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Il solo pensiero di un entusiasmo infuocato e sfrenato nel campo della fede genera quasi sempre un senso di sfiducia; viene spesso frainteso e largamente scoraggiato.
L'entusiasmo è accettato in qualsiasi altro ambito ma non in quello religioso dove esso è sempre guardato con sospetto. Gli entusiasti nella fede agli occhi di molti credenti hanno solo due possibilità: bollati e disprezzati come zeloti poco assennati oppure tollerati come fanatici di buona volontà. La riserva nei riguardi dell'entusiasmo cristiano è sempre più la regola mentre disponiamo di una serie diconvenzioni accettate comunemente che stabiliscono ciò che sia pertinente e ciò "che non è canonico"". Anche tra i rinnovati odierni. Tuttavia, il cristianesimo che traspare dalle pagine del Nuovo Testamento è purissimo fuoco santo il quale ha poco a che fare con il decoro ed il ritualismo che oggi rivendica quel nome.
La fede essenziale della chiesa di Pentecoste aveva due ingredienti fondamentali e costanti: un cuore ardente pieno di consacrazione totale a Dio ed un entusiasmo per i suoi piani in questo mondo. Era proprio questa fiamma di amore sacro a costituire il segno distintivo della chiesa primitiva ed il segreto del suo successo e della sua crescita... e persecuzione. Persecuzione, termine caduto in disuso nella nostra realtà cristiana europea nella quale esso non trova più spazio sia nella terminologia comune e purtroppo anche nella pratica. Termine sostituito dalla parola......COMPROMESSO nelle sue svariate sfumature.
La diffusione della Fede agli inizi era poco o addirittura affatto correlata all'organizzazione esteriore. In quale modo il cristianesimo nacque e si diffuse tra gli uomini? Grazie alle istituzioni, alle convenzioni o ai sistemi meccanici? No! Esso si originò nelle profondità mistiche dell'anima umana e si diffuse attraverso semplici, ed allo stesso tempo, naturali sforzi individuali nello Spirito Santo. Esso fluì come un fiume di fuoco benedetto da un cuore all'altro mentre li purificava e li illuminava tutti. Quando gli uomini sono in fiamme, sono invincibili. L'inferno trema quando gli uomini ardono di fuoco santo. La compagnia radunata nella stanza al piano superiore rappresentava la religione più rigida al mondo ed alcuni dei suoi componenti facevano addirittura parte della sua setta più rigorosa. Erano rigidi formalisti; e mai il formalismo fu più frigido e glaciale quanto quello del giudaismo dell'epoca. Gesù aveva sciolto alcune delle loro catene ma si sa, i pregiudizi e le abitudini radicate da anni non sono facili da rimuovere. Eppure bastarono un suono dal cielo come il roboante rumore di un vento tempestoso e l'improvviso apparire della luce in forma di fiamme di fuoco e in un solo istante quella compagnia venne trasfigurata dal fuoco santo per sempre. L'incendio era stato appiccato. L'incendio si sarebbe diffuso. L'incendio si sarebbe dimostrato inarrestabile.
Noi tutti conosciamo il risultato. Spinti, azionati, alimentati da esso, quegli uomini e donne riuscirono a mettere sottosopra il mondo allora conosciuto. Quando gli uomini e le donne sono in fiamme, essi sono davvero invincibili; l'inferno trema quando essi ardono. Le fortezze sataniche sono inespugnabili; esse sono in grado di resistere a tutto ma non al fuoco di Dio. La chiesa ed in essa i gruppi ed i singoli è impotente senza il fuoco dello Spirito Santo. Senza quel fuoco nessun traguardo può esser davvero raggiunto; posseduta da quel fuoco niente altro le appare più attraente e prezioso al di fuori di Cristo e della sua causa. L'unico bisogno vitale è dunque il fuoco vivo. Senza la fiamma ed il fervore dello Spirito Santo, la Chiesa e tu che leggi non potrà mai compiere la propria missione. Io non ho altro desiderio se non quello di amare Gesù fino alla follia!
Nella potenza di questo nuovo entusiasmo, i discepoli di Gesù si misero in movimento come fari ardenti di luce brillante. Lo spirito di fredda obbedienza si accese di passione per la giustizia mentre il forzato senso di dovere si vide incendiare di una fiamma entusiasta di devozione totale.
