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Home Page La Bibbia Auguri...continuati!
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Scritto da Marco Cicoletti   

Auguri natalizi continuati e continuativi! Auguri perché ogni giorno di questo 2010 sia un Natale!!

Finalmente il 25 Dicembre è passato. Non che non mi piaccia il Natale……. Il fatto è che Natale è uninvolucro svuotato come le scatole dei panettoni che in questi giorni gettiamonella spazzatura.

 

E bravi! Anche Natale lo abbiamotrasformato in un business che va consumato e gettato. Mordi e fuggi. Aproposito oggi è la vigilia della “Befana”, la festa della vecchia strega buonache ruba il nome alla “Epifania” o Festa della manifestazione al mondo delMessia di Betlemme. ……….Finalmente tutte le Feste si porta via! E mica me nerammarico. Tutt’altro; finalmente il clima natalizio preconfezionato e svendutofatto di luci, canti e colori degli USA finalmente conosce la sua destinazione:GETTA! Natale usa e getta.E da domai mattina in autogrill,già troverai le calze della Befana a metà prezzo e i gadget di San Valentinopronti per la prossima festa trasformata in un business.

Che strano! Queste feste hanno tutte la stessa origine: l’amore di Dio, l’Amore (con la A maiuscola!) che si sacrificanon per sé ma per l’altro mentre, per ironia della sorte, vengono svendute perla gratificazione dell’Io. Organizziamo una marcia perprotestare e riprendercele? NO! Io non amo le petizioni e le proteste pubbliche; hai mai visto Gesù in piazza a raccogliere firme? Io no. In piazzasì, per incontrare la gente. Hai mai visto un Gesù anticonformista che nonfesteggia il suo compleanno organizzando una festa? Io no. Eppure alcunicristiani pensano che per riscoprire il Natale ed ogni “festa comandata” siabene fare qualcosa di diverso per creare un senso di colpa nelle persone. Mava!!!!!!!Passate le festività“dovute”  e smielate che ci lascianoaddosso qualche chilo di più posso riappropriarmi del senso vero che, ahimè,noi abbiamo smarrito. Niente contro gli alberi di Natale, i regali, le cene ele riunioni. Tutt’altro: se non hai fatto l’albero perché sei depresso oalternativo, ti invito a farlo. I miei si sono beccati una bellapredicazione sui doni che Dio sistema sotto al Suo albero e come sia l’alberodi Natale di Dio. A te la risparmio. Ma chi era con me è stato costretto ametter da parte la ritrosia e farsi l’albero di Natale. Sai perché? Riassumo tutto in quattro parole.

L’albero fu la prima cosa che il cieco vide mentre Gesù lo stava guarendo,“uomini–alberi”!  Alberi-uomini. Nonperderti la finezza non tanto di una guarigione progressiva in cui sembra cheanche Gesù abbia qualche problema  aguarire istantaneamente il cieco, quanto invece la Sua volontà che costui possavederci bene prima di vedere con gli occhi fisici. Per Dio, l’uomo è un alberoche porta frutto. Dio ci ha costituiti secondo la Parola di Gesù perché “andiamo e portiamo frutto ed il nostrofrutto rimanga”. Così in questa occasione non è tanto Gesù che incontraproblemi a guarire il cieco tanto da doverci metter mano due volte. No.Affatto. Gesù vuole che il cieco possa vedere gli uomini come li vede Dio.Alberi che portino frutto perché chi ha fame possa mangiarne e gustare quanto èbuono il Signore. Allora l’uomo esiste perché attraverso di lui i suoi similipossano vedere e gustare quanto è buono il Signore. Una volta che l’uomo ciecoha visto bene, allora egli può anche vedere con gli occhi fisici. Ha imparatoper sempre la lezione. La prima immagine impressa nella pellicola della suamente furono uomini-alberi che portano frutto.

Prima ed indimenticabile immagine impressa nel suo cuore. Ora egli sa quale è il destinodell’uomo, la sua realizzazione piena: portare frutto per gli altri!!!Ma che c’entra con l’albero diNatale? C’entra, c’entra dammi retta. Senza le luci, le decorazioni e lepalline l’albero rimane un albero qualsiasi. Ma quando lo addobbiamo divienel’albero di Natale. L’albero sul quale il Natale produce una distinzione. Haimai visto alberi che facciano luce? Alberi che brillano? Alberi pieni di coloriin natura? Io no! Lo stesso vale degli “alberi-uomini”. Senza il Natale di Gesùessi rimangono semplici uomini. Indistinti. Verdi. Belli. Ma uguali a qualsiasialtro. Quando invece arriva Natale, cioè quando accogli Gesù nel tuo cuoreavviene qualcosa di simile alle decorazioni natalizie nella tua vita. “ Aquanti  lo hanno accolto, egli ha datopotere di diventare figli di Dio”. Cioè: diversi dal resto degli alberi. Nonpiù anonimi ma scintillanti. Gesù-luce riluce attraverso coloro che lo “hannoaccolto” i quali non sono più uomini a metà ma uomini pieni. Rivestiti di Luce.Allora l’albero di Natale diviene il simbolo di questa verità: “poiché quanti siete stati battezzati inCristo, vi siete rivestiti di Cristo” (Gal 3,27).Per mezzo di Gesù, l’uomo cheaccoglie Lui, diviene come l’albero scelto per esser abbellito nelle nostrecase. La venuta del Natale lo separa perché lo riveste di Luce-Cristo. Così vieniposto in casa, per strada, al lavoro per un motivo: perché tu faccia luce.Sempre. Natale è Natale ogni giorno, dunque!

