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Home Page La Fede Quale è il mio scopo quaggiù?
Quale è il mio scopo quaggiù? PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Cicoletti   

 

Chi mi conosce sa una cosa di me: io amo la fantasia. In un mondo in cui non c'è più posto per le sorprese, lo stupore, i sogni; un mondo in cui la fantasia deve arrendersi davanti alla realtà ed ai "reality show" io ho scoperto che la fantasia è invece un dono di Dio. Dio è pieno di fantasia ed ha fatto l'uomo a sua immagine.

 

Ricorrerò dunque a questo dono. Da piccolo amavo le vacanze in campeggio sotto la tenda o in roulotte - ora sono cresciuto ed ho una concezione diversa di vacanza. Mio zio aveva una roulotte e noi passavamo mattinate intere durante l'estate dentro quella roulotte quando zio la portava a casa e la parcheggiava per qualche giorno prima della partenza per caricare l'occorrente.

Successivamente mio zio comprò un camper.

Hai mai fatto una vacanza in camper? Immaginiamone una. Euforia: si parte! Tutti a bordo! Direzione? Dolomiti!! Bene! Niente male il viaggio in camper finché sei in autostrada. E finché l'autostrada è libera; ma quando arrivi a Firenze e tutti hanno avuto l'idea di partire come te, allora l'autostrada diviene una lunga fermata con qualche intervallo di movimento: code lunghe; gente più disparata e il tuo viaggio verso la agognata meta, un incubo! L'ingorgo si sblocca e pian piano si giunge alla meta. Con almeno dieci ore di ritardo!

Il camper non è fatto per star fermi; il camper serve per girare avendo "un tetto" non solo sopra la testa ma sempre dietro con sé. Sali e scendi. Curve e curvette. Oggetti che cadono; i bimbi che piangono. Aria elettrica. Conflitti che scoppiano. Tu vuoi andare a destra  ma i tuoi compagni dicono che sia meglio andare a sinistra. E tu non li tolleri più perché loro sono li a bivaccare mentre tu sei alla guida ormai da giorni.

Le sorprese non mancano mai e così il camper, inesorabilmente, si guasta. C'è sempre qualcosa che prima o poi smette di funzionare. Il sistema di raffreddamento va in tilt. Vapore da tutte le parti! Vi fermate in un prato. Ansia e rabbia da ogni poro - perché non è solo il motore a fumare - ma poi....poi si mangia.......e alla fine ci si ferma a dormire.

Mentre tutti cercano il proprio spazio per accomodarsi, fuori inizia a piovere. Più che una pioggia è un diluvio. Fulmini. Vento. Tuoni. Nessuno riesce a dormire e tutti sono in preda al terrore. I bambini ora non piangono: urlano! Quel caravan comincia a muoversi per la furia del vento e del temporale. Tu non riesci a dormire ed alla fine rimetti in moto e parti. Destinazione? Una pensioncina. Camere, bagni, docce! Ognuno va nella propria stanza e tu finalmente stremato e felice ti metti a dormire.

Mai stato più felice di dormire in una pensioncina da quattro soldi nella quale non saresti mai andato. Basta con la vacanza in camper da cinque persone nel quale siete in otto. Da oggi la pensione sarà la base ed il camper il veicolo per spostarsi di giorno. Dopo la tempesta e le grida tutti preferiscono dormire tra quattro mura e tutti hanno perso di vista perché si sono trovati in quel caos. Erano partiti per andare in vacanza. Ma l'idea della vacanza ormai è sfumata. Quei tanto agognati giorni di libertà sono ormai un lontano ricordo.

La vita di tanti gruppi e comunità è molto vicina al viaggio in camper appena descritto. Partiti per l'avventura di camminare insieme a Gesù, quella avventura diviene spesso una disavventura. Ci dimeniamo, annaspiamo, finiamo per andare dove non volevamo, lottiamo, andiamo fuori strada incamminandoci per strade impervie e troppo spesso finiamo per dimenticare la ragione per cui ci siamo messi in viaggio.  Perdiamo di vista il nostro scopo e più spesso che mai ci ritroviamo a tirare avanti cercando di fare tutti felici.

A questo punto lasciate che vi ricordi le ultime parole di Gesù:

Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» Mt 28,18-20.  

Lungo la strada e a causa degli imprevisti - a cui Gesù dopotutto ci aveva preparato: avrete tribolazioni....le quali hanno lo scopo di far deviare e perder di vista lo scopo di tutto -  molti di noi semplicemente dimenticano la  chiamata di "fare discepoli" anche se hanno ricevuto autorità dal Figlio di Dio, il carburante dello Spirito Santo e la mappa delle ultime parole di Gesù sulla terra.

Ecco dunque un "post-it" per ricordarci ciò a cui Gesù ci ha chiamati e la ragione per cui siamo sulla terra, la stessa che ha portato Dio ad incarnarsi:

  • Sconfinate dal vostro piccolo mondo. Attraversate le culture e le barriere dei gruppi cristiani e sociali per raggiungere tutte le persone in tutte le nazioni o gruppi che non appartengono a Cristo. Per questo siete estremamente diversi tra voi per cultura e provenienza.  