Uno zelo li pervase e si impossessò completamente di essi; un desiderio struggente di Dio unito ad una pietà viscerale per l'umanità. La Pentecoste infuse passione, fervore ed abbandono nelle loro vite; nessun rumore e schiamazzo facilmente licenziabili ma il bianco fuoco del santo entusiasmo. Questo fece di essi degli eroi e li rese completamente morti ed immuni alle opinioni degli uomini. Li rese disponibili e perfino desiderosi di esser considerati folli o fanatici per Cristo. La transizione dal formalismo al fervore è l'elemento che contraddistingue il miracolo di Pentecoste. "Non ho altro desiderio che quello di amare Gesù fino alla follia". Ed il Dio d'amore gioisce quando ode tale preghiera dal cuore. Purtroppo, sono in pochi quelli che osano pregare così.
Troppi suoi discepoli sono freddi e spenti nell'amore per lui. Non dimentichiamo mai che la verità senza l'entusiasmo, la moralità senza l'emozione, il rituale senza l'anima furono proprio le cose contro cui Gesù si scagliò apertamente in Ap 2,1-5. La passione morale e spirituale sono l'essenza del cristianesimo. Gesù ama vederci posseduti ed ossessi d'amore per lui; spinti da questa passione dominante che ci fa superare le convenzioni e ci fa muovere verso modi d'amore liberi da ogni vincolo; una passione che ci fa rigettare quell'amore che conosce vie facili e non compromettenti per l'io per vivere in quell'amore che ci fa gioiosamente ed eroicamente penetrare nelle regioni del pericolo. Uomini ardenti posseduti dallo Spirito Santo sotto il cui impulso compiono azioni stravaganti che spingono le persone a mettere seriamente in dubbio la loro sanità mentale come era accaduto del resto a Gesù stesso. Passione ardente che ci fa abbandonare i nostri umani tentativi di rattoppare l'umanità per arruolarci volontariamente e senza riserve nell'attività divina e rivoluzionaria di salvarla.
Gesù ci preferisce più passionali che sobri. Egli preferisce la devozione al decoro. Il fanatismo al formalismo. Egli brama vederci ardere di un amore che si spinga talvolta oltre le linee convenzionali.
Il nostro Signore Gesù Cristo ama vederci ossessi d'amore come Davide nudo ed entusiasticamente danzante davanti all'arca dell'Alleanza. Entusiasta cioè perso in Dio. Il fervore degli apostoli non costituì uno spreco nel tumulto del momento ma fu disciplinato e utile ai fini dell'Amore nel mondo. Esso ebbe un ordine nell'ottica divina ma sembrò umanamente disordinato. Aveva un suo ordine ma non secondo le convezioni di chiesa. Conobbe espressione regolare lungo certe linee senza mai essere calcolato. Essi potevano in ogni istante infrangere i canoni o rompere le convenzioni per esser catapultati in una qualche impresa o sacrificio per l'Amato senza precedenti. L'unica cosa costante e prevedibile in essi era il fatto che avrebbero continuato ad ardere. Questa è la spiegazione dell'intensità dell'impresa apostolica.
Se ci venisse chiesto perché molto cristianesimo odierno manchi di questo fuoco, c'è una sola risposta: noi non abbiamo lo Spirito. L'entusiasmo di Pentecoste o pentecostale troppo facilmente licenziato come carismatico cioè roba da pazzi di cui vergognarsi, non appartiene all'ordine umano. Non è uno zelo della carne. Non si tratta di una ispirazione generata dal desiderio umano. Nessun uomo sulla terra è in grado di possedere quell'amore che Gesù richiede e comanda di avere almeno che non gli venga impartito dall'alto. Per questo l'uomo non può possederlo ma solo esserne posseduto. Esso è un dono dello Spirito. Paolo stesso arriva a dire: Dio mi è testimone del profondo affetto che ho per tutti voi nell'amore di Cristo Gesù (Fil 1,8). L'amore che nutro per voi non è mio ma Cristo che ama in ed attraverso di me.
Lo Spirito Santo d'amore è il fuoco divorante; Egli riversa fuori di sé l'amore stesso di Dio nel cuore che si arrende a Cristo. Noi non possiamo provocare questa passione infuocata nella natura umana per mezzo degli sforzi della volontà o della meditazione; si tratta dell'effettiva espressione dello Spirito che ci inabita; dal lato umano, esso è condizionato dalla disponibilità a lasciarsi fare schiavi dell'amore per la causa della redenzione.
Io prego Dio che il mio ed il tuo nome sia diffamato purché Cristo sia onorato.