Isaia 60,1-2:  Alzati,rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopradi te. Poiché, ecco, le tenebre ricoprono la terra, nebbia fittaavvolge le nazioni; ma su di te risplende il Signore, la sua gloria appare sudi te. Per questa ragione io lascereil’albero in casa tutto l’anno. Per ricordarmi sempre che, avendo incontratoGesù senza cercarlo ed avendolo accolto, mi sono rivestito di Lui! Mi capita,sai, di dimenticarlo!Se non stiamo attenti, lefestività finiscono solo per risvegliare l’Avaro che è dentro di noi. Facciamo la lista di ciò chevogliamo, ci lasciamo sfuggire volontariamente qualche cenno per dar adintendere ciò che desideriamo ricevere o scriviamo a Babbo Natale per dirglicosa  vogliamo e ci arrabbiamo se ci nonci porta ciò che abbiamo richiesto. Questa  stagione di stress economico potrebbe finiredunque per renderci ancora più avari e duri di cuore. Allora, come possiamocacciare dal nostro Natale l’Avaro che è dentro di noi? Semplice! Continuiamo afare quello che facciamo sempre a Natale: fare i doni. Cominciamo aconsiderare il Natale secondo l’ottica giusta: non come il momento per  ricevere, ma come il momento per dare.  Facciamoci imitatori di quegli appassionatistudiosi di stelle, i misteriosi magi che percorsero grandi distanze solo perfare grandi doni. Perché la Scrittura racconta laloro storia? Una parte della ragione è costituita da Erode.

Se il NuovoTestamento ha anch’esso un suo grande Avaro ed Egoista, si tratta certamente del geloso red'Israele. Quando udì che i saggi eranovenuti fino a Gerusalemme alla ricerca di un probabile neonato re, si feceancor più sospettoso e rabbioso del solito ed ordinò  l’uccisione di ogni bambino maschio di etàinferiore ai due anni. E degli scrutatori di stelle incerca del Salvatore cosa ci dice? Non sappiamo molto di loro. Non conosciamo illoro paese di origine o la loro nazionalità. Non conosciamo la grandezza dellaloro carovana che non doveva affatto esser modesta. Il praticello di muschiodavanti alla capanna suggerisce che si trattò di un trio di magi. Anche se inrealtà tre furono i doni che presentarono mentre non ci viene fornita alcunainformazione sul loro numero.  Asorprenderci è l’elemento che li denota: l'esser studiosi dei cieli ed il fatto che sitratti di astronomi Gentili alla ricerca di un Messia ebreo. Un assortimentocurioso in un viaggio curioso. …….Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevanovisto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogodove si trovava il bambino. Al vedere la stella, essi provarono una grandissimagioia. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisilo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incensoe mirra. (Matteo 2,9-11). Costoro non fecero alcunarichiesta. Non chiesero alcun favore. Nessuna petizione. I saggi volevano solo una cosa: il privilegio di presentaredei  doni a Gesù. Che contrasto: Erode con il cuore indurito da un lato e i saggi che portano doni dall'altro.

A noi piacerebbe essere annoverati fra i saggi e i generosi, vero? Ecco dunque di seguito tre modi per  liberare dall’Avaro il tuo Natale quotidiano:

 1. Aiuta una persona bisognosa che vive in un paese straniero. È ciòche i Magi fecero. Misero assieme un aiuto internazionale per una famiglia di contadini. Anche noipossiamo  fare lo stesso.

2. Tendi una mano ai bisognosi che vivono nella tua area. Questa crisieconomica causata dall’egoismo delle speculazioni finanziarie ha ridotto moltefamiglie monoreddito sulla soglia della povertà. Vale a dire, non sono sicuredi arrivare a fine mese.  Con moltaprobabilità alcune di queste famiglie si trovano nel tuo stesso quartiere.

3. Aiuta una famiglia del  tuoquartiere che sta annaspando. Non farti passare per la testa neanche per unistante che il tuo quartiere non abbia famiglie in difficoltà. Persone che nonhanno mai conosciuto la povertà, ne stanno facendo esperienza proprio ora.Molti non sanno come fare con le ipoteche; sono preoccupati per la propriacarriera o sono in ansia per il proprio reddito fisso. Non ti sarà forsepossibile risolvere i loro problemi, ma puoi essere un vicino veramente“vicino”, gentile. Potresti preparare un dolce o fare la spesa una volta lasettimana per loro  ...  Alcuni di loro stanno litigando e stanno perdistruggere la loro famiglia a causa dei conti da pagare e le discussionicontinue. Tu puoi parlare con loro e pregare per loro. Nessun altro lo farà! Tupuoi essere la presenza reale e luminosa di Cristo nel tuo quartiere. Che tu possa sperimentare lagioia di Gesù, non solo in questo periodo natalizio ma in ogni giorno di questoanno! Che tu sia un albero di Natale grande e luminoso nella casa in cui Dio tiha posto a vivere (che non si esaurisce nelle quattro  mura in cui vivi ma nelle tante relazioni incui ti trovi!).

Marco Cicoletti

 

 

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