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Scritto da Marco Cicoletti   

Non è nella testa!

La fede viene concepita o impartita dallo Spirito nel cuore dell'uomo. La fede non è un fattore intellettuale o anti-intellettuale; semplicemente essa è superiore all'intelletto. La Bibbia non afferma che si crede con la mente ma col cuore! Attraverso la fede l'uomo giunge all'accordo con la mente di Dio.

Quando sottomettiamo le cose di Dio alla mente dell'uomo, i risultati sono l'incredulità e la religiosità; quando invece sottomettiamo la mente dell'uomo alle cose di Dio il risultato sarà la fede ed una mente rinnovata. La mente può essere un ottimo servo ma può rivelarsi un terribile padrone.

La maggiore opposizione ai movimenti di rinascita, risveglio o carismatici proviene da quei cristiani che si lasciano guidare dall'anima piuttosto che dallo Spirito; l'apostolo Paolo li definisce credenti carnali. Costoro ignorano i modi in cui Spirito Santo guida il credente e  così tutto ciò che non ha un senso secondo la loro mente razionale viene giudicato automaticamente in conflitto con la Scrittura. Questo modo di pensare errato è purtroppo ampiamente accettato nei circoli cristiani occidentali e spiega il motivo per cui Dio appaia esattamente come noi. Un Dio senza potenza; un Dio senza misericordia; un Dio senza vita; un Dio senza grazia; un Dio triste; un Dio lontano; un Dio separato; un Dio morto. Un Dio depresso. Un Dio assente. Un Dio incapace di salvare.

La risposta comune è l'allontanamento dalla chiesa e la critica spicciola.

La maggior parte dell'attività nella chiesa moderna può essere svolta facendo a meno di Dio. Tutto ciò che serve è la gente, il denaro ed un obiettivo comune. La determinazione può raggiungere grandi traguardi. Ma il successo registrabile non necessariamente è segno che lo scopo raggiunto sia provenuto da Dio. Nella esperienza cristiana comunemente denominata con tale termine, ben poco offre certezza  della guida sovrannaturale e del potenziamento dello Spirito Santo. Un ritorno al ministero di Gesù e della chiesa del libro degli Atti costituisce l'unica rassicurazione a nostra disposizione per raggiungere il nostro vero scopo: riconciliare l'uomo con Dio per mezzo di Gesù Cristo nella potenza dello Spirito Santo. Una vita, cioè, di relazione intima con Dio attraverso la quale e per mezzo del Quale abbiamo la Vita.

 

La fede è una relazione

Lo Spirito Santo vive nel mio spirito. È questo il luogo di comunione con Dio. Imparando a ricevere nel nostro spirito, impariamo il modo in cui si viene guidati dallo Spirito Santo. "Per fede noi sappiamo....." Eb 11,3. La fede è il fondamento del vero intellettualismo. Quando impariamo ad apprendere in questo modo ci apriamo a crescere nella vera fede poiché la fede non richiede semplicemente una comprensione o assenso mentale perché possa divenire sovrannaturale nel suo operare secondo il senso biblico. Sono convinto che molti di noi abbiano avuto la seguente esperienza: stai leggendo la Bibbia quando un versetto improvvisamente e letteralmente balza fuori da essa; è improvvisamente e misteriosamente divenuto vivo.  C'è un grande eccitamento che accompagna questa risurrezione del versetto in oggetto che sembra conferirti vita ed incoraggiamento anche se precedentemente non eri in grado di dare spiegazione ad esso. Ciò che è avvenuto è che il tuo spirito ha ricevuto la potenza che da la vita insita nella Parola per azione dello Spirito Santo. "La lettera uccide ma lo Spirito da la vita" (2Cor 3,6). Quando impariamo a ricevere nel nostro spirito, la nostra mente diviene lo studente e non viceversa ed è pertanto sottomessa allo Spirito Santo. È attraverso il processo della rivelazione e di esperienza che la nostra mente riceve sapienza e conoscenza. Questo è l'apprendimento in senso biblico - lo  Spirito che influenza la mente.

 

La fonte della fede.

