Newsletter

Per l'iscrizione alla nostra Newsletter inserisci il tuo nome e la tua email.
Ogni mese riceverai nella tua casella di posta elettronica tutte
le novità della Comunità Amici di Gesù

Newsletter Amici di Gesù



Joomla : Amici di Gesù

Statistiche

Tot. visite contenuti : 1687145
Home Page Comunità Amici di Gesù Notizie per Te La Chiesa Dio è sempre vicino, ascolta, risponde, e salva nel suo modo
Dio è sempre vicino, ascolta, risponde, e salva nel suo modo PDF Stampa E-mail

Il Papa alle udienze del mercoledìBENEDETTO XVI - UDIENZA GENERALE DI MERCOLEDI' 7 SETTEMBRE 2011

ROMA\ aise\ - Arriva in elicottero da Castel Gandolfo Benedetto XVI che questa mattina è tornato a piazza San Pietro per la tradizionale udienza generale del mercoledì, riprendendo il ciclo di catechesi sulla preghiera iniziato nel maggio scorso. 

Oggi, il Santo Padre si è soffermato su alcuni Salmi, che formano il "libro di preghiera" per eccellenza. "Il primo Salmo su cui mi soffermo è un Salmo di lamento e di supplica pervaso di profonda fiducia, in cui la certezza della presenza di Dio fonda la preghiera che scaturisce da una condizione di estrema difficoltà in cui si trova l'orante".

 

Il Salmo 3, che la tradizione attribuisce a Davide quando fugge dal figlio Assalonne, rappresenta "uno degli episodi più drammatici e sofferti nella vita del re, quando suo figlio usurpa il suo trono regale e lo costringe a lasciare Gerusalemme per salvarsi la vita. La situazione di pericolo e di angoscia sperimentata da Davide fa dunque da sottofondo a questa preghiera e aiuta a comprenderla, presentandosi come la situazione tipica in cui un tale Salmo può essere recitato. Nel grido del Salmista, ogni uomo può riconoscere quei sentimenti di dolore, di amarezza e insieme di fiducia in Dio che, secondo la narrazione biblica, avevano accompagnato la fuga di Davide dalla sua città".

Il salmista invoca il Signore, insistendo sul numero e la grandezza dei suoi "nemici", tanto più grandi e forti di lui, "una sproporzione – ha commentato il Papa - che giustifica e fonda l'urgenza della sua richiesta di aiuto". Ma l'orante inizia la preghiera con la parola "Signore", segno che "mantiene saldo il rapporto con il Dio della vita e a Lui per prima cosa si rivolge, in cerca di aiuto". Al pericolo fisico, si aggiunge l'insinuazione: "i nemici tentano anche di spezzare il legame con Dio e di incrinare la fede della loro vittima. Essi insinuano che il Signore non può intervenire, affermano che neppure Dio può salvarlo".

"È l'estrema tentazione – ha argomentato Papa Benedetto – a cui il credente è sottoposto, è la tentazione di perdere la fede, la fiducia nella vicinanza di Dio. Il giusto supera l'ultima prova, resta saldo nella fede e nella certezza della verità e nella piena fiducia in Dio, e proprio così trova la vita e la verità. Mi sembra che qui il Salmo ci tocchi molto personalmente: in tanti problemi siamo tentati di pensare che forse anche Dio non mi salva, non mi conosce, forse non ne ha possibilità; la tentazione contro la fede è l'ultima aggressione del nemico, e a questo dobbiamo resistere così troviamo Dio e troviamo la vita".

Quando il salmista prega il Signore "suo scudo" che tiene "alta la mia testa" dimostra che " i nemici non hanno vinto perché chi crede in Dio è sicuro che Dio è il suo amico. L'uomo non è più solo, i nemici non sono imbattibili come sembravano, perché il Signore ascolta il grido dell'oppresso e risponde dal luogo della sua presenza, dal suo monte santo. L'uomo grida, nell'angoscia, nel pericolo, nel dolore; l'uomo chiede aiuto, e Dio risponde".

"Questo intrecciarsi di grido umano e risposta divina – ha sottolineato Benedetto XVI – è la dialettica della preghiera e la chiave di lettura di tutta la storia della salvezza. Il grido esprime il bisogno di aiuto e si appella alla fedeltà dell'altro; gridare vuol dire porre un gesto di fede nella vicinanza e nella disponibilità all'ascolto di Dio. La preghiera esprime la certezza di una presenza divina già sperimentata e creduta, che nella risposta salvifica di Dio si manifesta in pienezza. Questo è rilevante: che nella nostra preghiera sia importante, presente, la certezza della presenza di Dio".

La risposta di Dio "dona al Salmista una sicurezza totale; è finita anche la paura, e il grido si acquieta nella pace, in una profonda tranquillità interiore", tanto da fargli dire: "Io mi corico, mi addormento e mi risveglio: il Signore mi sostiene. Non temo la folla numerosa che intorno a me si è accampata".

Dunque "la paura della morte è vinta dalla presenza di Colui che non muore". Alla fine del Salmo "l'orante descrive la vittoria divina".

Questo Salmo "ha presentato una supplica piena di fiducia e di consolazione. Nel dolore, nel pericolo, nell'amarezza dell'incomprensione e dell'offesa, le parole del Salmo aprono il nostro cuore alla certezza confortante della fede. Dio è sempre vicino - anche nelle difficoltà, nei problemi, nelle oscurità della vita - ascolta, risponde e salva nel suo modo. Ma – ha sottolineato il Santo Padre – bisogna saper riconoscere la sua presenza e accettare le sue vie, come Davide nella sua fuga umiliante dal figlio Assalonne, come il giusto perseguitato del Libro della Sapienza e, ultimamente e compiutamente, come il Signore Gesù sul Golgota. E quando, agli occhi degli empi, Dio sembra non intervenire e il Figlio muore, proprio allora si manifesta, per tutti i credenti, la vera gloria e la definitiva realizzazione della salvezza. Che il Signore ci doni fede, venga in aiuto della nostra debolezza e ci renda capaci di credere e di pregare in ogni angoscia, nelle notti dolorose del dubbio e nei lunghi giorni del dolore, abbandonandoci con fiducia a Lui, che è nostro "scudo" e nostra "gloria"". (m.della noce\aise)

FONTE :

http://www.aise.it/vaticano.html

 

Marco Cicoletti

Amici su Facebook

Pubblicato su Facebook

Leggi Insieme a Noi


Powered by Joomla!. Designed by: hosting free server resellerspanel Valid XHTML and CSS.