| Imparare a vivere "Amati" |
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| Scritto da Marco Cicoletti |
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L’amore di Dio non si fonda sul tuo. L’abbondanza del tuo amore non accresce il suo. La mancanza del tuo amore non diminuisce il suo. La tua bontà non innalza il suo amore e tanto meno la tua debolezza lo diluisce. Ciò che Mosè disse ad Israele è ciò che Dio dice a noi:“Il Signore si è legato a voi e vi ha scelti, non perché siete più numerosi di tutti gli altri popoli - siete infatti il più piccolo di tutti i popoli -,ma perché il Signore vi ama.” (Dt 7,7-8). Dio ti ama semplicemente perché ha scelto di fare così.
Egli ti ama quando non ti senti affatto amabile. Quando non riesci a trovare nulla in te di amabile. Egli ti ama quando nessun altro ti ama. Altri possono abbandonarti, separarsi da te ed ignorarti ma Dio ti amerà. Sempre. Indipendentemente da tutto. Questi sono i suoi sentimenti “Io chiamo dei nessuno per farne dei qualcuno; Io chiamo i non amati e ne faccio dei prediletti” (Rom 9:25 riadattata). Questa è la sua promessa: “Ti ho amato di amore eterno. (Ger 31,3). Il nostro amore è condizionato da colui che lo riceve. Lascia che mille persone passino davanti ai tuoi occhi e ti accorgerai di non provare gli stessi sentimenti per ciascuna di esse. Il nostro amore sarà regolato dal loro aspetto fisico, dalla loro personalità. Ed anche quando troviamo quei pochi che ci piacciono, i nostri sentimenti tendono a fluttuare. Il modo in cui veniamo trattati condiziona il modo in cui amiamo. L’oggetto dell’amore regola il nostro amore. Non è così con l’amore di Dio. Noi non abbiamo un effetto termostatico sul suo amore verso di noi. L’amore di Dio nasce dal suo cuore e non da ciò che trova in noi. Il suo amore è senza causa e spontaneo. Egli ci ha amati; egli ci ama perchè Egli non può fare a meno di amare. Poiché egli è “AMORE”. È la sua natura! Ci ama a causa della nostra bontà? A causa della nostra gentilezza? A causa della nostra grande fede? No, Egli ci ama a causa della Sua bontà, della sua gentilezza e della sua grande fede. Giovanni esprime questa realtà con queste parole: “In questo sta l'amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi” (1Gv 4,10). E sai cosa significa ciò e cosa comporta? Significa che c’è una sorgente profonda ed inesauribile di amore a cui attingere. Quando trovi difficile amare, allora hai bisogno di bere! Bevi fino in fondo! Dissetati ogni giorno! E non dimenticare: l’amore è un frutto. Entra nell’orto di Dio; quale è il primo frutto che vedi? “Amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé” (Gal 5:22). L’amore è un frutto. Frutto di chi? Dei tuoi sforzi? Della tua fede? Della tua risolutezza? No. L’amore è il frutto dello Spirito di Dio. Lo Spirito produce frutti. E, ciò che conta, è che tu sei un tralcio della vite di Dio. “Io sono la vite e voi siete i tralci” (Gv 15,5). Hai bisogno di una lezione di botanica per sapere come funziona una vite? Quale è il ruolo del tralcio nel produrre frutto? A dire il vero, i tralci non fanno un gran che. Non ho mai sentito dire che i tralci abbiano causato troppa fatica al contadino. I tralci non hanno bisogno di frequentare corsi su come gestire il proprio stress. E neppure gemono o si sforzano. “Devo produrre uva! Debbo produrre uva! Ce la debbo fare! Porterò questo grappolo ad ogni costo!”. No, il tralcio non agisce così. Il tralcio ha solo un compito: ricevere linfa dalla vite. Ed anche tu hai un solo compito: ricevere linfa da Gesù. “Io sono la vite e voi siete i tralci. Quando sei unito a me ed io a te in una relazione intima ed organica, il frutto sarà sicuramente abbondante. Separato non puoi produrre un bel nulla” (Gv 15,5 rivista). Dio non riceve alcuna gloria dall’ultima frase, vero? Rileggila. E noi abbiamo imparato a nostre spese che separati da lui non possiamo produrre un fico secco. Non credi che sia ora di imparare cosa succede se rimaniamo uniti a lui? Portare frutto è compito suo. Il nostro compito è di rimanere innestati e quanto più intimamente siamo uniti a Gesù tanto più il suo puro amore potrà passare attraverso di noi. E che amore! Paziente. Benigno. Non invidia. Non si gonfia. Non si vanta. Riscriviamo 1 Corinzi 13, 4-8:4-8 ancora una volta. Non mettiamo solo il tuo nome o quello di Gesù ma entrambi. Leggilo a voce alta mettendo il tuo nome nello spazio e ascolta ciò che ti viene in mente mentre fai ciò. Cristo in _____ è paziente, Cristo in _____ è benigno. Cristo in _____ non invidia, Cristo in _____ non si gonfia, Cristo in _____ non si vanta. Cristo in _____ non è rude, Cristo in _____ non cerca il proprio bene, Cristo in _____ non si arrabbia facilmente, Cristo in_____ non si ricorda dei torti. Cristo in _____ non si compiace del male ma gioisce del vero e del bene. Cristo in _____ sempre protegge e sempre persevera. Cristo in _____ non hai mai fine. Saremo mai così? Saremo mai in grado di amare in modo perfetto? No. Solo Dio ci riesce. Ma noi ameremo sempre meglio di quanto abbiamo fatto finora. Ed essendo amati, anche noi ameremo. Il mio augurio per te Dove c’è dolore; io ti auguro pace e misericordia. Dove dubiti di te stesso; ti auguro una rinnovata fiducia di farcela. Dove c’è stanchezza o dove le forze sono esaurite, io ti auguro comprensione, pazienza e forza rinnovata. Dove c’è paura; ti auguro amore e coraggio. Marco Cicoletti |
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