Newsletter

Per l'iscrizione alla nostra Newsletter inserisci il tuo nome e la tua email.
Ogni mese riceverai nella tua casella di posta elettronica tutte
le novità della Comunità Amici di Gesù

Newsletter Amici di Gesù



Joomla : Amici di Gesù

Statistiche

Tot. visite contenuti : 1687159
Home Page Notizie per Te La Chiesa La memoria della bontà del Signore diventa forza della speranza
La memoria della bontà del Signore diventa forza della speranza PDF Stampa E-mail

papa-udienzeUdienza generale mercoledì 19 Ottobre 2011

ROMA\ aise\ - Il Signore compie grandi meraviglie: con il commento del Salmo 136, il "Grande Hallel", Benedetto XVI ha proseguito il ciclo di catechesi dedicato ai Salmi nell’udienza generale d questa mattina a Piazza San Pietro. 

Il Salmo, oltre ad essere un "grande inno di lode", "riassume tutta la storia della salvezza di cui l’Antico Testamento ci dà testimonianza". Tradizionalmente cantato alla fine della cena pasquale ebraica, probabilmente il Salmo 136 "è stato pregato anche da Gesù nell’ultima Pasqua celebrata con i discepoli", ha detto Papa Benedetto.

 

"Perché il suo amore è per sempre" l’antifona che viene ripetuta durante tutto il componimento in cui "vengono enumerati i molti prodigi di Dio nella storia degli uomini e i suoi continui interventi in favore del suo popolo". Si sottolinea, quindi, "l’amore eterno di Dio, un amore che, secondo il termine ebraico utilizzato, implica fedeltà, misericordia, bontà, grazia, tenerezza". Amore manifestato anche nella creazione del mondo in cui "il Signore si manifesta in tutta la sua bontà e bellezza".

"Non si parla qui della creazione dell’essere umano – ha annotato il Papa – ma egli è sempre presente; il sole e la luna sono per lui - per l'uomo - per scandire il tempo dell’uomo, mettendolo in relazione con il Creatore soprattutto attraverso l’indicazione dei tempi liturgici".

Il Salmo prosegue con l’evocare la Pasqua e l’Esodo per poi giungere "al momento del dono conclusivo, nel compiersi della promessa divina fatta ai Padri: "Diede in eredità la loro terra, perché il suo amore è per sempre; in eredità a Israele suo servo, perché il suo amore è per sempre". Nella celebrazione dell’amore eterno del Signore, si fa ora memoria del dono della terra, un dono che il popolo deve ricevere senza mai impossessarsene, vivendo continuamente in un atteggiamento di accoglienza riconoscente e grata. Israele riceve il territorio in cui abitare come "eredità", un termine che designa in modo generico il possesso di un bene ricevuto da un altro, un diritto di proprietà che, in modo specifico, fa riferimento al patrimonio paterno".

"A questo punto nasce la domanda: come possiamo fare di questo Salmo una preghiera nostra, come possiamo appropriarci, per la nostra preghiera, di questo Salmo? Importante – ha sottolineato Benedetto XVI – è la cornice del Salmo, all’inizio e alla fine: è la creazione. Quindi, tener presente la creazione come dono di Dio è un punto comune per noi tutti. Poi segue la storia della salvezza. Naturalmente noi possiamo dire: questa liberazione dall'Egitto, il tempo del deserto, l’entrata nella Terra Santa e poi gli altri problemi, sono molto lontani da noi, non sono la nostra storia. Ma dobbiamo stare attenti alla struttura fondamentale di questa preghiera".

Struttura, ha spiegato, in cui "Israele si ricorda della bontà del Signore. In questa storia ci sono tante valli oscure, ci sono tanti passaggi di difficoltà e di morte, ma Israele si ricorda che Dio era buono e può sopravvivere in questa valle oscura, in questa valle della morte, perché si ricorda. Ha la memoria della bontà del Signore, della sua potenza; la sua misericordia vale in eterno. E questo è importante anche per noi: avere una memoria della bontà del Signore. La memoria diventa forza della speranza. La memoria ci dice: Dio c'è, Dio è buono, eterna è la sua misericordia".

"Anche in questi duemila anni della storia della Chiesa – ha aggiunto – c'è sempre, di nuovo, la bontà del Signore. Dopo il periodo oscuro della persecuzione nazista e comunista, Dio ci ha liberati, ha mostrato che è buono, che ha forza, che la sua misericordia vale per sempre. E, come nella storia comune, collettiva, è presente questa memoria della bontà di Dio, ci aiuta, ci diventa stella della speranza, così anche ognuno ha la sua storia personale di salvezza, e dobbiamo realmente far tesoro di questa storia, avere sempre presente la memoria delle grandi cose che ha fatto anche nella mia vita, per avere fiducia: la sua misericordia è eterna. E se oggi sono nella notte oscura, domani Egli mi libera perché la sua misericordia è eterna".

"Con gioia riconoscente celebriamo dunque il Creatore, Salvatore e Padre fedele, che "ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna". Nella pienezza dei tempi, il Figlio di Dio si fa uomo per dare la vita, per la salvezza di ciascuno di noi, e – ha concluso – si dona come pane nel mistero eucaristico per farci entrare nella sua alleanza che ci rende figli. A tanto giunge la bontà misericordiosa di Dio e la sublimità del suo "amore per sempre"". (m. della noce\aise)

 

Marco Cicoletti

Amici su Facebook

Pubblicato su Facebook

Leggi Insieme a Noi


Powered by Joomla!. Designed by: hosting free server resellerspanel Valid XHTML and CSS.