"La fede nasce dall'udire..." Rom 10,17.  Il testo non dice che essa nasca dall'aver ascoltato. Si tratta del cuore che è nell'atto dell'ascolto, nel tempo presente, ed è dunque pronto per il deposito di fede da parte del cielo. L'apostolo Paolo si faceva guidare dal Grande Mandato: "Andate e predicate il Vangelo in tutto il mondo...." Mc 16,21. Tuttavia quando era pronto per andare a predicare il Vangelo in Asia (vedi Atti 16), Dio disse di no. Ciò che Dio aveva detto,  appariva essere in contraddizione con ciò che Dio stava dicendo. Fu allora che Paolo si preparò per recarsi in Bitinia. Ma di nuovo, egli fu raggiunto dal No di Dio. Successivamente Paolo fece un sogno in cui vide un uomo che lo invitava  accoratamente di recarsi in Macedonia. Questo sogno fu riconosciuto come volontà di Dio e dunque essi si misero in marcia.

Anche se possiamo conoscere tutta la volontà di Dio attraverso la scrittura e possiamo sapere tutto di Gesù Cristo, ciò non basta. Senza lo Spirito che prende ciò che è scritto e lo fa vivo, attualizzandolo nella situazione specifica, tutto rimane lettera morta. Anche se conosciamo la Bibbia a memoria, abbiamo ancora bisogno che lo Spirito Santo ci aiuti con la interpretazione concreta, la direzione e la potenza per compiere la sua volontà in quella data circostanza. Come si nota lo Spirito da vita e ci mette in contatto non solo con ciò che Dio ha detto: "Prenderà del mio" ma soprattutto con ciò che lo Spirito dice al presente " e ve lo annunzierà". Ci mette in collegamento non col Dio del passato ma con Dio che parla al presente. Ecco la differenza che costituisce la radice da cui può originarsi il legalismo o la vita in Cristo.

Problemi di ascolto. Ascolto al tempo passato o ascolto al tempo presente. Dio ha detto ma ha ancora molto da dire. Lasciamolo parlare!! Problemi di udito o ritardo nella percezione della voce di Dio?

 

Orecchi per ascoltare

Rom 10,17: "La fede dipende dunque dalla predicazione (nasce dall'ascoltare la Parola di Dio) e la predicazione a sua volta si attua per la parola di Cristo". Bisogna notare che non ci viene detto che la fede nasca dall'aver ascoltato. L'intera natura della fede implica una relazione attiva, costante e progressiva con Dio. L'enfasi è sull'ascolto..... al tempo presente! Nel libro della Genesi Dio aveva detto ad Abramo di sacrificare suo figlio Isacco. E mentre Abramo sollevava il coltello per immolare suo figlio, Dio gli parlò di nuovo. Questa volta era per dirgli di non uccidere suo figlio. Fu allora che Abramo tirò un grande respiro di sollievo. Isacco poté unirsi alla sua donna e moltiplicarsi secondo la promessa di Dio. Abramo aveva passato la prova ed aveva dato ampia dimostrazione della sua disponibilità a compiere tutto ciò che Dio avesse richiesto da parte sua. Fu un bene che la connessione del tutto intima ed unica di Abramo con Dio non si fosse fermata a ciò che era stato detto ma fosse piuttosto basata su ciò che Dio stava dicendo in quel preciso momento. Chiedi ad Isacco e ti saprà rispondere. Di nuovo: la Lettera uccide ma lo Spirito da la Vita!.

 

Risposte alle impossibilità della vita

Ciò di cui ha bisogno questo mondo è che la Chiesa nelle sue varie realtà torni ad un messaggio "mostra e racconta" o "vieni e vedi" circa il regno di Dio. Gli uomini hanno bisogno di un'ancora che sia più grande di quanto possano vedere con i loro occhi. Il sistema mondiale non ha risposte ai problemi crescenti - ogni soluzione finisce per rivelarsi solo temporanea.

Un uomo venne da me un pomeriggio confessandomi ciò che aveva fatto di male. Sentiva che doveva venire a confessare ciò che aveva fatto contro di noi di persona. Dopo aver espresso sia il perdono di Dio che il mio, gli chiesi della sua schiena.

