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Home Page La Bibbia Natale: la croce e il presepe
Natale: la croce e il presepe PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Cicoletti   
Ho visto un presepe con una lunga croce che si alzava da dietro la capanna e si piegava in cielo e sovrastava tutto il presepe.

Avevo 14 anni e ho pensato: checosa c’entra la croce col Natale? Evidentemente ero molto inesperto e ignorante.

Inseguito ho avuto modo di capire che a Natale comincia la Pasqua di Gesù equindi la croce stava benissimo nel presepe.

Sì,ma da dove viene il Natale? Ecco!

 

Ungiorno la Trinità si riunisce in Consiglio di famiglia: Padre, Figlio e SpiritoSanto.

Parlanodella loro vita di famiglia e sono molto soddisfatti. Poi parlano della vitadegli uomini sulla terra; e sul volto del Padre scende un velo di tristezza.

IlFiglio se ne accorge e dice: “Padre, che cosa c’è che ti preoccupa e ti rendetriste?.Tu rispondi sempre  che non c’è niente, mala tristezza rimane. Io lo so cosa ti manca: là sulla terra tutti hanno lamente confusa e il cuore smarrito. Ti offrono abbondanti sacrifici di animali,ma tu non li gradisci. Tutti gli animali delle foreste sono già tuoi! Tucerchi tra gli uomini un figlio fedele e obbediente, felice di fare la tuavolontà. Enessuno di loro ti ha mai dato questo. Ecco, Padre, la tua tristezza".

"Alloraascoltami: manda me sulla terra. Se lo Spirito Santo mi aiuta, io prenderò uncorpo, vivrò come uomo tra gli uomini e sarò un figlio fedele e obbediente intutto. Così finalmente tu, Padre, sarai felice! E io ti porterò tanti fratelliche mi seguiranno, cosìtu sarai ancora più felice!”.

Laproposta fu accettata all’unanimità e fu messo a punto un progetto cherichiedeva molto tempo: secoli e millenni di preparazione. Ecco la storia deiPatriarchi e dei Profeti che hanno tenuta viva la speranza suscitata da Dio conle sue promesse.

Unastoria di santità e di peccato, ma Dio nel suo Amore non cambia idea.

Arrivafinalmente la pienezza dei tempi: adesso si può realizzare il progetto.

Almenouna parte del popolo, un resto d’Israele saprà accogliere il Messia.

Cosìl’Angelo Gabriele viene inviato in missione speciale. Scende in volo tragalassie, stelle e pianeti per planare a Nazaret, un villaggio sconosciutodella terra di Galilea, in casa di una giovane donna, anzi una ragazzaadolescente, per chiedere la sua disponibilità ad accogliere il Figlio di Dioin grembo per dargli un corpo.

Pensate:Dio, l’onnipotente, immenso e infinito si fa mendicante di un “Sì” da una semplicee povera ragazza: quale abisso di umiltà da parte di Dio!

Quisi vede già l’amore infinito che porterà Gesù a spendere la vita per annunciareil Vangelo,guarire i malati, lavare i piedi, perdonare i peccati e morire in croce.

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Suuna rivista di pastorale in lingua francese ho visto due immagini: un volto diCristo in croce e un Gesù-Bambino sotto campana di vetro, tutto vestito di  raso bianco, sorridente, senza contatto colmondo.

Ladidascalia sotto la prima diceva:”Comme il est venu” = come egli è venuto.

Sottola seconda:”Ce que nous en avons fait” = cosa ne abbiamo fatto.

 

Sì,il presepe che noi costruiamo è bello, carino, amabile. E’ il segno che SanFrancesco ha usato per far capire che Dio nasce in povertà, accanto agli ultimitra gli uomini, perché i poveri e  tuttigli emarginati del mondo potevano contare sulla presenza amorevole del Figliodi Dio, che garantiva e difendeva la loro dignità.

SanPaolo descrive il mistero dell’incarnazione di Gesù come una discesa fino allamorte, annoverato tra i delinquenti, i perdenti e gli sconfitti della storia.

Cosìnessun uomo può più dire: “Dio non mi capisce, Dio è lontano da me”.

Mapoi c’è una grande risalita: il Padre lo risveglia dalla morte e lo proclamaSignore dell’universo; davanti a Lui si piegherà ogni ginocchio, in cielo, interra e sotto terra..

Ognilingua proclami che Gesù Cristo è il Signore a gloria di Dio Padre!

IlNatale segna l’incontro e l’alleanza stabile, irrevocabile tra Dio e l’uomo.

Nell’umiltàe povertà di Betlemme abita la Gloria di Dio e la Pace per gli uomini.

Questaforza divina di Pace sa unire e mettere insieme le persone non per le simpatieo per gli hobbies condivisi, ma perché ci riconosciamo e ci accogliamo fratelliin quantoamati e perdonati dall’unico Padre Creatore e da Gesù Salvatore. 

Facciamo ilnostro presepe, ma costruiamolo con amore, ricordando i significati contenutiin questo evento ed espressi nei personaggi che compongono la scena.

Partecipiamoai riti della liturgia nella Chiesa: nelle nostre celebrazioni liturgiche noiriceviamo la stessa grazia del primo Natale. Lo Spirito Santo fa sì che quelfatto diventiattuale per noi oggi e possa portare frutti di vita nuova in noi.

Ecco,noi siamo immersi in questo mistero: dal Bimbo di Betlemme, dal Cristocrocifisso e soprattutto dall’Eucaristia promana una straordinaria potenza diAmore, come una benefica e continua esplosione atomica.

Cosìil Signore ci vuole santificare e trasfigurare: togliamo le difese e lasciamoche Luilavori con tutta la sua fantasia!

“Dio s’è fatto come noi  per farci come Lui.

Vieni, Gesù, resta con noi,  resta con noi!”.

AMEN,  ALLELUIA!  

Don Tarcisio Soldà 

 

Testi di riferimento: Ebrei 10, 5-7;  Fil.  2, 5-11; Luca 2, 1-21.

 

Marco Cicoletti

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