| Forti all'apparenza ma persi dentro |
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| Scritto da Marco Cicoletti |
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Un labbro superiore contratto che accenna o piuttosto frena un sorriso e cela invece un “doversi tirare su per forza”, un dolore contratto come fa il sipario di un teatro. Tuttavia ciò che sfugge al nostro sguardo non può altrettanto a quello di Dio. E Dio spesso riesce ad entrare in quell’inferno interiore che ci mette una “zip” sulle labbra e gli stuzzicadenti sulle guance. Labbra zippate. Guance sostenute o con impalcature….. tenute su artificialmente! Capisci cosa intendo, vero? Ma lascia che ti racconti una storia…...
Su una delle tante vie e viuzze tipiche di una città orientale, un giorno, Gesù stava tentando di farsi strada tra la ressa, gli spintoni, le grida di aiuto di una folla impazzita, una folla affamata. Una folla disperata fatta di tanti disperati convenuti perché avevano visto in lui la possibilità di trovare aiuto e riscatto. Gesù è la loro “unica speranza” ma anche “una speranza certa” – non perderti la differenza! Gesù passava per quelle strade e la possibilità di vedere la propria esistenza trasformata camminava concretamente davanti ai loro occhi. Tale opportunità era ed è una Persona che cammina sulle proprie gambe! Gesù! Nessuno voleva lasciarsi sfuggire questa opportunità che forse non si sarebbe mai più presentata. Oggi è il momento opportuno, il momento favorevole”. E così, ad ogni costo bisognava approfittare del “favore di Dio” che “stava passando” a pochi metri da loro. Occhi spenti che si riaccendono; sacchi vuoti che si rimettono in piedi; stanchi che ritrovano forza; oppressi che sentono il tocco di Dio che tira via ogni fardello e finalmente possono respirare a pieni polmoni. Questo è Gesù, Gesù che passa! Egli lascia sempre dietro di se una scia di benedizioni. Dio stava passando e Dio voleva “fermarsi”. Fu così che, tra le urla, le fermate obbligate, gli indugi Gesù arriva finalmente in quella piazza. Uno spettacolo terribile: una folla sofferente. Una folla bisognosa. Solo Gesù poteva aiutare ed il suo cuore “fu mosso”. Il suo passare si trasformò quindi in una sosta prolungata. Una oasi nel deserto dell’aridità e dei bisogni umani. Un deserto bisognoso di acqua e Gesù era quell’acqua venuta dal cielo. Pioggia provvidenziale. La risposta di Dio alla preghiera del deserto. Una “massa” di occhi spalancati dalla fame che solo quando Dio è presente gli occhi degli uomini sono in grado di esprimere. L’ho vista……in Cina, l’ho vista in Brasile, l’ho vista in Africa e, anche se in forma di anoressia relazionale, la vedo sui volti spenti della gente per le vie delle nostre città. Una folla di occhi convergenti verso un punto comune. E non pensare che arrivata in quella piazza la folla si sia disposta in modo ordinato ad ascoltare. Un gioco di sguardi, ammiccamenti per accordarsi sulla via migliore per avvicinare e possibilmente toccare quel famoso maestro taumaturgo. Fu così che, a causa di quel fragore indicante la presenza di qualcosa di nuovo e straordinario in città, a quella folla si era unita una donna di mezza età che soffriva di mestruazioni croniche pur cercando di rimanere “anonima” o passare inosservata. Erano dodici anni che aveva quelle mestruazioni. Erano iniziate un bel giorno per non finire mai più! Cadaverica, pallida, debole….. tremante; negli ultimi dodici anni era stata in un pellegrinaggio costante di medico in medico nella speranza che prima o poi uno di questi, il professorone del tempo, l’avesse potuta guarire. Ma…… Si era rivolta ormai a tutti quelli che prima la gente, poi la TV, i giornali ed anche internet le avevano suggerito. Grandi luminari, grandi successi nella cura di questo caso e di quello ma non per il suo. Lei era rimasta col suo male. Le si era aggrappato al punto che ormai la definiva. Unico compagno fedele di quel suo calvario. Le si era appiccicato addosso come una piattola e non l’aveva mai più lasciata. Odioso nemico infernale. Compagno mai cercato e mai voluto che l’aveva scelta privandola di qualsiasi altra compagnia umana. Per aggiungere al danno la beffa, il male le aveva succhiato tutti i suoi beni, i suoi risparmi ed alla fine non solo non aveva trovato sollievo alcuno ma la sua salute era peggiorata. Oggi le avrebbero praticato una isterectomia ed il problema sarebbe stato risolto ma ai suoi giorni ancora non c’era e nessuno poteva aiutarla. All’esterno era una donna composta e dignitosa. Dentro era schiava della vergogna; si sentiva ed era sola e senza speranza. Perché proprio a me? A cosa serve? Potrò mai avere una speranza di venirne fuori? Tuttavia non si era lasciata vincere completamente dal male. Chissà un giorno…. i progressi nella ricerca….. Aveva pregato ma Dio non aveva fatto nulla per lei. Forse era sordo e cieco? Chissà…. Tuttavia quella speranza a cui anelava da anni, quel giorno sembrò apparire sul suo orizzonte. Non aveva più un soldo; le aveva tentate ormai tutte; perché non provare anche questa? Tanti dicevano cose grandi di questo maestro. E così la speranza la spinse. Ad uscire. Ad uscire di casa e soprattutto ad uscire fuori di lei e non provare vergogna. Naturalmente ciascuno di quelli che si radunarono attorno a Gesù quel giorno aveva un bisogno. Non era l’unica. Appena fu tra la folla vide “ogni