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Scritto da Marco Cicoletti   

Signore, non è affatto questo ciò che avevo in mente. Mio figlio che nasce in una stalla? Non è questo il modo che avevo pensato. In una stalla con buoi ed asini, una mangiatoia e paglia dappertutto??

Mia moglie che partorisce da e solo le stelle stanno ad ascoltare i suoi gemiti? Non è questo ciò che immaginavo. Io avevo in mente una casa, una famiglia. Immaginavo la gioia delle nonne. Immaginavo i vicini curiosi e festosi fuori della porta ed i miei amici vicino a me per festeggiare. Mi figuravo la casa prorompere di gioia al primo vagito del bimbo. Pacche sulle spalle. Risate a voce alta. Giubilo. Questo è ciò che mi anticipavo e desideravo.

Ma ora.... chi festeggerà con noi? Le pecore? I pastori? Le stelle? Tutto ciò non mi pare giusto. Che razza di marito sono? Non c’è una donna ad aiutare mia moglie. Neanche un letto dove farle riposare la schiena. Il cuscino è la sella del mio asino. Ho forse sbagliato in qualcosa? Dimmelo, Signore! Quando inviasti il tuo angelo a parlare del bambino che sarebbe nato, non era questo che mi figuravo. Immaginavo Gerusalemme, il tempio, i sacerdoti radunati ad assistere. Un araldo forse. Un corteo, almeno un banchetto. Insomma.... Questo bimbo è il Messia! E se Gerusalemme non doveva essere il luogo, almeno Nazareth! Nazareth sarebbe stata sicuramente meglio di Betlemme? Almeno la ho una casa e il lavoro. Qui, fuori di Betlemme, cosa posso avere? Un mulo stanco, un fascio di legna da ardere ed una pentola annerita di acqua bollente.

Davvero, Signore, non è come avrei voluto che fosse! Perdona la domanda.....ma….., ti pare questo il modo in cui Dio entra nel mondo? La venuta dell'angelo, l'ho accettata. Le domande della gente sulla gravidanza, posso tollerarle. Il viaggio verso Betlemme passi anche. Ma perché nascere in una stalla ed essere deposto in una mangiatoia? Dimmi, Signore? Da un momento all'altro, Maria partorirà non un bambino, ma il Messia. Non un bebè, ma Dio in carne ed ossa. Questo è ciò che l'angelo ha detto e che Maria crede. E, Signore, Dio mio, anche io voglio credere…. Tu mi comprendi. Sai che non è facile come tutti invece crederebbero. Tutto sembra così....così .. bizzarro!

Io non sono avvezzo a tali stranezze, Signore. Io sono solo un carpentiere. Io faccio si che tutto quadri. Smusso gli angoli. Misuro due volte prima di tagliare una. Come sai, le sorprese non sono le migliori amiche di un costruttore. Io amo conoscere il disegno, il progetto con largo anticipo ed in ogni particolare. Prima di iniziare. Sta volta, però, non sono io il costruttore, no? Questa volta io sono solo lo strumento. Uno scalpello nelle tue mani. Una vite tra le tue dita. Un cesello nelle tue mani. Questo progetto è tuo, non il mio.

Mi rendo conto che i miei interrogativi ti appaiano sciocchi. Perdona i miei dubbi. Lo sai, fidarmi non mi riesce facile. Tuttavia, non hai mai detto che lo sarebbe stato. Un'ultima cosa, Padre. L'angelo che hai inviato. Nessuna chance di mandarcene un altro? Se non proprio un angelo, almeno una persona in carne ed ossa? Io non conosco nessuno qua ed avere un po' di compagnia non mi dispiacerebbe. Potrebbe essere l'oste oppure un viandante? Che ne pensi? Anche un pastore sarebbe l'ideale. Fai tu!

 

Marco Cicoletti

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