Newsletter


Warning: Creating default object from empty value in /home/content/76/3385676/html/gesu/administrator/components/com_jnews/classes/class.module.php on line 849
Per l'iscrizione alla nostra Newsletter inserisci il tuo nome e la tua email.
Ogni mese riceverai nella tua casella di posta elettronica tutte
le novità della Comunità Amici di Gesù

Newsletter Amici di Gesù



Joomla : Amici di Gesù

Questo sito utilizza Cookies per offrirti un servizio migliore. Continuando la navigazione ne accetti l'uso. Per saperne di più leggi la nostra Cookies Policy.

Home Page La Preghiera Beni danneggiati
Beni danneggiati PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Cicoletti   

annaC'era un uomo di Ramatàim, uno Zufita delle montagne di Efraim, chiamato Elkana, figlio di Ierocàm, figlio di Eliàu, figlio di Tòcu, figlio di Zuf, l'Efraimita. Aveva due mogli, l'una chiamata Anna, l'altra Peninna.

 

 

Peninna aveva figli mentre Anna non ne aveva. Quest'uomo andava ogni anno dalla sua città per prostrarsi e sacrificare al Signore degli eserciti in Silo, dove stavano i due figli di Eli Cofni e Pìncas, sacerdoti del Signore. Un giorno Elkana offrì il sacrificio. Ora egli aveva l'abitudine di dare alla moglie Peninna e a tutti i figli e le figlie di lei le loro parti. Ad Anna invece dava una parte sola; ma egli amava Anna, sebbene il Signore ne avesse reso sterile il grembo. La sua rivale per giunta l'affliggeva con durezza a causa della sua umiliazione, perché il Signore aveva reso sterile il suo grembo. Così succedeva ogni anno: tutte le volte che salivano alla casa del Signore, quella la mortificava. Anna dunque si mise a piangere e non voleva prendere cibo. Elkana suo marito le disse: «Anna, perché piangi? Perché non mangi? Perché è triste il tuo cuore? Non sono forse io per te meglio di dieci figli?». Anna, dopo aver mangiato in Silo e bevuto, si alzò e andò a presentarsi al Signore. In quel momento il sacerdote Eli stava sul sedile davanti a uno stipite del tempio del Signore. Essa era afflitta e innalzò la preghiera al Signore, piangendo amaramente. Poi fece questo voto: «Signore degli eserciti, se vorrai considerare la miseria della tua schiava e ricordarti di me, se non dimenticherai la tua schiava e darai alla tua schiava un figlio maschio, io lo offrirò al Signore per tutti i giorni della sua vita e il rasoio non passerà sul suo capo». Mentre essa prolungava la preghiera davanti al Signore, Eli stava osservando la sua bocca. Anna pregava in cuor suo e si muovevano soltanto le labbra, ma la voce non si udiva; perciò Eli la ritenne ubriaca. Le disse Eli: «Fino a quando rimarrai ubriaca? Lìberati dal vino che hai bevuto!». Anna rispose: «No, mio signore, io sono una donna affranta e non ho bevuto né vino né altra bevanda inebriante, ma sto solo sfogandomi davanti al Signore. Non considerare la tua serva una donna iniqua, poiché finora mi ha fatto parlare l'eccesso del mio dolore e della mia amarezza». Allora Eli le rispose: «Va' in pace e il Dio d'Israele ascolti la domanda che gli hai fatto». Essa replicò: «Possa la tua serva trovare grazia ai tuoi occhi». Poi la donna se ne andò per la sua via e il suo volto non fu più come prima. Il mattino dopo si alzarono e dopo essersi prostrati davanti al Signore tornarono a casa in Rama. Elkana si unì a sua moglie e il Signore si ricordò di lei. Così al finir dell'anno Anna concepì e partorì un figlio e lo chiamò Samuele. «Perché - diceva - dal Signore l'ho impetrato».

1Sam 1,1-20

 

In alcuni grandi magazzini possiamo trovare uno spazio dedicato a quegli oggetti considerati danneggiati; questi articoli presentano ammaccature, graffi o qualcosa è difettoso e pertanto, non possono essere venduti secondo il valore che dovrebbero avere.

