| Il nostro grande pastore |
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| Scritto da Marco Cicoletti |
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Mosè fu il primo vero pastore dell'Antico Testamento. Per esser pastori bisognava avere forza e gentilezza, coraggio e cura, resistenza e comprensione. Per circa un secolo una dinastia di faraoni, gli Hyksos, detti anche i Re Pastori, governarono l'Egitto ma non credo che avessero un cuore vero da pastori. Così il giorno in cui Mosè irruppe per le spesse mura ed i pilastri dell'Egitto, la sua azione risultò come una intrusione poco piacevole. Quando Dio rivolse la sua parola all'Egitto nel bel mezzo della sua pomposità ostentata e delle sue grandezze architettoniche, il Faraone si trovò a guardare in faccia ad un uomo che era vissuto nel deserto sorvegliando le pecore brucare l'erba, prendendosi cura delle pecore giovani e di quelle vecchie. Quando Dio ebbe bisogno di un uomo per guardare in faccia e far abbassare lo sguardo all'uomo più potente del mondo allora conosciuto e per uguagliare in coraggio e presenza qualsiasi altro capo, Egli scelse un pastore. Mosè rappresenta Gesù. Il faraone incarna la potenza oppressiva del diavolo. Cristo sfidò con successo e fece abbassare lo sguardo al diavolo che teneva in mano le nazioni ed era capace di scagliare la potenza dell'impero contro i figli di Dio disarmati. Ma il Grande Pastore, il nostro Signore Gesù Cristo, era troppo forte per il diavolo, per tutte le sue potenze ed eserciti. Questa è la nostra gioia! Questa è la ragione che ci fa andare avanti! Marco Cicoletti
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