genere di mali” presenti. Per alcuni si trattava di una guerra in famiglia, per altri un figlio o una figlia partiti di casa con problemi di droga. Alcuni non ce la facevano ad arrivare a fine mese; altri erano schiacciati dai debiti; altri aerano affetti da mali incurabili. Tutti all’esterno apparivano “normali” ma dentro………..!!! Quando si fermavano e si prendevano il tempo per guardarsi dentro……molti di loro scoprivano di esser pieni di ferite, lotte, dissidi; di essere praticamente perduti. E Gesù guardandoli con gli occhi di Dio, più volte li definiva “pecore perse, senza pastore”; per questa ragione quella massa di gente gli si era accostata come fa il gregge attorno al pastore. E Gesù, tiratosi su le maniche, si mise a fare il pastore per prendersi cura di ciascuna di esse e guarire quelle ferite. Ma in quel giorno particolare, la donna nota a noi tutti per la sua emorragia più che per la sua identità – debole e debilitata come era, non permise a nessuno di mettersi tra lei e Gesù. Si mise a spingere, a sgomitare per farsi strada tra la gente finché non fosse giunta talmente vicino a Gesù da poterlo toccare. Era a “portata di mano”. E lui stava dicendo che “il regno di Dio è a portata di mano, vicino; si può toccare con mano!”. Stranamente erano le stesse parole che da almeno mezz’ora si ripeteva dentro di sé. “Se solo riesco a toccare il lembo della sua veste” pensava e ripeteva tra sé, abituata come era a parlare solo a se stessa, “sarò guarita”. E così raccogliendo quelle poche forze rimaste, si fece avanti e con la mano afferrò quella veste ancorandosi con tutta se stessa alla persona del maestro come la barca si ancora al fondo dopo una terribile burrasca di mare. Stese la sua mano e prese un lembo di quella veste e improvvisamente ciò che aveva ardentemente desiderato per anni e che mai era accaduto, ebbe luogo. L’emorragia si fermò all’istante. Quel fiume che l’aveva segnata e separata da tutti, si era seccato. Dentro di se avvertì la certezza assoluta di essere stata guarita. Conosco quello che provò. Mi è successo. Improvvisamente, la folla che era fluita dietro a Gesù come un torrente e si muoveva attorno alla sua persona, si fermò perché il Maestro stesso si era arrestato. Gesù si stava guardando attorno con il capo alto e pieno di autorità con fare inquisitorio. Si fece silenzio. Nessuno osava alzare lo sguardo per timore di incontrarsi col suo. Ed appena si era fatto silenzio, tutti poterono udire quello che egli stava dicendo ai due che stavano con lui e che erano intimi. “Chi mi ha toccato”? Il silenzio fu rotto dalle parole di uno dei due che lasciava intendere una profonda amicizia “ Maestro, tutti ti toccano!” “con tutta questa ressa è più facile dire chi non ti abbia toccato!” aggiunse. “No! Qualcuno mi ha toccato”, ripeté per la seconda volta con tono più forte perché tutti potessero udire. “Ho sentito che una potenza è uscita da me”aggiunse, continuando a guardarsi attorno come per individuare qualcuno in particolare; scrutò, cercò finché i suoi occhi non incrociarono quelli della donna guarita la quale fu presa da grande timore. E lei conosceva grazie a Mosè la ragione del suo tremore. La donna cadde ai suoi piedi incurante della folla e a gran voce raccontò tutta la sua triste storia e di come si fosse improvvisamente e felicemente risolta. Raccontò ogni particolare, ogni sofferenza, ogni dubbio. Davanti a tutti! Quindi alzò lo sguardo e tra lacrime di gioia disse: “Ma ora io sono guarita”.
Riesco ad immaginare Gesù guardarla pieno di tenerezza e dirle: “ Figlia, la tua fede in me ti ha salvata. Vai in pace e sii guarita dal tuo male”. Gli occhi di lei non furono gli unici a versare lacrime di gioia quel giorno. Perché in questa donna tutti gli abitanti di quella città videro le proprie lotte e la propria solitudine e poterono udire e far proprie quelle parole: “vai in pace e sii guarita/o!”. Se anche tu avverti la stessa disperazione di quella donna perché insieme con me non cerchi di toccare in fede il lembo della veste di Gesù con questa semplice preghiera?: "Gesù, ad essere onesto con me stesso, mi sento spesso perso dentro di me. Svuotato, solo. Sono malato e nessuno è riuscito a guarirmi. Ho tentato tutto ma non ho fatto che peggiorare. Abbi compassione di me e vieni in questa mia terribile sofferenza che mi rende solo e mi esclude dalla società. Ti prego entra dentro di me e fa’di me una persona nuova, sana. Restaurami Gesù nel cuore, nell’anima e nel corpo perché torni ad essere una persona, una persona nuova riconciliata con te. Ti prego Gesù…. perché so che Tu non hai amato solamente quella donna ma che il tuo sguardo sta cercando proprio me in mezzo a quella folla di preghiere che tutti ti innalzano. Io credo che Tu ami me e sei in cerca di me. Volgi il tuo sguardo e sorridi sopra di me perché: Tu ami tutti ma tu ami ME! Lascia ora che io preghi per te: “Nel nome di Gesù che ci ha inviati a predicare il Vangelo e guarire i malati, prendo autorità e comando ad ogni dissidio interiore di lasciar posto alla pace. Ogni male fisico, psichico e spirituale sia guarito ADESSO! Nel Nome di Gesù e per la gloria di Dio!! Fammi sapere ciò che Dio ti ha fatto dopo questa preghiera. Marco Cicoletti ________________________________________ Questo episodio si trova in Marco 5,25-34 e Luca 8,43-48. |
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