“Preparati per l’accelerazione”
From luglio 25th, 2018

Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti (Mt 22,14)

Quando Dio chiama, ti troverà pronto per la tua missione su questa terra? Osservando la vita dei grandi eroi biblici, vediamo due elementi che appaiono costantemente: l’essere chiamati e l’essere separati.

Mentre essi stavano celebrando il culto del Signore e digiunando, lo Spirito Santo disse: «Riservate per me Barnaba e Saulo per l’opera alla quale li ho chiamati». (Atti 13,2).

Paolo era stato chiamato per svolgere l’opera di Dio prima ancora che fosse nato :

Ma quando colui che mi scelse fin dal seno di mia madre e mi chiamò con la sua grazia si compiacque di rivelare a me suo Figlio perché lo annunziassi in mezzo ai pagani, subito, senza consultare nessun uomo, senza andare a Gerusalemme da coloro che erano apostoli prima di me, mi recai in Arabia e poi ritornai a Damasco (Gal 1,15-17).

Tuttavia, egli non venne separato per quella chiamata fino a che non divenne la persona capace di camminare in essa. C’è sempre un tempo di preparazione durante il quale sia lo studio della Parola che la preghiera sono fondamentali.
Dove ti troverai quando Dio irrompe sulla scena della tua vita con il suo piano più grande per te? Sarai pronto per entrare e muovere i passi in questo piano o dovrai essere formato alla scuola del deserto come Mosè, oppure dovrai passare per un processo di umiliazione rigoroso come Giuseppe? La differenza sarà sempre determinata dalla qualità della tua vita di preghiera.
Quando Dio trovò Saulo che divenne poi Paolo, sulla strada verso Damasco, Egli trovò una persona piena di religione o religiosità e di conoscenza delle scritture, ma completamente ignorante di chi Dio è nella verità. Lo conosceva per sentito dire, ma non personalmente.
Saulo era così zelante per la giustizia da esser disposto a uccidere pur di proteggere la religione per come la conosceva; la verità ultima non si trova quindi nella religiosità, ma in Gesù Cristo.
Certamente, possiamo imparare qualcosa dalla religione sul seguire Dio, ma dobbiamo venire a Gesù per comprendere veramente il nostro Dio.
Paolo avrebbe potuto sprecare la sua vita cercando di piacere a Dio con le sue forze e nei suoi modi, ma quando egli si incontrò faccia a faccia con Gesù, tutto cambiò.
Paolo trasformò il suo zelo per affermare se stesso e divenne un uomo di preghiera affamato di conoscere Gesù attraverso lo Spirito e la Parola.
Poiché Paolo ricercò Gesù con tale intensità, fu a Paolo che Dio rivelò l’architettura della Chiesa e non ad altri apostoli. Questo spiega la ragione per cui Paolo divenne il principale autore ispirato del Nuovo Testamento. Cosa era cambiato in Paolo? Lo troviamo descritto in Atti 9, immediatamente dopo il suo incontro con Gesù sulla via di Damasco:
Saulo si alzò da terra ma, aperti gli occhi, non vedeva nulla. Così, guidandolo per mano, lo condussero a Damasco, dove rimase tre giorni senza vedere e senza prendere né cibo né bevanda. (Atti 9,8-9).

