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Sogno oppure ciò sta accadendo davvero?”, Giacobbe figlio di Giuseppe si chiedeva con gli occhi sgranati.
Un solo istante prima una folla sedeva all’ombra mattutina del portico di Salomone. Si udivano solo il tubare dei colombi ed il sommesso rumore dei bambini che giocavano ai margini della folla oltre alle parole potenti ma allo stesso tempo gentili di Gesù le quali riecheggiavano per i pilastri, le arcate e gli edifici del tempio.
Tutti ascoltavano con indivisa attenzione, rapiti dal fascino di quell’uomo.
Improvvisamente....... si udì una donna gridare. “No, no!” mentre un nutrito gruppo di uomini ben vestiti la spingeva tra al folla seduta fino al luogo dove Gesù era seduto. Le tante lacrime le avevano arrossato il volto mentre cercava di accostarsi al petto le leggere vesti da notte per il terrore e l’imbarazzo.
A questo punto tutti quelli che erano seduti, guardavano quel gruppo e la donna che erano in piedi e così Gesù smise di tentare di insegnare e rimase in attesa. Il portavoce del gruppo prese la parola; era un vecchio fariseo; si vedeva facilmente dal modo in cui era vestito; l’uomo, non curante della folla e di aver interrotto un insegnamento, lanciò una sfida a Gesù.
"Maestro", disse a gran voce affinché tutti potessero udire: "questa donna è stata colta mentre commetteva adulterio. Nella Legge, Mosè ci comanda di lapidare donne come questa. Tu, invece, cosa hai da dire?”.
Ora Giacobbe poté riconoscere la donna; bastarono pochi secondi perché la folla facesse di nuovo silenzio così che egli potesse seguire ciò che stava accadendo davanti ai suoi occhi. Si trattava della donna del quartiere esseno di Gerusalemme della quale per mesi non si era fatto altro che sparlare per la sua relazione con un mercante egiziano.
Se i farisei avessero voluto davvero salvare la moralità pubblica, avrebbero potuto arrestarla da mesi, lo sapeva bene Giacobbe. Ma questa mattina, essi debbono aver fatto irruzione nella casa della donna, sapendo dell’assenza del marito, e l’hanno trovata a letto con l’egiziano. Sono entrati almeno in tre per avere i due testimoni necessari e l’hanno trascinata a forza fino ai cortili del tempio usandola come pretesto per interrogare Gesù.
La reputazione di Gesù non rispecchiava affatto la loro idea di purezza secondo la Legge poiché annoverava numerosi pubblicani, prostitute e peccatori ai suoi incontri, e dunque, i farisei cercavano il pretesto per esporre la sua interpretazione della Legge (Gesù contro Mosé) per poi tirarsi indietro, vederlo traballare e cadere. La storia si fa davvero interessante! Pensò tra sé Giacobbe. Dopo aver accolto la sfida del vecchio fariseo, Gesù, che era rimasto seduto sul pavimento di pietre, distolse con forza lo sguardo da quello tagliente dell’uomo e guardò a terra cominciando a scrivere sulla polvere accumulata dal vento che ricopriva le pietre.
Non risponde? Si chiedeva Giacobbe in cuor suo.
I farisei, furiosi per non aver ottenuto risposta, cominciarono a muoversi e mormorare tra loro incuranti di tutto e di tutti con aria di gran sufficienza. Fu solo allora che Gesù guardò imperante diritto negli occhi il fariseo rispondendo con una domanda indiretta e tagliente: “chi tra voi è senza peccato, scagli per primo la pietra!” ma a differenza dell’uomo, Gesù parlò a bassa voce. Quindi distolse lo sguardo e cominciò a scrivere di nuovo tra la polvere.
Giacobbe sussultò. Grande! Meraviglioso! Geniale!
Sono pronto a giudicare e sentenziare i peccati altrui con tanta facilità, ma come mai non faccio lo stesso con me? Anche io pecco! Chi mi userà misericordia?
I farisei erano fumanti di rabbia. Gesù aveva dato loro il permesso di scagliare la pietra ma chi avrebbe raccolto e scagliato la pietra per primo per dare inizio al rito dell’esecuzione davanti a tale verità? La folla attendeva in silenzio.
Chi di loro sarebbe stato disposto ad esporre le proprie azioni allo scrutinio dei vicini? Chi avrebbe avuto l’audacia di affermare di essere senza peccato, scagliando la pietra?
I secondi scorrevano veloci e ben presto divenne ovvio che non sarebbe successo proprio nulla. I farisei più giovani guardavano verso quelli più anziani per ricevere un segnale sul da farsi.
Ma non ne ebbero alcuno.
Allora, il fariseo più anziano cominciò a infiltrarsi tra la folla con la coda tra le gambe per scappare dalla vergognosa situazione a cui si era esposto cercando di non attirare l’attenzione. I giovani che erano con lui lo seguirono in fretta senza però dar a vedere che se la svignavano.
Erano stati battuti. Maestri di retorica battuti dal Galileo! E non solo: come potevano non essere notati nella loro ritirata dalla folla che era rimasta in silenzio a seguire le azioni e le parole del gruppetto che se ne era infischiato di loro e di ciò che Gesù stava insegnando.
Essi avevano sempre il diritto di interrompere tutto. Volevano sempre l’attenzione di tutti? Anche questa volta la ebbero! Tutti in silenzio si girarono per vederli uno dopo l’altro scomparire all’orizzonte sepolti dalla vergogna! Solo Gesù non alzò mai lo sguardo e continuò a fare quel che stava facendo.
Uno dopo l’altro, dal più vecchio al più giovane se la diedero a gambe. La gente si voltò dopo che l’ultimo se ne era andato. Tutti tranne la donna. La donna immobile, in piedi, era rimasta tremante davanti a Gesù il quale guardò in su verso di lei, l’unica in piedi davanti alla moltitudine seduta. Gesù le rivolse la parola come se i due fossero stati gli unici su quella piazza.
“Donna” e non “sporca peccatrice” chiese con tono estremamente gentile, “dove sono quelli che ti accusavano? Nessuno ti ha condannato? "Nessuno, Signore!" disse con un sospiro. "Allora, neanche io ti condanno!” affermò solennemente il maestro. "Puoi andare! Sei libera! Ma donna....." aggiunse mentre costei aveva fatto qualche passo per abbandonare la scena, “ devi abbandonare la tua vita di peccato!"
Giacobbe poté osservare come in quel momento, tutto l’esile corpo della donna avesse inalato profondamente la vita. La speranza ora le aveva riempito gli occhi. La donna annuì col capo a Gesù e cominciò ad incamminarsi verso la porta del tempio con la determinazione e la dignità di una donna che ha finalmente deciso cosa deve fare ed ha stabilito con chiarezza nella mente tutti i passi da fare.
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché “chiunque” crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna. Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui. “Chi” crede in lui “non è condannato”; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio. Gv 3,16-18
A proposito, la donna non ha nome. Mettici il tuo! Rileggi i versetti che ho allegato e ricorda la scena. Tu sei stato giustificato. Una volta per tutte e puoi presentarti al Trono della Grazia per ricevere aiuto e perdono!
Marco Cicoletti |