| Pieni dello Spirito |
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| Scritto da Marco Cicoletti |
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"E non ubriacatevi di vino, il quale porta alla sfrenatezza, ma siate ricolmi dello Spirito" Ef 5,18.
L'essere ubriachi e l'essere pieni di Spirito Santo hanno dunque qualcosa in comune tanto da spingere Paolo a farne un paragone per la vita cristiana. Il vino porta infatti a perdere il controllo di sé, lasciandosi invece controllare dall'alcol. Similmente l'esser pieni di Spirito Santo fa perdere il controllo della propria vita, cedendolo allo Spirito Santo. In entrambi i casi le azioni della persona sono controllate o dall'alcol o dallo Spirito di Dio; essa è controllata da qualcosa o Qualcuno che esercita su di essa una forte influenza. La persona è completamente abbandonata, sottomessa ed arresa alle brame ed ai modi di ciò che agisce sopra di essa ed in essa. L'alcol è in grado di far perdere i freni inibitori e risvegliare nel cuore quei sentimenti dormienti che si traducono poi in azioni sbagliate di cui il cuore sul momento non è in grado di avvertire il male mentre lo Spirito di Dio comporta sempre azioni ed effetti positivi: vita, santità ed abbondanza di frutti. Sia l'alcol che lo Spirito hanno una grande influenza sulle persone e pertanto possiamo concludere che l'essere pieni dello Spirito costituisca uno stato dell'essere in cui il credente permette a Dio di avere la meglio sul proprio cuore mentre la ricerca dell'affermazione di se stessi viene abbandonata per perseguire gli scopi di Dio e piacere a Lui. Non è certamente questa un'obbedienza amara o un'obbedienza che cerca l'esaltazione dell'io; piuttosto si tratta di un'obbedienza che è totalmente consumata nella gloria o esaltazione di Dio. Quando un uomo è pieno dello Spirito, Questo lo porta ad obbedire con gioia giacché è consumato dalla meraviglia, dalla maestà e dalla perfezione di Dio. Si tratta di uno stato di libertà assoluta e di disponibilità ad essere utilizzati da Dio ed è uno stato nel quale ai credenti si raccomanda di trovarsi regolarmente, continuamente e il modo progressivo. Ritengo possibile perdersi la semplicità della realtà dell'essere continuamente riempiti dello Spirito Santo ed andare fuoristrada scambiando alcune esperienze mistiche con il reale stato di riempimento dello Spirito Santo. Potremmo preoccuparci di pregare ogni giorno per essere riempiti dello Spirito per chiederci poi se lo siamo mai stati davvero. Questo riempimento o caparra dello Spirito è reso disponibile a tutti i credenti dal primo giorno della loro sequela di Cristo; se si cammina in uno stato di umiltà e si dimora in Cristo allora possiamo aspettarci di venire costantemente riempiti. Quando invece estinguiamolo lo Spirito o lo rattristiamo attraverso il peccato o l'orgoglio, allora possiamo aspettarci di non trovarci in questo stato di riempimento traboccante. Tutti i credenti hanno lo Spirito che dimora nei loro cuori il Quale li rende Tempio e Dimora costante di Dio. La questione è se essi permettano o meno allo Spirito Santo di controllare i loro cuori. L'essere riempiti è pertanto uno stato di disponibilità ad essere guidati e condotti dallo Spirito in cui dipendiamo da Lui totalmente per ricevere la forza di vivere la vita cristiana o vita nello Spirito piuttosto che contare sulle nostre forze mentre tremiamo davanti alla parola di Dio in umiltà. Non si tratta affatto di qualche stato avanzato dell'essere ma di uno stato di abbandono e di arresa allo Spirito Santo. Il modo migliore per comprendere questa realtà è pensare alla pompa di benzina. Ci rechiamo alla stazione di servizio perché il nostro serbatoio è vuoto. Siamo a corto di carburante e non possiamo procedere oltre. Ci manca la forza motrice. Abbiamo bisogno di carburante perché il nostro veicolo possa camminare e portarci dove abbiamo bisogno di andare. Spiritualmente, abbiamo bisogno di energia. La parola di Dio, l'eucaristia, la comunione fraterna e la preghiera sono il nostro cibo ma è lo Spirito che ci aiuta a "metabolizzare" questo cibo trasformandolo in energia utile per la marcia e traducendo questa energia in comprensione, visione, volontà e capacità di applicarsi alla verità della Scrittura. Abbiamo bisogno di esser riforniti dello Spirito continuamente per avanzare nella esperienza del Regno e nella sua estensione e ciò avviene continuando a riconoscere la nostra mancanza o il nostro stato totale di vuoto separati da Dio, mentre poniamo la nostra fede in Lui per ricevere la Sua forza. Dobbiamo credere che senza questo Suo potenziamento dall'alto, siamo con un serbatoio asciutto. Cioè, senza di Lui, noi non siamo in grado di produrre nulla di significativo a livello spirituale (Giovanni 15,5). Quando giungiamo alla comprensione di questa verità, allora possiamo venire riempiti o lasciarci riempire affinché Egli possa fare attraverso di noi ciò che noi non riusciremo mai a fare da soli. La fedeltà e l'efficacia risultanti, mentre Dio compie grandi cose attraverso di noi per mezzo del Suo Spirito, costituiscono l'evidenza che siamo stati davvero riempiti dello Spirito Santo. C'è tuttavia una sola condizione per esser riempiti dallo Spirito: dobbiamo prima di tutto riconoscere ed ammettere per mezzo della fede che siamo e rimaniamo serbatoi vuoti a meno che non siano la grazia e la potenza di Dio a riempirci. Questo riconoscimento dello stato di vuoto è già la prima