| Il perfetto traduttore |
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| Scritto da Marco Cicoletti |
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Spesso servo come interprete in occasione di conferenze cristiane con oratori stranieri. Del resto questa è la mia qualifica anche se volevo fare il medico. Ma i piani di Dio non sempre coincidono con i nostri! Infatti proprio durante gli anni di studio universitario ho incontrato Lui e ciò in cui mi sono formato è risultato estremamente utile per il Regno di Dio. Proprio facendo ciò per cui ho studiato ho maturato la seguente speculazione.
Il predicatore straniero è lì in piedi, pronto con il suo messaggio. Io sono lì da una parte pronto con le mie lingue. Il mio lavoro è quello di tradurre le sue parole nella lingua degli uditori. E do il massimo quando si tratta di trasmettere la Parola che Dio rivolge in quel momento alla Sua assemblea attraverso l'oratore per permettere alle Sue parole di fluire attraverso di me. Non ho tutta la libertà di imbellire o sottrarre. Quando l'oratore si muove, anch'io mi muovo. Se il volume della sua voce aumenta, anch'io aumento quello della mia. E quando rimane in silenzio anch'io faccio lo stesso. Quando Gesù camminava sulla terra faceva continuamente la stessa cosa: "traduceva Dio " (tra-durre: portare da un posto ad un altro; da una lingua ad un'altra) . Quando Dio parlava più forte anche Gesù parlava più forte. Quando Dio si muoveva anche Gesù faceva lo stesso. Era così in sintonia con il Padre che poté affermare: "Io sono nel Padre e il Padre è in me!" (Gv 14,11). Era come se Egli fosse in grado di ascoltare una voce che gli altri non riuscivano a sentire. Sono stato testimone di una cosa simile una volta mentre ero in aereo per lo Zimbawe. Continuavo a sentire qualcuno che ogni tanto scoppiava in sonore risate. Il volo era turbolento in alcune tratte, il che offriva tutto tranne motivo per ridere. Ma qualcuno dietro di me si divertiva davvero. Nessun altro ma solo lui. Alla fine mi voltai per vedere cosa ci fosse di così divertente. Aveva delle cuffie in testa e probabilmente stava ascoltando un comico. E poiché poteva ascoltare ciò che io non potevo, si comportava diversamente da me. Lo stesso valeva per Gesù. Ricordi quella volta in cui tutti erano preoccupati per il cieco nato? Gesù non lo era affatto. In qualche modo egli sapeva che quella cecità sarebbe servita per rivelare la gloria di Dio (Gv 9,3). Ricordi quando ormai tutti erano disperati per l'aggravarsi della malattia di Lazzaro? Invece di affrettarsi verso il letto di morte del suo amico, egli disse: "Questa malattia non è per la morte, ma per la gloria di Dio, perché per essa il Figlio di Dio venga glorificato" (Gv 11,4). Era come se Gesù fosse in grado di ascoltare ciò che nessun altro poteva. Ci poteva essere una relazione più intima di quella? Gesù godeva di una comunione ininterrotta col Padre. Ritieni che il Padre desideri lo stesso anche con Te? Assolutamente si! Paolo afferma che siamo stati predestinati "ad essere conformi all'immagine del Figlio suo" (Rm 8,29). Lasciati ricordare una cosa: Dio ti ama così come sei ma si rifiuta di lasciarti nello stato in cui sei. Egli vuole che tu sia semplicemente come Gesù. Dio desidera che tu abbia la stessa continuità nell'intimità con Lui che aveva con Suo Figlio. Tu sei Suo Figlio! Tu sei destinato alla Gloria! Tu sei destinato a vedere, ascoltare ed agire come Tuo Padre nello stesso modo in cui Gesù lo vedeva, lo ascoltava ed agiva. I figli imitano ciò che fanno i genitori. E tu sei destinato ad esser trasformato di gloria in gloria per mezzo del'azione dello Spirito Santo perché "egli sia il primogenito tra molti fratelli" (Rm 8,29) quaggiù e per l'eternità. Tu sia sempre più come Lui. Fai attenzione perché siamo chiamati non solo a tradurre dal sistema linguistico di Dio verso il nostro ma letteralmente a tra-durre come Gesù faceva: portare Dio dal cielo sulla terra. E tutti si accorgevano della bravura di questo "TRA-DUTTORE" poiché manifestava o tra-duceva la potenza del Regno con segni e prodigi ed autorità nel predicare. Folle accorrevano attratte dall'Amore mentre i farisei indietreggiavano per la rabbia cercando in ogni modo di ostacolarlo per non lasciarsi smascherare: ostacolare Dio, ci può essere qualcosa di più insensato? Gesù intende proprio questo ci insegna a pregare: "Venga il Tuo Regno" e c'è bisogno di tradurre il cielo sulla terra! Oggi più che mai perché siamo alquanto "dis-tratti" e sballottati dalle onde dell'incredulità alimentate dal vento del dubbio. Marco Cicoletti |
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