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Lettera di Vincenzo Paglia alla Diocesi di Terni PDF Stampa E-mail

"Un Natale di speranza" è la lettera per il Natale 2011 del vescovo Vincenzo Paglia che sarà consegnata a tutte le persone che il vescovo visiterà nei giorni che precedono il Natale nell'ambito delle iniziative del "Natale amico", dagli operai, ai malati, agli anziani e quindi a tutta la comunità diocesana.

 

 

"Una lettera che pone alcune riflessioni - scrive il vescovo Paglia - per aiutarci a cogliere il senso di questo Natale che giunge mentre viviamo momenti difficili per noi, per il nostro paese, per l'Europa e per il mondo. Ma il Natale è un giorno amico dell'uomo. E quest'anno vuole esserlo ancor più. Ne abbiamo bisogno! I giorni passati non sempre sono stati amici. Talora, anzi, sono stati freddi e bui, com'era fredda e buia la notte dei pastori. E dobbiamo essere consapevoli che l'inimicizia dei giorni passati non è stato il frutto di un amaro destino. Ci sono state cause profonde. Abbiamo edificato società poco giuste e poco sane: le ricchezze e il benessere, ad esempio, non sono condivisi equamente, i diritti umani non sono goduti da tutti, le risorse non sono servite per garantire una vita dignitosa nel pianeta. La globalizzazione e l'apertura dei mercati sono stati, senza dubbio, un'occasione di crescita e di diminuzione della povertà, ovunque. Ma il mondo è cresciuto male e con troppi squilibri. All'opulenza e all'abbondanza di pochi è corrisposta, sempre più, la miseria di molti. Per di più tanti di noi hanno vissuto, e vivono ancora, al di sopra delle possibilità, consumando ciò che non era necessario, accumulando beni e titoli spregiudicatamente, affidando lo scopo della vita a ciò ch'è materiale, dimenticandosi di condividere con gli altri risorse e opportunità. La crescita materiale senza la crescita della moralità porta sempre con sé squilibri pericolosi. Per troppo tempo abbiamo vissuto distratti e indifferenti a quel che accadeva attorno a noi. Abbiamo lasciato campo libero alla soddisfazione individuale a qualsiasi costo. E siamo diventati tutti succubi di una nuova dittatura, quella del materialismo: l'ideale è possedere e consumare. Sono evaporati i grandi ideali e si sono sgretolati tutti i sentimenti solidaristici".

"Il Natale torna per essere amico e ci suggerisce: che questo tempo di crisi non è solo una condanna, è anche un'opportunità. Un momento per una svolta, per ripensare il nostro modo di vivere, per ridisegnare gli ideali per cui vale la pena spendere la vita. E richiede un sussulto morale sia personale che collettivo".

Quello del 2011, dice, sarà un Natale di speranza, per "prendere la crisi per le corna" e renderla un momento favorevole, un'occasione per allargare il cuore anziché ripiegarsi su sé stessi. Una svolta che devono fare tutti: dai semplici cittadini ai politici. "Si vuole un governo tecnico - dice - ma poi ci si lamenta perché anche un governo tecnico è costretto a fare scelte politiche".

"Nella situazione critica che viviamo - dice - il Natale potrebbe significare anche una sorta di fuga un po' rassegnata, una sorta di temporanea consolazione durante la quale cercheremo di essere - anche perché siamo costretti a farlo - un po' più sobri. Ma il Natale non è questo, il Natale sta esattamente agli antipodi rispetto alle cause della crisi economica. Perché la radice della crisi sta nell'anti-Natale, cioè nel concepire la vita, l'economia, la finanzia, la politica grande e piccola. come consumo materialista, come sfruttamento a proprio vantaggio".

"Il senso del Natale, invece - continua Paglia - è comprendere la vita anzitutto come un dono, un impegno per il bene di tutti a dare senso alle proprie giornate nella misura in cui non sono chiuse nell'io ma riescono a toccare il noi della società. E allora quando si dice "natale con i tuoi" c'è un intuizione vera: perché il Natale non si può festeggiare da soli, perché è la solitudine e l'egocentrismo il problema della crisi. I "tuoi" sono gli altri: i concittadini di Terni, ma anche dell'Umbria, dell'Italia, dell'Europa, del mondo. E' una famiglia che deve sempre allargarsi la nostra e la crisi rappresenta una tentazione, da questo punto di vista: la tentazione di chiudere gli occhi sugli altri e ritirare il braccio a cui viene chiesto aiuto".

Da parte sua, spiega Paglia, cercherà di vivere il Natale stando vicino a tutte le persone che vivono una situazione critica, celebrando la mese nelle fabbriche, a cominciare da quelle più problematiche del polo chimico per continuare con le acciaierie e le altre.

La grande novità del pranzo di Natale in Cattedrale, quest'anno, sarà la presenza dei profughi arrivati dalla Libia. Il vescovo sarà inoltre all'Ospedale, dove celebrerà una messa teletrasmessa in tutte le stenze, e visiterà il carcere. "Anche lì la situazione è drammatica: nei bagni manca il sapone, la carta igienica, le scope, oltre al problema del sovraffollamento".

Il Natale, quindi, può e deve essere un Natale di speranza: "E può esserlo a due condizioni: la prima è che usciamo da uno stile di vita che era superiore alle nostre possibilità, la seconda è che apriamo la nostra solidarietà ai più deboli in modo più robusto rispetto al passato".

Un segnale di speranza, da questo punto di vista, sarà anche la grande colletta di domenica prossima, che sosterrà 1050 famiglie umbre. "Le fondazioni e le banche hanno promesso 250mila euro, una persona ha fatto un testamento dando un grosso contributo per questo fondo. L'obiettivo è di arrivare, con le offerte raccolte, a 500mila euro"

E anche la Lettera alla città "spero che sia un piccolo ma opportuno contributo per un risorgimento spirituale della città".

www.diocesi.terni.it

 

Marco Cicoletti

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