| Riflettori viventi della luce della Vita |
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| Scritto da Marco Cicoletti |
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Lampade di Dio A Troade Paolo predicò per tutta la notte e così il giovane Eutico, tipetto eccentrico che preferiva sedere sulla soglia della finestra, sbilanciatosi, cadde giù.
Paolo interruppe la sua predicazione e lo risuscitò. Cose da tutti i giorni, no? Vita normale di chiesa. In Atti 20,8 leggiamo: “C'era un buon numero di lampade nella stanza al piano superiore, dove eravamo riuniti”. Spero che anche tra noi ci siano molte lampade. Anche le vergini della parabola portavano in mano delle lampade ma la metà di queste si erano spente. (Mt 25). E ciò non vuol dire che quelle lampade erano mezze accese. No. Metà erano completamente accese; l’altra metà completamente spenta. Noi non possiamo far luce a metà. O risplendiamo o siamo spenti. Sarebbe da chiedersi se questa percentuale valga per i cristiani. Metà delle vergini si era addormentata………proprio come Eutico. E stai a guardare cosa gli successe! Chi si addormenta mentre è al lavoro; persone le cui lampade si spengono perché l’olio finisce; gente del genere è destinata a…..cadere. Per questo sta scritto infatti: “Svègliati, o tu che dormi, déstati dai morti e Cristo ti illuminerà” Ef 5,14. Testimoni della luce Per dissipare il buio non c’è bisogno di inventarsi chissà cosa. Basta solo accendere la luce e il buio svanirà. Nessuna tenebra potrà resistere davanti alla luce sprigionata da un fiammifero acceso. Ho notato qualcosa di molto interessante nel vangelo di Giovanni. Parlando di Giovanni Battista, Gesù disse che “Egli era una lampada che arde e risplende” (Gv 5:35). In Giovanni 1,5 e 7 si legge: “la luce splende nelle tenebre. Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce”. Come mai se la luce già splendeva, ci fu bisogno di Giovanni Battista? Quando il sole sorge, tutti ne siamo coscienti e non abbiamo bisogno che qualcuno ci ricordi che è ormai giorno. “Egli non era la luce, ma doveva render testimonianza alla luce.” Gv1,8. Questa testimonianza era dunque necessaria? Cosa è dunque un testimone della luce? Se ti metti a guardare il cielo sereno di notte, vedrai che la luna risplende di luce argentea. Siamo andati fin sulla luna ed abbiamo avuto la prova che essa non brilla di luce propria ed anche lo spazio attorno ad essa è immerso nel buio. Noi tutti sappiamo che la luna non fa altro che riflettere la luce proveniente dal sole. Perchè allora se la luce solare viaggia nello spazio per raggiungere la luna, il cielo attorno ad essa rimane buio? La risposta è elementare. Riflettori di luce La luce è invisibile. Ti accorgi della sua presenza solo quando essa colpisce un oggetto. Lo spazio è completamente vuoto. Non c’è assolutamente nulla in esso che possa catturare la luce del sole fin quando essa non raggiunge la luna. A dire il vero, lo spazio è pieno di luce perché essa viaggia attraverso di esso eppure appare buio. Questo universo è pieno di Dio. Egli è il Padre della Luce, Gesù, e di ogni luce. Ogni luce proviene da lui. Egli è il sole di giustizia. Eppure molti camminano nelle tenebre profonde. Come può accadere una cosa simile? Come si può camminare nelle tenebre spirituali quando l’intero universo è pieno della luce di Dio? Costoro non possono vedere la luce delle cose invisibili finché qualcun altro non la afferra o si lascia colpire da questa ineffabile luce e la riflette. I raggi solari sono invisibili sulla terra eppure irradiano le molecole dell’atmosfera come la polvere e le particelle d’acqua. Il sole investe con la sua luce milioni di chilometri nello spazio anche se non c’è traccia visibile di essa finché non colpisce un oggetto che la riflette.La luna è immersa nella luce invisibile del sole e ne riflette abbastanza perché la notte possiamo vedere dove camminiamo. 1 Tim 1:17 parla del “Re incorruttibile, invisibile e unico”. La luce di Dio è costante e brillante. Essa non è ad intermittenza. Ma chi può vederla? La gente cammina nelle tenebre. Il fatto stravolgente è che l’unica luce che potranno vedere è la luce riflessa. Proprio come Giovanni “era una lampada che arde e risplende”, una testimonianza alla luce, così sono i credenti. A noi viene comandato di “camminare nella luce” (1Gv 1,7), perché se non lo facciamo, non ci sarà alcuna luce sulla terra. Il mondo dipende dai riflettori di luce. Se il nostro vangelo rimane nascosto, lo è per quelli che si perdono (2Cor 4:3-6). Possiamo comprendere qualcosa di importante da tutto ciò. Nella stessa epistola ai Corinzi Paolo dice che il volto di Mosè risplendeva della gloria di Dio ed egli fu costretto a coprirsi con un velo. La ragione che lo spinse a coprirsi non fu l’umiltà, umile come era. Ma lo fece perchè la Gloria sarebbe man mano svanita ed egli sapeva che sarebbe stato un male se il popolo superstizioso d’Israele l’avesse osservata mentre scompariva. Avrebbero potuto trarre conclusioni sbagliate dall’effetto che diminuiva. E così si coprì il volto completamente affinché essi non avrebbero mai saputo se il suo volto splendeva o meno ogni qualvolta Dio parlava con lui. Il punto di Paolo è che la luce di Dio – la sua Gloria – nell’era cristiana non svanisce. Essa è permanente. Possiamo mostrarci al mondo col volto scoperto affinché la gente possa vedere la gloria di Dio in noi. Infatti mentre Mosè poteva solo riflettere la Luce, oggi, Gesù – la Luce del mondo – dimora in noi e dunque noi siamo più che riflettori. La Luce è in noi e la sua Luce fa di noi dei lampioni viventi. Anche Giacomo afferma qualcosa di simile. Egli dice: “ogni buon regalo e ogni dono perfetto viene dall'alto e discende dal Padre della luce, nel quale non c'è variazione né ombra di cambiamento” Gc 1,17. Possiamo meglio tradurre in “Dio non cambia come le ombre che variano la direzione. Il sole causa la formazione dell’ombra e mentre esso si sposta, anche l’ombra si muove. Ciò è testimoniato dalla meridiana e questo è il modo attraverso cui noi conosciamo il tempo. Quando non appare alcuna ombra su di essa, noi sappiamo che il sole è al suo picco massimo di splendore, allo zenit proprio sopra la nostra testa. A buona ragione Dio non proietta alcuna ombra poiché egli si trova sempre allo zenit e non si muove mai da quella posizione perfetta. La Luce di Dio è inesauribile; non è temporanea; sempre accesa ed al massimo del suo splendore. Questa è la luce eterna che dovremmo riflettere eternamente. Il nostro volto non dovrebbe esser velato poiché la Gloria non passa. Noi veniamo cambiati “di gloria in gloria” (2Cor 3,18) – una gloria progressivamente crescente! Continuiamo a riflettere la luce di Dio per i nostri vicini così come anche per le nazioni della terra.
Marco Cicoletti |
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