Poiché tali articoli sono danneggiati, essi vengono venduti ad un prezzo molto basso o in alcuni casi, considerati rifiuti e gettati via; essi sono assolutamente invendibili e dunque inutili a causa del difetto che presentano.

Nel testo troviamo la storia di una donna di nome Anna; Anna aveva un difetto che chiamiamo sterilità, non poteva cioè avere figli; a differenza di molte donne oggi che hanno gravidanze indesiderate e non vorrebbero affatto un figlio, le donne dell'antico testamento desideravano avere bambini ad ogni costo.

La capacità di generare figli veniva considerata segno di approvazione divina e di non aver commesso peccati gravi. Tuttavia, quando una donna era incapace di generare figli, essa veniva emarginata da coloro che invece potevano generarne. La donna sterile veniva additata, criticata pubblicamente, derisa, provocata, fatta sentire inferiore ed era considerata indegna ed inutile.

Secondo le convinzioni della società del tempo, si riteneva che la donna incapace di generare figli, avesse commesso un qualche peccato contro Dio e la sua incapacità di generare rappresentasse la punizione divina per il peccato commesso. Così, la sterile era esposta alla vergogna pubblica e condannata ad una vita di terza classe.

Spesso, quando una donna non poteva avere figli, il marito la uccideva perché la sua sterilità gettava vergogna sul nome dell'uomo. Questa fu una delle ragioni che spinse Mosè ad istituire il divorzio. Invece di uccidere la donna, il marito la ripudiava e la rimandava a casa di suo padre, dove avrebbe vissuto il resto della sua vita come una vedova, essendo ormai valutata alla pari di un oggetto difettato. Il suo difetto le impediva di funzionare secondo la sua natura che era quella di generare una discendenza e pertanto, era buona a nulla.

Essa era indegna ed inutile. Basta!

Anna soffriva a causa di questa sterilità; ella era rifiutata dalla società ed era criticata, non solo da quelli che vivevano attorno e la conoscevano, ma soprattutto da coloro che facevano parte del suo nucleo familiare poiché suo marito aveva due mogli.

Anna era esposta a continue umiliazioni dentro e fuori delle mura domestiche, era delusa, scoraggiata ed aveva una bassa stima di sé. La donna si sentiva inutile, indegna, incompleta, dimenticata, si vedeva come un oggetto danneggiato agli occhi degli altri e di se stessa. Tuttavia, il marito la amava e cercava di riempire i vuoti del suo spirito affranto dandole una parte sola perché non aveva generato discendenza; anche se la trattava con rispetto, il rispetto e l’amore erano solo una soluzione temporanea.

Ai suoi occhi e a quelli degli altri, Anna rimaneva pur sempre come un bene danneggiato o difettoso. Anna presentava ammaccature e graffi causati dalla sua sterilità.

Spesso noi sperimentiamo la disillusione, lo scoraggiamento, ci sentiamo evirati emotivamente e spiritualmente confusi. Le persone parlano di noi e ci criticano. Possiamo essere rifiutati dalla società, dai familiari, dagli amici e da tutti. Alcuni finiscono allora per rinchiudersi in una prigione mentale di bassa stima in cerca di una valvola di sfogo per trovare un sollievo temporaneo. Così, alcuni si rivolgono alle droghe, all’alcol, alle attività sessuali illecite per fare l’amara scoperta che dopo l’ubriacatura, il loro problema è rimasto alla porta ad attenderli. Il problema è rimasto lì dov'era. Noi veniamo considerati e rimaniamo oggetti danneggiati.

La società ti ha scartato perché sei una sorta di disastro sociale, forse sei stato classificato un rifiuto della terra a causa della tua ammaccatura. Tu sei un bene danneggiato. Uno scarto che non trova collocazione e non puoi avere alcuno scopo di esistere e nessuna utilità. Tu sei danneggiato e ciò che ti ha danneggiato, ti ha reso inutile e dunque sterile.