azione che lo Spirito compie per "convincerci" e non è frutto dell'uomo. Azione dello Spirito che fa vedere il nostro stato di bisogno attraverso gli occhi di Dio allo scopo di farci rivolgere a Lui per essere colmati o riempiti. L'esser pieni dello Spirito non ha nulla a che fare col concetto di pienezza umano. Per noi pieno significa colmo; per lo Spirito "pieno" significa che trabocca, fuoriesce. La nostra pienezza è conservativa cioè volta a custodire ciò che si ha per rimanere nello stato di pienezza; nell'ottica dinamica dello Spirito per pienezza si intende il costante stato di traboccamento cioè svuotamento continuo per esser continuamente riempiti. Per esser pieno, l'uomo conserva e non da via nulla; per esser pieno nello Spirito invece è vero il contrario: si dona costantemente e costantemente il livello non diminuisce ma rimane lo stesso. Quando lo Spirito ci riempie è "normale" che ci porti ad uscire da noi o traboccare. La pienezza umana è egoistica, egocentrica ed ego-centripeda (dall'esterno verso l'io); la pienezza dello Spirito è innanzitutto ego-centrifuga (dall'io verso l'esterno), Cristocentrica e rivolta, aperta agli altri. La prima tende a conservare per non perdere; la seconda dona senza misura e rimane miracolosamente allo stesso livello. La prima è opprimente; la seconda liberante. La prima incatena e incarcera l'uomo in se stesso; la seconda lo apre e lo libera perché sia pienamente se stesso: immagine di Dio o Benedetto cioè pienamente realizzato nelle molteplici relazioni. Il primo parla di indipendenza; il secondo di dipendenza totale da Dio e di relazionamento con gli altri. L'uomo può davvero definirsi immagine di Dio solo quando è in pienezza di relazione con Dio, gli altri e dunque con se stesso e non quando è chiuso in se stesso ed ha come unico obiettivo il proprio tornaconto. Per noi dare significa perdere; in Dio dare significa continuamente esser aperti per ricevere essendo collegati ad una fonte inesauribile di potenza. Altro elemento importante in questo versetto è costituito anche dal modo in cui il comando di "essere riempiti" viene formulato. Esso implica un arrendersi progressivamente all'opera di Dio. In esso ci viene comandato di permettere a Dio di far qualcosa in noi e per noi. Siamo posti continuamente davanti ad una scelta da compiere: permettere a Dio di fare ciò che Lui desidera fare con noi. Pertanto l'essere riempiti richiede l'abbandono totale alla volontà di Dio. Il comando inoltre presenta una implicazione: continuare ad essere riempiti. Dobbiamo cioè vivere come coloro che vengono gradualmente riempiti dello Spirito. Non dobbiamo vivere talvolta pieni dello Spirito e dipendenti da Lui per la grazia ed altre volte dalle nostre forze mentre ci esaltiamo nella nostra mancanza o nel nostro vuoto. L'esser pieni e poi vuoti e di nuovo pieni è un circolo vizioso che testimonia di una instabilità spirituale e di un problema di orgoglio. La chiamata di Dio è quella di essere continuamente riempiti mentre continuamente camminiamo in umiltà ed in obbedienza a Lui il quale ci riempie e ci rafforza per compiere la sua volontà. È per questo motivo che ci viene comandato di esser costantemente "pieni dello Spirito". Il carico totale o il peso del lavoro poggia tutto sulle spalle dello Spirito Santo. La nostra responsabilità risiede nel presentarci a Lui vuoti, umili e con un'attitudine di fede vera. Mentre ci arrendiamo e ci sottomettiamo a Dio possiamo riposare nella certezza che Dio ci riempirà perché possiamo disporre della potenza di obbedire e compiere la Sua volontà. In Atti 4,31 si legge: "Quand'ebbero terminato la preghiera, il luogo in cui erano radunati tremò e tutti furono pieni di Spirito Santo e annunziavano la parola di Dio con franchezza". Nel versetto 28 che precede la risposta di Dio alla loro preghiera, possiamo scorgere la loro attitudine quando affermano: "per compiere ciò che la tua mano e la tua volontà avevano preordinato che avvenisse". È questa la chiave per essere riempiti dello Spirito Santo. L'attitudine del cuore dei discepoli non lasciava spazio ad alcun dubbio sulla loro umiltà e sul loro desiderio di obbedire. Tuttavia essi sapevano che necessitavano di una maggiore manifestazione della potenza di Dio che operasse attraverso di loro per gestire una situazione troppo difficile per le loro capacità. Essi si presentarono a Dio riconoscendo la loro nullità o il proprio vuoto e manifestarono il proprio bisogno di ricevere forza e potenza. Essi si presentarono a Dio in uno stato di assoluta dipendenza e di bisogno, desiderosi di fare qualsiasi cosa Dio avesse voluto che facessero. Essi erano completamente sottomessi alla volontà di Dio ed arresi completamente alla Sua guida. Questa posizione di vuoto o di mancanza è ciò che Dio ama trovare in ciascuno di noi perché gli permette di impartirci la Sua forza, il Suo coraggio, la Sua sapienza e la Sua audacia. La mia preghiera è quella che possiamo umiliarci fino al punto di riconoscere davanti a Dio il nostro vuoto per poterci gloriare solo nella sua pienezza (Colossesi 1,19) e poter così essere riempiti dello Spirito e fare la Sua volontà. Ma se siamo abbastanza onesti da guardarci in verità dentro, ci risulterà facile ammettere di essere vuoti! In tal modo perderemo i freni o il comando e saremo invece controllati dallo Spirito piuttosto che essere controllori dello Spirito. Marco Cicoletti
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