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Home Page La Bibbia Una chiamata non comune ad una vita fuori dal comune
Una chiamata non comune ad una vita fuori dal comune PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Cicoletti   

A ciascuno Dio assegna un compito, un qualcosa da svolgere attraverso il quale il suo volto si mostra, si rivela.

Più semplicemente: attraverso il modo in cui compi ciò che Dio ti chiama a fare – anche la cosa più banale - gli altri potranno vedere o ri-conoscere, discernere, Dio all’opera. Ahimè! È vero anche il contrario! Il mondo non vedrà nulla di diverso della solita minestra e nessuno si sentirà attratto a chiedere ragione della speranza-motivazione che è in te e ti spinge a fare ciò che tu fai. Sarai solo uno tra i tanti. Indifferente. E si terranno lontani da Dio - (col termine “fare” non intendo solo il darsi da fare e neanche lo strafare per convertire chiunque! Ricorda sempre che è Dio a cambiare i cuori e dunque falla finita di “rompere” ai tuoi e comincia a “rompere a Dio” per i tuoi. Mitraglia il cielo con le preghiere e vedrai….i cuori si apriranno….come per MIRACOLO!).

Non cercare di copiare nessuno perché Dio non fa copie ma lavora e produce solo originali. Odia le copie. Anche io. E tanti vorrebbero che facessimo la copia di ciò che essi fanno. Felice per i vostri risultati ma lasciateci scoprire ciò a cui Dio ci ha chiamato; lasciate che egli plasmi attraverso di noi l’opera sua per noi. Ah………………….che sospiro di sollievo….!!

Torniamo a noi. A ciascuno è dato di fare qualcosa che mostri un carattere di Dio. O per usare le parole di Paolo: 1 Cor 12,7: “a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per l’utilità comune”…. Ed è a questo punto che tutti ricercano i carismi che non vediamo dispiegati in gran misura per il semplice fatto che non vanno cercati fine a se stessi quando da ricercare è la passione-amore per Cristo.

Cristo è il Sole di Giustizia e come il sole dal quale partono i raggi, così da Lui si irradiano i carismi che in sostanza non sono altro che Gesù in azione. Ed hanno uno scopo, una ragione di esistere: edificare, costruire, rendere efficace al suo scopo la chiesa perché essa possa essere di servizio al mondo. La Chiesa infatti è chiamata a servire il mondo e non a servirsi del mondo. Essa è il Sale per salare e guarire questo mondo. Ho chiarito dunque che il nostro scopo sulla terra è quello di fare qualcosa per migliorare la terra!!!!! E non semplicemente ritirarci sul monte perché la terra è malefica.

Tu sei la medicina al male del mondo. E non solo, disponi della medicina Gesù!

Van Gogh ha dipinto i girasoli. Chi avrebbe mai pensato che dei fiori così comuni avrebbero attirato l’attenzione del mondo e anche i soldi dei ricchi!!! Certo quando li dipinse lo fece per distrarsi dalla sua depressione! Mai avrebbe pensato che sarebbero stati battuti all’asta e tanti avrebbero fatto i salti mortali pur di aggiudicarseli ed averli nella propria collezione privata.

Michelangelo scolpì i non-finiti nel senso che probabilmente egli iniziò a scolpire i blocchi di pietra ma poi non ebbe il tempo di portare a termine ciò che aveva iniziato. Mai pensò che alcune sue opere non portate a termine avrebbero destato l’interesse di decine e decine di critici d’arte i quali avrebbero visto in quei non finiti più di quanto chi li scolpì avesse mai avuto in mente.

Così Dio ha fatto una sola versione di te. Un capolavoro unico ed irripetibile. Non ci credi, lo so; ma ciò non cambia la realtà delle cose. E' stato Dio a credere in te e ci crede ancora! Egli ti ha designato per uno scopo unico e senza eguali. Faresti bene a metterti a scavare in profondità per scoprire le pepite d’oro – pepite e non gioielli in cui le dovrai trasformare – che giacciono in fondo alla tua vita.

Quando ero bambino, mio zio costruì casa davanti alla nostra. Certo non è riportato in nessuna rivista di case ma noi ce ne rendemmo conto. Anche perché il suo edificio ha tolto luce alle nostre finestre! I muratori, giorno dopo giorno tirarono su quel casermone; la mia tenera età non mi impedì di avere il mio compito da svolgere. Mi misero un grembiule attorno ai fianchi – in realtà non è che volessero sfruttare il lavoro minorile ma era l’unico modo per farmi star buono da una parte; mi consegnarono una calamita nelle mani e mi mandarono in giro giorno dopo giorno a raccogliere i chiodi che cadevano a terra quando schiodavano le tavole – all’epoca le gettate di cemento si facevano assemblando della pareti di tavole e colandoci il cemento fresco. Bastava guardare il mio strumento di lavoro per capire quale fosse il mio compito. Raccoglitore di chiodi storti o caduti a terra.