Infatti, quando era entrato nella stanza in cui mi trovavo, avevo notato che aveva difficoltà a camminare ed era evidente che provasse molto dolore. Tirò su la maglietta per mostrarmi due cicatrici alla schiena che la percorrevano per l'intera lunghezza. Alcuni anni prima aveva avuto un incidente in cui aveva riportato lesioni gravi alla spina dorsale e da poco aveva avuto un altro incidente che aveva ulteriormente aggravato la sua situazione. Mi disse che Dio avrebbe potuto guarirlo ma non ne era certo. Io gli risposi che non aveva un'idea di Dio giusta. Tutto ciò che riuscivo ad immaginarmi era la grandezza di Dio e la microscopica condizione di quell'uomo. Egli mi guardò confuso negli occhi. Continuai poi piegando che Dio era veramente grande da poter fare come riteneva giusto. Sebbene l'uomo non mostrasse affatto una grande fede, tuttavia per grazia, egli cominciò a dubitare del suo dubbio. Questo era tutto ciò che serviva. Gli imposi le mani sulla schiena, invitando lo Spirito Santo perché gli concedesse il dono della sua guarigione. E poi comandai nel nome di Gesù che fosse guarito. Si piegò fino a poggiare le mani sul pavimento esclamando a gran voce: "io non posso far questo!. E continuava a piegarsi fino a terra mentre seguitava a dire che non era possibile. Uscì senza dolore, con la schiena rinnovata ed il cuore pieno di lode. Era lo stesso uomo che qualche momento prima non era in grado quasi di camminare.

La fede non è l'assenza di dubbio; la fede è la presenza di credulità o disponibilità a lasciarsi sfidare da Dio e conoscere nuovi orizzonti.

Potrei sentire di non aver sempre una grande fede ma posso sempre obbedire e di imporre le mie mani su qualcuno e pregare. Mi rendo conto che faccio un grande errore quando esamino troppo la mia fede. Difficilmente riesco a trovarla. È molto più facile per me obbedire velocemente. Quando tutto è finito, allora posso guardare indietro e vedere che la mia obbedienza proveniva dalla fede.

 

La fede conferisce potenza

Un'automobile può disporre di centinaia di cavalli di potenza eppure non andrà da nessuna parte se non si inserisce una marcia quando il motore è acceso. La marcia collega la potenza contenuta nel motore acceso e la trasferisce alle ruote. Lo stesso vale per la fede: tutti abbiamo la potenza del cielo dietro di noi ma è la nostra fede che collega ciò che è disponibile in cielo alle circostanze in cui ci troviamo. La fede prende ciò che è a nostra disposizione nei cieli e lo attualizza nelle situazioni reali.

Non è affatto illegale cercare di crescere nella fede. Non è sbagliato cercare i segni e i miracoli; tutto ciò fa parte dei diritti del credente. Ma il compito più importante rimane quello di imparare a pregare: è questa infatti l'unica cosa che i discepoli chiesero a Gesù di insegnare loro. Insegnaci a pregare credendo e a credere pregando! La preghiera di o con fede ci collega a Dio. Solo con la fede Pietro poté entrare in sintonia con Gesù e fare ciò che Gesù stava facendo. Egli era infatti pienamente a suo agio. Camminava sull'acqua come si cammina su una strada piana. Quell'acqua tuttavia era agitata! Una strada dissestata. Una strada mobile. Una sabbia mobile.

Dove puoi trovare la fede? Da nessuna parte. Molti cercano di vendere il fumo negli occhi. La fede non c'è sulla terra. La fede appartiene al cielo. Ma il cielo è sceso quaggiù. Il cielo va in cerca della pecora perduta direttamente sulla strada della perdizione. Non rimane comodamente seduto in bianchi palazzi d'avorio. Il cielo è attratto dal grido d'aiuto. La fede di trova solo fissando lo sguardo su Gesù. Faccia a faccia. Non è un principio. È una relazione. È essere intimi amici di Gesù. Gesù guardò Pietro. Pietro si lasciò sfidare. Si lasciò pescare e si mise anche lui a camminare sull'acqua. Immagina la scena.

Poi distolse la fede dal volto di Gesù e lo passò a ciò che credeva essere una sua abilità. Il risultato? Un disastro. Sprofondò. Ma....

Gesù che è l'autore della fede e che l'aveva appena donata a Pietro stese la mano e con un grido di rimprovero volto a correggerlo e la mano tesa, la perfezionò: Pietro era di nuovo in piedi.