  • Battezzate ogni uomo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo cioè immergeteli nella presenza di Dio con la preghiera, la Parola e passando del tempo con loro.  

  • Vi seguiranno. Insegnate loro a seguire Me. Formate cioè insegnate ciò che ricevete da Me ogni volta che vi riunite a pregare ed ascoltare la mia Parola spezzata da chi ve la annuncia e portateli con voi nella realtà dove vi ho portati per vie traverse. Formateli ed incoraggiateli con dolcezza e fermezza. Fate ciò con i miei discepoli, quelli che mi seguono da tempo ed i nuovi perché tutti obbediate a ciò che vi ho comandato..

 

Alcuni di noi si sono accesi; si sono appassionati al servizio a cui sono stati chiamati e come una nave rompighiaccio hanno avanzato senza fermarsi ma poi sono finiti per incagliarsi in quelle sabbie mobili che io definisco "chiesalia" con tutti gli annessi e connessi e così oggi trovano che le parole aspre rivolte da Gesù ai capi religiosi del tempo sono applicabili a loro.

Altri di noi hanno tentato di personalizzare il grande mandato di Gesù trasformandolo solo in una voce dell'atto costitutivo della loro associazione o una voce della loro missione  piuttosto che considerarla la loro unica missione di vita personale e comunitaria. Ciò è spesso accompagnato da lamentazioni come: "Non bastano la Bibbia e la Messa? Perché ci sarebbe bisogno di fare qualcosa di più? Oppure: "Non dobbiamo dimenticare di far divertire la gente! Non forziamo la mano!! Certo che dobbiamo aver cura delle pecorelle di Gesù, fasciando quelle piagate e prendendoci cura di quelle ferite. Tuttavia osservando più da vicino la sempre decrescente influenza cristiana nella nostra cultura e la trascurabile differenza nella moralità di vita tra i sedicenti cristiani e coloro che sono dichiaratamente non credenti, non possiamo chiudere gli occhi davanti all'amara realtà.

Come i turisti nel camper anche noi...strada facendo finiamo spesso per dimenticare la ragione per cui siamo in cammino.

E così quando mi sono imbattuto nelle parole che Paolo rivolge ai neo-convertiti della piccola città di Colossi ed ho rintracciato in esse l'eco delle ultime parole di Gesù, ho arrestato la marcia e mi sono fermato ad osservare:

ai quali Dio volle far conoscere la gloriosa ricchezza di questo mistero in mezzo ai pagani, cioè Cristo in voi, speranza della gloria. È lui infatti che noi annunziamo, ammonendo e istruendo ogni uomo con ogni sapienza, per rendere ciascuno perfetto in Cristo. Per questo mi affatico e lotto, con la forza che viene da lui e che agisce in me con potenza. Col 1,27-29.

 

Ora paragona queste parole di Paolo a quelle ultime di Gesù in Mt 28,18-20 e noterai che la parola sottolineata "nazioni" nelle parole di Gesù  e "pagani" in quelle di Paolo sono in realtà la stessa parola. Se osservi con attenzione ti accorgerai che le parole di Paolo non sono niente altro che una forma personalizzata del grande mandato che Gesù ha affidato a.........noi!!!!

Queste parole sono per Paolo le "linee guida" della propria missione personale: la sua visione di ciò che deve fare per adempiere alla chiamata di Gesù nella sua vita.

E tu? In che modo definiresti la tua missione di vita? Più che preoccuparti di ciò che andrebbe fatto, perché non ti preoccupi di ciò che tu dovresti fare e non stai facendo? In che modo vivrai la vita di Gesù nella sfera di influenza in cui Dio ti ha posto cioè nel tuo "mondo" di amicizie e conoscenze? Cosa spetti ad essere luce per loro?

Ora perché la mia domanda non cada nella retorica voglio lanciarti una sfida: dedica un po' di tempo alla preghiera e annota con poche parole ma con estrema chiarezza quale è la tua ragione di vita e poi vivi secondo quella conformando tutto ciò che sei e fai a quello scopo. Non c'è bisogno che tu lasci tutto per seguire Gesù nel suo mandato ma che faccia tutto insieme a Gesù affinché la tua vita di relazioni divenga il tuo mondo di missione. Voglio incoraggiarti a metterla per iscritto e metterla nel portafoglio magari accanto alla carta di identità poiché questa è la tua vera identità eterna, oppure appendila accanto allo specchio o in un luogo in cui spesso cada il tuo sguardo e poi vivila.

Abbiamo passato abbastanza tempo in questo camper senza andare da nessuna parte, ci siamo irritati ed abbiamo finito per scontrarci. Ricordiamoci che le ultime parole di Gesù sono una chiamata perché la vita divenga significativa o piena di senso.....rivolta ad un mondo che ha bisogno di Lui e di noi per portargli il Suo messaggio vivente.

Ah dimenticavo.....io sono stanco di starmene fermo. Mi sono fermato abbastanza, ora sono pronto a rimettermi in marcia! Ti invito a fare altrettanto. La vita con Gesù è ben più ampia dello star chiusi a compatirci a vicenda in una noia mortale in cui non puoi che notare i difetti degli altri in una atmosfera di pura tensione. Ti saluto! Io vado......

Marco Cicoletti

 

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