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Home Page La Bibbia Spremuto, con le spalle al muro …. Schiacciato!
Spremuto, con le spalle al muro …. Schiacciato! PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Cicoletti   
Dubito che ti sia mai frullato per la mente di provare dispiacere per Pilato.

Non è mai successo neanche a me finquando non ho letto ancora una volta  iltesto della Passione: il racconto della farsa del processo a  Gesù e la sua crocifissione.  È naturale sentire “simpatia” per Gesù  e pena, forse, per i ladri crocifissi insiemea lui; ma poi, è bene prendere il collirio dell’Amore di Dio con il qualepossiamo tornare a vederci bene.

 

Gesù non è finito su quel tronodi dolore per strapparci sentimenti di pietà ma per la Passione con cui Dio amagli uomini e con la quale desidera strapparci da una separazione eterna e darcila Sua vita quaggiù. Atro che vittimismo e svenimenti emotivi. Si tratta della Forzaintrinseca di una Passione: quella  dell’Amore che resiste anche alla morte. Dopoaver messo qualche goccia di questo prodigioso collirio possiamo tornare avedere Pilato. Sono certo che non sia affatto facile sentire il minimodispiacere per Pilato.

Sono piuttosto riluttante a direqualcosa di bello su Pilato o a suggerire lontanamente l’idea che dovremmodispiacerci per lui; egli era infatti l’uomo in carica, colui che poteva averevoce in capitolo e la sua voce avrebbe segnato la differenza: era lui ad averein mano il potere di vita e di morte; egli era colui che avrebbe potuto salvareGesù. Pilato possibile salvatore del Salvatore?  Egli “fu” uno dei cattivi e  non una delle vittime. Ricordalo sempre.

Quando però ho riletto la storiadella Passione quest'anno, sono rimasto  impressionato dal fatto che Pilato cercasse in tutti i modi di fare la cosa giusta. Quando i capi degli ebrei condusseroGesù da Pilato, egli fece una breve indagine; questa lo portò a concludere cheGesù non avesse fatto nulla per cui meritasse la pena capitale; rivolgendosiagli accusatori di Gesù, egli disse sostanzialmente: "le accuse controquest’uomo sono del tutto infondate” o in altre parole:"Gesù è innocente!Egli non ha fatto nulla di male!".

Tuttavia bisogna notare chePilato non era uno qualunque. Egli era l’autorità, il rappresentantedell’imperatore, il capo della politica. Come sappiamo i politici si trovanospesso alle strette:  sostenere lepersone che non piacciono loro e voltare le spalle ai vecchi amici;  votare per forza a favore di progetti che nonapproverebbero mai per ingraziarsi  lepersone del cui denaro hanno bisogno.

In questo caso, Pilato si trovò conle spalle al muro. Sotto pressione! Per usare l’espressione corrente. Spremute,appunto!

Ti sei mai sentito “sottopressione”? Ti sei mai trovato tra l'incudine e il martello? Accade più spessodi quanto tu possa pensare.

Poco denaro e tanti giorni ancoraper arrivare a fine mese. Essere con le spalle al muro! Appunto.

Costretto a derubare Pietro per pagarePaolo: questo è  trovarsi, per dirla inmodo ancora diverso, all’angolo! Doversiincontrare con un cliente importante e ricevere una chiamata dalla scuola perchétua figlia si è slogata un braccio.

Ancora una volta con le spalle almuro.  Sei in terribile ritardo ad unariunione importante; il semaforo è rosso. La strada è libera e devi decidere seaspettare il verde oppure passare con il rosso! Anche questo è essere spremuto!

Ci piace immaginare che là fuorici siano persone che non si sentono mai schiacciate: i ricchi,  le coppie senza figli,  i proprietari di una impresa. Ci piace pensareche per non sentirsi schiacciati, basterebbe avere una laurea, una offerta piùalta o un lavoro migliore.

Alcune persone sembrano  avercela fatta. Hanno una segretaria chefissa loro gli appuntamenti, un assistente ed un autista. Quando arrivano allavoro la mattina, la segretaria consegna loro il programma della giornata. L’assistenteentra nel loro comodo ufficio portando il caffè. Quando arriva il momento diandare da qualche parte, l’autista apre loro lo sportello e li accompagna nelluogo desiderato senza doversi preoccupare di guidare ed impazzire per trovareun parcheggio. Al loro arrivo, qualcuno apre loro la porta e qualcun altro glimostra dove sedersi. Non ti piacerebbe essere al loro posto?