A proposito: la fede non si vende e non si misura a chili. La fede c'è o non c'è. Quando c'è, essa porta a muoversi nel sovrannaturale perché è il suo habitat. Essa è un dono. Gesù la dona e la perfeziona. La dona per compiere nel momento opportuno ciò che ci risulta meno opportuno. La dona gratuitamente a chi è disposto a farne richiesta e stendere la mano del cuore per riceverla. La fede è la nostra vittoria. La fede viene dal cielo e fa camminare sulla terra come si cammina in cielo. Questa è la volontà di Dio riguardo la fede: permettere di camminare come si cammina in cielo a chi sa solo camminare sulla terra. Per questo essa non è una proprietà umana ma una capacità sovraumana comunicata dal Sovraumano all'uomo perché possa essere come Lui.

L'hai ricevuta. L'hai esercitata. Anche tu puoi cadere ma ricordati sempre da chi l'hai ricevuta. Sii reale ed onesto. Quando cadi, significa che c'è stato un cedimento. Non ti sei fidato di Lui. Torna a fissare lo sguardo su colui che ti ha conferito questa potenza e lascia che te la dia di nuovo! Gesù è autore e perfezionatore della nostra fede. Quella che smuove le montagne dell'impossibilità. La fede che non muove e non smuove non è fede. Essa come dice Gesù è incredulità. Non mascheriamo la nostra incredulità con forme esteriori di pietismo. Ma diciamoci la verità e corriamo da Lui perché ce la elargisca senza misura, continuamente e progressivamente. Il motivo? Per fare gli equilibristi? Gli showmen? No! Per essere come Lui in questo mondo!

Ricorda: la fede profuma sempre delle fresche essenze celesti e mai di quelle bollenti e depressive terrene.

Quando sarai sulla spiaggia e vedrai un mare azzurro e tranquillo davanti ai tuoi occhi ricorda che non è quello il luogo in cui la fede si muove. Quando invece quelle acque si muoveranno e da tranquille diventeranno tempestose e vedrai che nessuno oserà metterci piede ma qualcuno potrebbe rischiare di essere risucchiato e morire allora sarai nel luogo in cui essa manifesta se stessa. È quello il luogo in cui l'Autore e Perfezionatore della fede verrà per tirare fuori dalle acque che ingoiano quel mal capitato.

Questa estate vedrai tanti camminare lungo la riva ma nessuno camminare al largo sull'acqua. Per far ciò ci vuole la fede. Merce rara. Essa rende l'impossibile possibile. Un giorno quel Mediterraneo che oggi tu vedi, fu testimone di un incontro tra due uomini. L'uomo-Dio, Gesù, e Pietro. Parlandosi e tendendosi la mano l'un l'altro, il secondo perse un po' della sua umanità e riuscì a fare solo ciò che a Dio rimane naturale: egli fece l'impossibile. Hai notato la scena? La scena per l'impossibile? Tu e Gesù insieme. Solo in questo binomio di comunione profonda possiamo far prodigi e vincere i nemici che rendono le nostre acque tempestose. La fede serve per ricondurre all'ordine le cose che sono nel caos. Vite tempestose possono essere trasformate dalla fede nel Figlio di Dio. Non dimenticarlo mai. È questo ciò che il mondo oggi e sempre ha bisogno di sentire.

Quando vedrai il bagnino remare con forza per soccorrere qualcuno che annega e gettargli il salvagente collegato alla barca e a lui per mezzo di una corda ricordati delle realtà celesti. Gesù è il bagnino. Il salvagente è allo stesso tempo Gesù e la sua salvezza. La corda è la fede che permette di rendere sicura ed efficace la salvezza o salvagente. Senza quella corda il salvagente ti terrà si a galla ma in balia delle onde. Per mezzo di quella corda il bagnino-Gesù potrà tirarti in salvo, caricarti sulla sua barca-chiesa e riportarti salvo sulla terra ferma.

Per questo il cielo è sceso nel cammino della perdizione: per ricondurre i figli perduti al sicuro nella casa e nell'intimità del Padre.

Marco Cicoletti
www.amicidigesu.it

 

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