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Home Page La Preghiera Cercasi testimoni!! No dottori e professori!!
Cercasi testimoni!! No dottori e professori!! PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Cicoletti   

testimoneIl fatto che Gesù abbia camminato insieme ai suoi discepoli per tre anni non è una questione secondaria; egli avrebbe potuto semplicemente pubblicare un annuncio per la selezione di giovani da inviare subito nella stanza al piano superiore oppure scrivere il suo vangelo e spedirlo in un lungo e in largo per tutta la terra per mezzo di un corriere espresso;

 

 

egli avrebbe potuto tenere una lezione di 50 minuti al giorno per gli interessati e così avrebbe reclutato un buon numero di studenti.

Invece, egli scelse solo dodici uomini..... un piccolo nucleo al quale avrebbe potuto donare pienamente tutto se stesso. Egli visse con loro giorno e notte e diede loro molto più che insegnamenti ed istruzioni; egli diede loro se stesso!

Il suo desiderio non era quello di avere insegnanti o predicatori specialisti che conoscessero tutto della sua persona e della sua opera, ma, piuttosto, suoi "testimoni" diretti.

In verità, persino ai discepoli di Giovanni Battista, Gesù comandò di riferire al proprio maestro ciò che essi avevano “udito” e “visto”, cioè, ciò che avevano esperimentato personalmente.

Oggi ci sono molti predicatori e maestri, esperti seduti in cattedra, ma pochissimi testimoni; tantissimi che conoscono tante cose su di lui ma molto pochi che conoscono lui personalmente.

Le nostre facoltà teologiche investono tutto sull'insegnamento “circa Gesù”, ma la vera forza proviene solo dal conoscerlo intimamente e per esperienza.

Daniele 11,32 dice: "quanti riconoscono il proprio Dio si fortificheranno e agiranno".

La conoscenza a cui Daniele fa riferimento è esperienziale e costituisce un fattore cruciale per il servo di Dio senza la quale non siamo nient'altro che semplici teste parlanti!

I "sette figli di Sceva" incontrarono un uomo posseduto da demoni e cercarono di cacciare la potenza malefica per mezzo dell'imitazione della tecnica efficace di Paolo. Atti 19,13-16: " Alcuni esorcisti ambulanti giudei si provarono a invocare anch'essi il nome del Signore Gesù sopra quanti avevano spiriti cattivi, dicendo: «Vi scongiuro per quel Gesù che Paolo predica». Facevano questo sette figli di un certo Sceva, un sommo sacerdote giudeo. Ma lo spirito cattivo rispose loro: «Conosco Gesù e so chi è Paolo, ma voi chi siete?». E l'uomo che aveva lo spirito cattivo, slanciatosi su di loro, li afferrò e li trattò con tale violenza che essi fuggirono da quella casa nudi e coperti di ferite".

Anche noi sentiamo spesso parlare della potenza del nome di Gesù e tanti provano ad indurla, ma questa storia sottolinea uan profonda verità: conoscere il nome di Gesù non basta ..... bisogna conoscere l'Uomo che si cela dietro a quel nome.

Paolo aveva autorità ed esercitava potenza sugli spiriti immondi non perché avesse il permesso speciale di usare il nome di Gesù come si trattasse di un incantesimo preso in prestito dal manuale dell’esorcista, ma perché egli aveva incontrato l'Uomo, Gesù Cristo stesso, sulla via di Damasco e lo aveva conosciuto personalmente.

Nel sesto capitolo del suo libro, Isaia "vede il Signore". Tale visione segna il momento decisivo dell’esistenza di Isaia che opera il passaggio da semplice giovane dalle labbra impure a straordinario portavoce del Dio vivente. È questo momento di cui tutti abbiamo bisogno!

Non basta imparare tutto ciò che riguarda Dio, cantare di lui, leggere di lui; non è abbastanza pregare e predicare e cercare di vivere in modo corretto.

Anche fluire nei doni dello Spirito e vedere le manifestazioni della sua potenza non basta. Abbiamo tutti bisogno di tale momento decisivo, di quella visione, di quel roveto ardente, di quel monte della trasfigurazione, di quella Betel, di quel Sinai, di quel monte Carmelo, di quella via di Damasco.

Dobbiamo conoscere Dio per mezzo di Gesù Cristo, facendone esperienza diretta. Conoscerlo di persona e non per sentito dire. So che è possibile perché mi è successo.

In ciò sta la chiave della “grande potenza” di Dio.

 

Marco Cicoletti

 

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