scrittura vengono infatti scelti come successori del proprio maestro.

Alcuni profeti compresero che coloro ai quali più da vicino si dedicarono, non erano il genere di persone alle quali Dio voleva donare il manto della loro unzione. E così i loro aiutanti mai entrarono nel proprio destino. Credo invece che il valore che Giosuè dava alla presenza di Dio è ciò che lo fece emergere al di sopra chiunque altro attorno a lui. Egli non assunse un ruolo di guida per avere il riconoscimento degli uomini e neppure a causa degli incontri di Mosè con Dio. Giosuè si fermava fuori della tenda a causa del suo amore per la presenza di Dio cioè a causa dell’amore per la gloria di Dio.

La devozione alla preghiera e l’intimità con Dio costituisce il trampolino perché possiamo tuffarci ed immergerci  completamente nella pienezza del piano di Dio.

Marco

 

Marco Cicoletti

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