C’è però un piccolo “contro” dicui tener conto: queste persone sono sempre occupate. Raramente conoscono unmomento di riposo in  cui sedersi erilassarsi. C’è sempre una lunga fila di persone che vogliono parlare con loro,presentare il loro ordine del giorno, spingerli a prendere una decisione. Tuttivogliono qualcosa da loro.

Schiacciati! Alle strette! Con lespalle al muro! O meglio, in questo caso: spremute!

Questo è ciò che accadde alnostro Pilato. Gli ebrei si preparavano alla Grande Festa della Pasqua emigliaia di presuli affollavano le vie di Gerusalemme. Pilato aveva rinforzatola sicurezza non sapendo quale piega la folla avrebbe potuto prendere. Avevapreso tutte le solite precauzioni  ma nonaveva previsto ciò che invece gli si presentò davanti . Non aveva immaginatoche i capi ebrei avrebbero fatto pressione perché uccidesse uno di loro.

Eppure ciò aveva un senso,conoscendo come funzionassero le cose. Roma si riservava  il diritto di imporre la pena di morte. Seerano i leader ebrei a volere l’esecuzione di qualcuno, i romani erano quelliche dovevano approvarla ed eseguirla per loro.

  

Fu così che condussero Gesù daPilato con l’accusa di lesa maestà nei confronti dell'Imperatore. Quando, tuttavia,  Pilato interrogò Gesù, egli capì subito chequalcosa non quadrava; tutto ciò  nonaveva senso. Non era certo della ragione per la quale  i capi ebrei  volevano vedere  Gesù morto, ma sapeva una cosa: egli  non voleva averne niente a che fare. Così,egli dichiarò Gesù innocente. Quando, poi, venne a sapere che Gesù era dellaGalilea, allora lo fece scortare dai suoi soldati fino al Palazzo di Erodeperché era Erode a governare sulla Galilea. È questo infatti il modo piùsbrigativo per sbarazzarsi di un problema: inviarlo a qualcun altro. E, per nonrisolverlo!!! Dal suo canto Erode non sapendo cosa fare, pensò bene dirimandare il pacco al mittente e così Gesù fu riportato da Pilato il quale dovetteinventarsi di fare qualcosa per placare gli animi. Pilato era di nuovo con lespalle al muro! La palla passò di nuovo in mano a Pilato per il quale era ormaidiventata una patata bollente!

Pilato si pronunciò a favore diGesù dichiarandolo pubblicamente innocente per la seconda volta e si offrì difarlo picchiare per poi rilasciarlo. Questo forse avrebbe placato la folla laquale invece si mise a gridare: “Basta con questo delinquente! Liberaci Barabba!". Schiacciato di nuovo! Palla schiacciatain arrivo sul volto di Pilato! Egli, ancora una volta, ribadì  che Gesù non era reo di nulla. Poi ordinò difarlo frustare per soddisfare la folla. Ma essi urlarono più forte:"Crocifiggilo!".

Ecco Pilato ancora una volta conle spalle al muro! Luca  racconta cosa accadeimmediatamente dopo:  "Pilato allora decise che la loro richiestafosse eseguita. Rilasciò colui che era stato messo in carcere per sommossa eomicidio e che essi richiedevano, e abbandonò Gesù alla loro volontà"(Lc 23,24-25). 

A questo punto era evidente che,per certi versi, Pilato non volesse uccidere Gesù, ma non volesse neanche unarivolta pubblica causata dalla sua decisione. Gesù parve dunque sacrificabileai suoi occhi. Se questa morte serviva amantenere la pace, per quanto deplorevole, che morte fosse!

Inchiodato! Schiacciato! C’eraperò qualcosa che Pilato non poteva sapere: egli si trovava di fronte al momentopiù importante della sua vita;  la suadecisione lo avrebbe esposto al severo giudizio della storia per  aver ceduto al volere di quella folla invecedi compiere ciò che era giusto; egli sarebbe passato alla storia come uncodardo, una canaglia  a causa di questosingolare momento. Egli non si rese conto che la sua stessa anima era in gioco.

Schiacciato!

Quella che appariva sotto ogniaspetto una questione di scarsa rilevanza, risultò essere l’unica cosa davveroimportante che Pilato abbia mai fatto.

Questo mi fa molto riflettere. Mifa fermare perché mette in discussione seriamente la mia vita. Ogni giornofaccio tante cose, decine di cose,  alcune importanti e altre decisamenteirrilevanti. Ci sono anche tante cose che lascio incompiute come i “non finiti”di Michelangelo. Faccio cose che reputo importanti  ed ignoro completamente altre che mi appaionotriviali. Succede a tutti noi.