La natura umana ci spaventa. Non ci piace affatto affrontare l'accusa di fanatismo. L'amore della reputazione ci frena. L'esperienza pentecostale potrebbe mettere in serio pericolo la nostra reputazione. Ci sarà un conflitto doloroso prima che io possa acconsentire a divenire più vile. È questo processo di divenire vili o folli agli occhi del mondo che impedisce a molti di accostarsi e ricevere il vero Battesimo di Fuoco. Non ci sono alternative. Non si può vedere davvero il volto di Dio senza perdere la propria faccia! Dovremmo temere di più Dio per non temere gli uomini ed il nostro io mentre scegliamo la via dei codardi e così ce ne torniamo a casa con la coda tra le gambe, sconfitti, tristi e negativi. Pronti sempre a criticare quando vediamo comparire un folle che arde di Dio, testimonianza che fustiga la nostra codardia e l'amore per il nostro io il quale ci ha impedito di accedere a quella stessa fonte di fuoco gratuito per essere torce ardenti. Invidia provata al vedere che qualcuno possa avere ciò che desideravo ma che per l'amor proprio ho preferito rinunciare. Uno schiaffo in faccia. Un pugno allo stomaco. Un calcio nelle parti basse. Rabbia per non esser come lui, rabbia mascherata di falsa religiosità affettata.
È solo quando siamo disposti a perdere la nostra reputazione sotto l'impulso di un amore consumante che lo Spirito viene concesso. Una reputazione infangata per causa dell'amore per Cristo è il titolo migliore per essere ammessi al suo servizio. Suscitare comunità vive, strappare uomini dai tentacoli del diavolo, liberarli dalle porte dell'inferno, arruolarli e allenarli per Gesù e fare di loro l'esercito onnipotente di Dio può esser compiuto solo attraverso una fede liberata, non convenzionale, rosso fuoco ed istillata dallo Spirito Santo insieme al sacrificio che non tiene conto di sé ed all'eroicità nello Spirito che ci spinge a combattere in prima linea.
Solo un cuore libero ed ardente e non una testa razionale è in grado di mettere KO il diavolo. Nessuno potrà mai considerarsi degno di esser posseduto dallo Spirito se non è in grado di poter sopportare un nome diffamato purché il nome di Cristo possa essere onorato. L'abbandono d'amore per la causa della redenzione è il marchio autentico di una vita piena dello Spirito Santo che tuttavia ci costa molto.
Cosa direbbe un re a colui che gli è sottomesso oppure un padrone al proprio servo che abbia paura di essere toppo zelante nel suo servizio e si vergogni di essere pubblicamente indicato come fedele? Quanto meglio saremo giudicati dal Re dei re quando facciamo altrettanto per il suo servizio? Non c'è che un solo modo per amare Dio: essere liberi da qualsiasi tornaconto personale ed accettare la sua ispirazione con un cuore libero e generoso; Dio non sopporta l'animo codardo che dice a se stesso: "mi spingerò fin qui e non andrò oltre". Vergogna su di noi quando facciamo così perché siamo divisi tra Dio ed il mondo! Da una parte desideriamo amare e servire lui ma dall'altra ci troviamo ad amare e servire il mondo perché ci costa meno! Un cuore così è destinato ad essere sempre combattuto tra la passione ed il rimorso; esso temerà il giudizio di Dio e quello dell'uomo; esso sarà spaventato da ciò che è male ma si vergognerà anche di ciò che è buono. Rileggi. Rifletti. Non esser sconsiderato; non offenderti superficialmente. Vai in profondità. Lasciati ferire e prega per me perché possa divenire "folle" e sia posseduto dallo Spirito Santo. Così sarai e sarò davvero sano. Grazie se lo farai. Grazie se lo faremo per tutta la chiesa che è il Corpo di Cristo il cui unico bisogno reale è il fuoco dello Spirito Santo per far fronte alle sfide di oggi e non certamente le critiche sterili.
Il fuoco verrà; il fuoco ci purificherà; il fuoco e solo il Fuoco dello Spirito ci rialzerà sempre di più per compiere ciò a cui Dio ci ha destinati. A Dio salga l'inno di lode dalla Chiesa per la rinnovata discesa dello Spirito Santo, pioggia di rinascita e premessa per una stagione piena di frutti. E ricorda: il risveglio inizia da singoli cuori che si arrendono completamente a Dio e solo lui ricercano. Perché non cominciare da me e da te? Se sei d'accordo, piega le ginocchia e comincia ad aprire il tuo cuore nella preghiera. E non alzarti finché non sarai certo di esser stato incendiato del fuoco che Gesù è venuto ad appiccare sulla terra. Come farai ad accorgertene? Semplice. Quando coloro che si trovano accanto a te, si ritroveranno in fiamme!
Marco Cicoletti www.amicidigesu.it |