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Scritto da Marco Cicoletti   

Atti 1:14: Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera  

Marco usa la stessa parola greca tradotta in questo contesto con "assidui" per descrivere la barca pronta in acqua a disposizione di Gesù.

 

Il Maestro, predicando sulle rive del mar di Galilea, chiese ai suoi discepoli di "tenergli sempre pronta una barchetta" (traduzione letterale) (Mc 3,9).  Quella barca era "continuamente" o "assiduamente" alla presenza di Gesù e disponibile per Lui. La barca siamo noi sua chiesa che dobbiamo rimanere sempre vigili, in attesa, con gli orecchi aperti cioè essere "continuamente o assiduamente" alla presenza di Cristo. E questa barca furono gli apostoli che "attendevano" il Signore nella stanza al piano superiore. Passò il primo giorno. E poi il secondo. E quindi una settimana intera. E poi dieci giorni.

Tutto ciò che sanno in questo momento, è che un centinaio di discepoli fanno avanti e indietro per quella sala. Ma non loro; essi sono fermi li; i dodici e Maria rimangono li dentro. Loro non partono. Essi persistono alla presenza di Cristo.

I suoi seguaci avevano intenzione di fare una cosa sola: attendere nel luogo adatto ed indicato la potenza che Gesù stesso aveva promesso.

E noi siamo invece tanto riluttanti a fare ciò che essi fecero. Chi ha il tempo di attendere? Al solo pensiero ruggiamo come leoni. Ma attendere non significa inattività - piuttosto in-Lui-attività. Attendere significa cercare di guardare, essere in uno stato vigile di osservazione, stare a guardare con attenzione cercando di scovare Lui. Se aspetti l'autobus, con lo sguardo ti metti ad osservare attentamente per il tuo autobus. Li osservi tutti in cerca di scorgere quello giusto. Se attendi Dio, tu ti metti ad osservare Dio, finché non lo vedi giungere! Proprio come fai con l'autobus. Cercare Dio; essere con lo sguardo in cerca di Dio; sperare in Lui.

Grandi promesse attendono quelli che "attendono" Lui. "Ma quanti sperano (nel testo originale è "attendono") nel Signore riacquistano forza, mettono ali come aquile, corrono senza affannarsi, camminano senza stancarsi" Is 40,31.

A quelli che lottano ancora, Dio dice: "attendi me, Spera in me". E attendi nel luogo giusto. Gesù non ci dice di stare in Gerusalemme ma ci dice di "persistere o restare" onesti, "rimanere" fedeli e veri.

Hai bisogno e desideri più potenza nella tua vita?

Essa verrà...................mentre preghi. Per dieci giorni i discepoli pregarono. Dieci giorni di preghiera più qualche minuto di predicazione portarono tremila anime salvate e tremila membri alla neonata chiesa. Una nuova Pesca Miracolosa agli inizi della nuova esperienza rinnovata di Cristo. E Pietro infatti si trova nuovamente lì sulle rive del lago; un mare di bisognosi; un gregge nel buio e senza pastore. Anche Pietro è stato nel buio e nella tempeste dei giorni precedenti e non ha saputo raccogliere altro con le sue reti se non rinnegamenti, paura, colpevolezza, rimpianto, sfiducia.

Probabilmente  noi invertiamo i numeri. Noi siamo soliti pregare qualche  minuto e predicare o agire per dieci giorni. Non abbiamo forse noi stessi coniato il temine "contemplo-azione" per poi pervertirlo? In chiesa facciamo tutto tranne contemplare. Chi prega appare un po' strano, quasi un extraterrestre e classificato "superspirituale" per non dire folle. Non mi riferisco allo stare tra le mura di un a chiesa o al clima che vi si respira quando ci raduniamo. No!  Io mi riferisco alla vita normale di noi sua chiesa. Parlo di te e di me e non della Chiesa quella che tutti additiamo per scaricare le nostre colpe e le nostre mancate responsabilità. La chiesa non è una organizzazione e tanto meno un edificio. La chiesa siamo noi che credendo siamo divenuti il Tempio di Dio. Non siamo nati forse dalla preghiera? Se vuoi vedere l'atto di nascita recati in Atti, Secondo Capitolo. È quello infatti il reparto maternità e la via normale in cui si nasce come Chiesa. Non è forse nel mezzo della preghiera che Maria ricevette la visita dell'Angelo che le presentava il suo Sposo Ammirabile il quale venne subito dopo e ....lei rimase incinta? Non di un uomo, né di un angelo ma dello Spirito Santo! Dio stesso!

E così gli apostoli si dedicarono all'attesa attiva nella preghiera. Come la barca attendeva lì, sempre pronta Gesù, così essi persistettero alla sua presenza. Essi non lasciarono mai il luogo della preghiera per dieci giorni e dopo quello che videro impararono che la loro priorità doveva rimanere la Preghiera e la Parola. Pregare ed ascoltare. Già, si! Poiché la preghiera non è una azione, una nostra attività come tante. La preghiera è una relazione in cui ha luogo un dialogo: per questo motivo dissero: "Non è giusto che noi trascuriamo la parola di Dio per il servizio delle mense" Atti 6,2 e misero ciò che è prioritario al primo posto: "Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al ministero della parola». Atti 6,4.

E così il risultato fu quanto leggiamo subito dopo:

Atti 6:7: Intanto la parola di Dio si diffondeva e si moltiplicava grandemente il numero dei discepoli a Gerusalemme; anche un gran numero di sacerdoti aderiva alla fede".

Da quella preghiera o dialogo potevano ascoltare la Parola parlare al presente e trasmettere poi fedelmente quelle parole di vita: e così dare vita a nuovi figli. Un numero maggiore di credenti sinceri! Devoti e fedeli!

Caro credente e in speciale te predicatore: non puoi parlare di Cristo, agire per Cristo se non stai mai in compagnia di Cristo. Fermati. Chiudi le porte! Apri la bocca e lascia che il cuore si effonda e non dimenticare di aprire la Bibbia!

Dopo che ti sarai incontrato con Lui, saprai cosa fare e non fare, dire e non dire e anche tu raccoglierai i frutti che essi raccolsero che Gesù desidera per ogni suo discepolo. Non  erano solo per l'era apostolica. Si tratta del desiderio di Gesù per ogni generazione.

Osserva quei discepoli più da vicino. Spogliali delle vesti dorate di cui li abbiamo rivestiti e scoprirai che non sono affatto diversi da noi. Stessi problemi, stessi caratteri, stesse povertà ma una grande ricchezza: Cristo in loro. Cristo con loro. Cristo attraverso di loro. Egli si manifestava per mezzo di loro.

Gesù mi ha chiamato. Io sto rispondendo ed ho capito che la mia chiamata è stare con Lui per poi andare a nome di Lui e non viceversa.

Marco Cicoletti
www.amicidigesu.it

 

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