Uno sguardo al tuo e si potrà dire la stessa cosa. Mattone su mattone, vita su vita, Dio sta creando un Regno , edificando una “casa spirituale” (1 Pt 2,5). Ed ha affidato a te un compito chiave nel progetto. Ma che dici? A me? Io che non ho niente. Io che sbaglio tutto. Cado. Mi sforzo. Dubito. Talvolta mi chiedo che senso abbia il caos della mia vita. Ti stai sbagliando di grosso. Dio usa persone di carattere e non debolezze viventi come me.

Fermati. Esamina i tuoi attrezzi di lavoro, i tuoi strumenti….. Non ne hai? Ho detto di non osservare i miei o quelli dei tuoi amici nella fede che vedi camminare spediti nel Signore e nella vita. Fammi un regalo. Per la prima volta distogli lo sguardo dagli altri e mettiti a cercare in te stesso. Anche tu hai qualcosa di particolare ed unico. Scoprilo. La tua capacità nascosta rivelerà quello che è il tuo destino, il ruolo a cui Dio ti ha chiamato. “Chi esercita un ufficio, lo compia con l'energia ricevuta da Dio, perché in tutto venga glorificato Dio per mezzo di Gesù Cristo” (1 Pt 4,11). Quando Dio affida un compito, Egli da anche la capacità e le risorse per portarlo a compimento. Studia, dunque, le tue abilità per capire quale è il tuo compito. Guarda a te! Non agli altri. La tua innata bravura coi numeri. La tua insaziabile curiosità per la medicina. Osservando le formule chimiche, alcuni sbadigliano; tu le leggi e diventi elettrico. “Per forza” dirai, “Io sono nato per questo!”.

Il nostro creatore assegna un compito a ognuno di noi: “a ciascuno secondo la sua capacità,” (Mt 25,15). E mentre chiama, egli fornisce le capacità e le risorse necessarie per realizzare quella chiamata. Osserva per un attimo la tua vita passata. Cosa puoi affermare di aver fatto decisamente bene? Cosa hai amato fare? Fermati all’incrocio di ciò che ti piace e di ciò che sai fare bene - i tuoi successi, e lì, scoprirai la tua unicità. Tu ne possiedi una. Sei unico. Una scintilla divina. In qualche parte di te possiedi capacità creative: ciò che fai in quell’area ti riesce bene ed è sempre nuovo ed entusiasmante. Potrebbe essere la scrittura, la poesia, la cucina, le relazioni, la matematica, il tuo lavoro. Tante sono le possibilità. Tante le aree attraverso cui Dio mostra la sua creatività in noi. Una chiamata non comune verso una vita fuori del comune. Ed è in qull’area di unicità che solitamente Dio pone la potenza dello Spirito perché ciò che sai fare per natura, venga elevato di rango e sia fatto in modo sublime, da Dio! (Attento, non significa che lo fa Dio ma tu attraverso la potenza e sapienza divina! Ed a Lui va in fine la gloria!

Lo Spirito concede a ciascuno un modo speciale di servire gli altri (1Cor 12,7 riadattata per la vita concreta di oggi). Non c’è spazio per le scuse del tipo: “Io non ho nulla da dare”. Paolo ha forse detto che “Lo Spirito concede ad alcuni di noi…”? O forse: “Lo Spirito concede solo a pochi….”? No. “Lo Spirito concede a ciascuno un modo speciale di servire gli altri”. Falla finita con questo denigrante: “Io non ho nulla di buono da offrire”. Semplicemente non è vero. Ed è ora di farla finita anche col suo opposto: “Io debbo fare tutto”. No, non devi! Tu non sei la soluzione di Dio per la società ma una soluzione nella società. Non perderti la sfumatura e l’enorme differenza che fa. Imita Paolo che dice:“il nostro scopo è quello di non andare oltre a ciò a cui Dio ci ha chiamati a fare” (2 Cor 10,13 riadattata).

Fai chiarezza sul tuo contributo. Non preoccuparti di ciò che non sai fare. Non lagnarti delle qualità e delle forze che altri presentano. Guarda a ciò che tu hai. Estrai la tua unicità. Scopri e “Ravviva il dono di Dio che è in te” (2 Tim 1,6). Fai la tua parte; ciascuno la sua e sommandole vedremo la multiforme sapienza di Dio operare attraverso la Chiesa per il bene del mondo!Anche se a te sembrerà poco, fai ciò che è in tua capacità. Il poco è molto quando è consegnato nelle mani di Dio. Ricorda i pochi pani e quei miseri pesci: poca cosa agli occhi di tutti ma a Dio servirono per sfamare una grande folla.

Colossesi 3:17 E tutto quello che fate in parole ed opere, tutto si compia nel nome del Signore Gesù, rendendo per mezzo di lui grazie a Dio Padre!

Colossesi 3:23-24 Qualunque cosa facciate, fatela di cuore come per il Signore e non per gli uomini, sapendo che come ricompensa riceverete dal Signore l'eredità. Servite a Cristo Signore!

Marco Cicoletti

 

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