Tuttavia, devi comprendere che ci può essere un miracolo proveniente da te che sei considerato un bene di scarto, un bene danneggiato. Tu devi semplicemente diventare come Anna, la quale, nonostante fosse considerata un bene danneggiato, rifiutata socialmente, indegna ed inutile agli occhi di tutti, ella rimase sincera, fedele, umile, determinata ed irremovibile e chiese a Dio di ricordarsi di lei.

Anna era simile al radiatore di una macchina. Il radiatore può avere una perdita che può essere riparata in due modi diversi: per mezzo di una toppa saldata, ma quella saldatura altro non è che un una soluzione temporanea, oppure quel foro può essere riparato dall'interno e riempito per mezzo di un materiale e così, il radiatore non perderà più.

Quando Anna chiese a Dio di ricordarsi di lei, ella era determinata e sincera; Dio non pose una pezza su uno straccio vecchio, ma mise qualcosa di nuovo dentro di lei che non aveva mai avvertito prima.

Dio riempì le crepe della sua vita danneggiata. Egli riempì i vuoti del suo spirito affranto e da ciò che era considerato un bene danneggiato, Dio generò un miracolo di nome Samuele.

Samuele significa “ottenuto-da-Dio” “Dio-ascolta” o meglio ““il-Nome-di-Dio”.

Non appena Samuele fu cresciuto, la donna restituì ciò che Dio le aveva dato, al legittimo Donatore e così consacrò Samuele al servizio di Dio. La Bibbia dice che Samuele cresceva e, dunque, “il-Nome-di-Dio” cresceva.

Da ciò che era stato classificato un bene danneggiato, il nome di Dio cresceva.

Forse stai pensando di non essere buono a nulla. La società ti ha rifiutato, la tua famiglia ti ha voltato le spalle, forse stai pensando di farla finita, senti di essere un bene danneggiato e quindi inutile, ma un bene difettato è esattamente ciò che Dio può usare perché la gloria vada solo a Lui.

Talvolta ti chiedi perché il diavolo si scagli così furiosamente contro di te o per quale ragione le persone sparlino di te, ma Dio può e vuole generare un miracolo in te. Ai tuoi occhi puoi apparire indegno, ma pensa alla statua di Venere, la quale poco dopo essere stata scolpita, a causa di un incidente perse le braccia e tutti la consideravano una statua buona a nulla. Tuttavia oggi è considerata un capolavoro inestimabile. Dio vuole stravolgere la tua vita.

Il diavolo ti ha fatto credere che sei un sacco di spazzatura inutile, un buono a nulla, sei un bene danneggiato; ma Dio sta per generare qualcosa in te se ti rivolgi a Lui.

Se ti pieghi a Lui.

Dio dice che tu sei come l’oro fino, ma devi piegarti a Lui e permettergli di togliere le scorie impure.

Il mondo dice che tu sei un bene inutile, un bene difettato, ma Dio dice: "osserva ciò che sto per fare in te, se me lo permetti. C'è un miracolo che sta per essere generato da te! Tutto ciò che devi fare è “pregare finché qualcosa accade”.

Anna era considerata un bene inutile, danneggiato, tutti la deridevano, tutti parlavano male di lei, era un rifiuto sociale, ma proprio da quel rifiuto sociale venne qualcosa che cambiò una nazione intera.

Non arrenderti.

Puoi sentire di essere un rifiuto in questo momento, un bene danneggiato, scartato a causa dei tuoi graffi e delle ammaccature, ma se ti aggrappi alle mani immutabili di Dio tu diventerai un capolavoro senza prezzo.

Un cuore affranto e uno spirito contrito sono considerati dall'umanità beni danneggiati, ma per Dio essi sono semplicemente qualcosa che Egli può usare.


Marco Cicoletti

Amici di Gesù

 

Marco Cicoletti

Amici su Facebook

Pubblicato su Facebook

Leggi Insieme a Noi


Powered by Joomla!. Designed by: hosting free server resellerspanel Valid XHTML and CSS.