Nella sua operosità, Pilato persedi vista l'importanza del momento più importante della sua vita. Ciò mi fainterrogare su quello che anche io perdo di vista.  E se anche io facessi lo stesso errore diPilato? Forse anche io mi lascio scivolare attraverso le dita le cose piùimportanti della vita quotidiana? E tu? Ci hai mai pensato?

A questo punto lasciami ricorreread una similitudine. Luca era un ragazzo che non aveva avuto un'infanziaparticolarmente felice eppure egli serbava il ricordo vivido  di un giorno in cui suo padre lo aveva portatoa pescare. Questo era l’unico ricordo con suo padre ma egli ne andavaorgoglioso. Ne parlava sempre a tutti. Raccontava spesso gli amici di quelgiorno e delle cose che aveva imparato quando i due erano andati insieme apescare. Questo mi da speranza visto che anche io sono padre.

Uno degli amici di Luca sapevache il padre aveva sempre tenuto un diario, così, cominciò a chiedersi cosa il padrevi avesse annotato riguardo a quel giorno tanto speciale agli occhi di Luca.Trovatolo, andò a controllare ciò che il padre vi aveva scritto. L’uomo aveva redattosolo due righe che dicevano: “oggi sono andato a pesca con mio figlio. Giornatasprecata!”.

Non si era trattato affatto di ungiorno sprecato, ovviamente. Quello fu probabilmente il giorno più  importante dell'infanzia di suo figlio.

 A molti il nome di Madre Teresasuona familiare. Madre Teresa è diventata un “nome” per aver dedicato il suotempo a curarsi dei malati terminali, dei moribondi, degli emeriti “nessuno”portando grande conforto a migliaia di persone nei loro ultimi giorni di vita  ma soprattutto per aver insegnato a migliaiadi altri come si dona conforto ai moribondi.

 

Noi tutti moriremo  naturalmente, anche se molti vorrebbero rimanere in eterno in questo mondo impazzitosenza far nulla di costruttivo. Molti desiderano rimanere nell’ombra pergodersi la vita ma che senso ha vivere senza lasciare una impronta? A diecigiorni dal funerale nessuno si ricorderà più di loro. Il mondo non sapràneanche che siano esistiti. Insomma tutti moriremo e ad alcuni di noi toccheràpiù facilmente a causa della stessa opera di madre Teresa che è poi quella diGesù.

Quali furono le riflessioni chela famosa albanese Teresa elaborò dal vedere la gente morire?

Non lo so ma azzardo la miaipotesi:

"Non ricordo che uno di loromi abbia mai detto quante case avesse o quante borse e pellicce possedesse.  Ciò di cui mi parlano, sono piccoli, quasiinsignificanti, momenti della loro vita: dove andavano a pesca con il figlio,quella indimenticabile scalata in montagna durante quella particolare vacanza.Qualcuno racconta  qualche breve momento di vita privata. Queste sono le cose chespingono la gente a vivere. Essi ricordano piccoli particolari da tempodimenticati e che, improvvisamente, riaffiorano alla mente illuminando il lorovolto con un sorriso. Essi cominciano a  ricordare le piccole gioie che hanno dato un sensoalla loro esistenza e l’hanno resa degna di esser vissuta.

Pilato fece crocifiggere Gesùperché aveva mancato di riconoscere l'importanza del momento più importantedella sua vita. Vorrei invitare anche te oggi ad aprire gli occhi per vedere latua vita sotto una nuova luce. Vorrei invitarti ad essere vigile e riconoscerei momenti veramente importanti della tua vita.

Quei momenti veramente importanti,quelli che avranno eco nel corso degli anni. Non possono infatti essere i momentiin cui acquisti un’auto nuova o una nuova casa; quando le tue vendite superanoogni tua più rosea aspettativa  o lancisul mercato un nuovo  prodotto.

I momenti eterni saranno conmaggior probabilità quelli che hai passato con tuo figlio; quando hai dato unamano in ufficio alla persona appena assunta o quando hai trovato il tempo peraiutare un vicino o quando hai deciso di pregare. Chissà che nel freneticocorrere non finiamo per non riconoscere quando Dio ci parla o quando Egli operiper noi?

Questi non sono solo i momentiche ricorderai con affetto mentre invecchi.  Sono anche i momenti di cui andrai orgoglioso quandoli osserverai dal cielo. E sarà proprio per momenti come questi che Gesù tidirà: "Ben fatto, servo buono efedele" (Mt 25,23).

  

 

Facciamo attenzione a non perdere il significato dei momenti veramente importanti della nostra vita.

 

Marco Cicoletti

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