Anche se non il versetto afferma che Paolo digiunò tre giorni, ciò non indica letteralmente ciò che si legge, ma un periodo perfetto, una fase. Io credo che per la prima volta nella sua vita, egli iniziò davvero ad umiliarsi e cercare Dio nella verità.
In Galati egli aggiunge:
Ma quando colui che mi scelse fin dal seno di mia madre e mi chiamò con la sua grazia si compiacque di rivelare a me suo Figlio perché lo annunziassi in mezzo ai pagani, subito, senza consultare nessun uomo….Gal 1,15-16, lasciando intendere che i suoi anni iniziali come cristiano non furono spesi alla scuola di formazione degli apostoli, ma venendo formato da Gesù Cristo stesso attraverso la preghiera e lo Spirito.
È possibile che Paolo abbia ascoltato Gesù parlare durante il suo ministero terreno, tuttavia, non c’è nessun elemento storico che attesti di ciò. Io credo che Paolo non sarebbe mai potuto essere il persecutore che divenne, se non avesse mai incontrato Gesù nella carne; e poiché egli fu l’unico apostolo delle origini che non aveva conosciuto Gesù nella carne, il suo ruolo divenne di fondamentale importanza per tutti quelli che avrebbero seguito Gesù nei secoli, i quali avrebbero camminato dietro a Gesù in modo diverso da come aveva fatto Pietro, Giovanni e il resto dei discepoli perché Paolo conobbe, come noi, Gesù dopo la sua glorificazione e non nel suo abbassamento terreno. Egli sarebbe divenuto l’apostolo che meglio comprese la natura della Chiesa come comunione di uomini che attraverso la preghiera, la predicazione e la Bibbia seguono Gesù. Sebbene incontrare Gesù faccia a faccia sulla strada verso Damasco cambiò la direzione della vita di Paolo per sempre, non si trattò affatto di una trasformazione dal giorno alla notte.
Essa richiese circa diciassette annidi di intensa preghiera e di studio affinché Paolo diventasse l’uomo che conosciamo, l’apostolo dei gentili o delle genti (vedi Gal 1,18-2,1).
Il caso di Paolo evidenzia due eventi distinti e comuni che si verificano nella vita dei maggiori eroi della Bibbia. C’è un punto di chiamata e un punto di partenza o di lancio in quella chiamata.
Vediamo che c’è sempre un tempo di preparazione in cui la preghiera intima e consistente è una componente importante.
Per Paolo, come per Giuseppe, la preparazione avvenne dopo la prima grande rivelazione del sogno di Dio; quando Giuseppe ricevette il sogno profetico divino, era un adolescente, mentre l’incontro di Paolo con Gesù sulla via di Damasco, avvenne da adulto.
Per altri come Daniele o Davide la preparazione nella preghiera ebbe luogo prima che la loro iniziale chiamata fosse rivelata cioè prima di essere unto da Samuele e quando Daniele viene chiamato davanti a Nabuconodosor per interpretare il suo sogno.

I chiamati

Il termine greco utilizzato per indicare la Chiesa nel nuovo testamento è il termine greco ekklesia che può essere letteralmente tradotto come l’insieme dei chiamati fuori. Se qualcuno viene chiamato fuori da qualcosa, deve esserci qualcun altro che fa quella chiamata. In questo senso, il termine ekklesia possiede la connotazione dell’essere un’assemblea di chiamati fuori da un re per ascoltare la sua visione per come il suo regno deve essere.
Ogni persona nell’assemblea ha pertanto una chiamata unica o una responsabilità da adempiere in quel regno. Ogni individuo è stato chiamato per ricoprire una posizione e svolgere un compito che nessun altro membro può ricoprire. Con il mondo nello stato attuale, ogni individuo che confessa Gesù Cristo come Salvatore e Signore dovrebbe ad un certo punto giungere in un luogo di ricerca, comprensione e conformazione alla chiamata unica e specifica che Dio ha per lui o per lei.
Questo è il primo e quindi più importante scopo della preghiera; possiamo conoscere la salvezza attraverso la predicazione della Parola e molte altre cose importanti che riguardano la vita del regno, ma il piano individuale di Dio per ogni vita può essere rivelato e confermato solo da coloro che lo cercano nello spirito e nella verità.
Non è mai troppo tardi per entrare in tutto ciò che Dio ha per te.
Se Dio e ti chiamasse oggi, saresti pronto?

La chiamata di Dio ci tira fuori dal peccato, dal regno delle tenebre e da una vita vissuta nell’anonimato della massa, nella mediocrità e nella palude della stagnazione.
Dio ti invita a dichiarare la tua indipendenza dalla mediocrità!

infatti siamo opera sua, essendo stati creati in Cristo Gesù per fare le opere buone, che Dio ha precedentemente preparate affinché le pratichiamo (Ef 2,10).
Le buone opere sono contrapposte alle cattive opere del diavolo e indicano le cose che Dio vuole fare attraverso ciascuno di noi, le quali manifestano il Regno Buono di Dio e distruggono il regno e le opere delle tenebre.
Vi renda perfetti in ogni bene, perché possiate compiere la sua volontà, operando in voi ciò che a lui è gradito per mezzo di Gesù Cristo, al quale sia gloria nei secoli dei secoli. (Eb 13,21)

Forse sogni qualcosa di cui leggi nella Parola di Dio e ti è stato detto che è impossibile? Forse hai avvertito un sollecito nel cuore che hai silenziato per una ragione nell’altra?

Non lasciare che la massa del comune e del mediocre ti impedisca di raggiungere la grandezza! Egli ha seminato la grandezza dentro di te! Poggiati al Signore per la sapienza, le abilità e il carattere che ti posizioneranno per la promozione. Se non ricevi la potenza di Dio ogni giorno per muoverti in avanti, tu non potrai esercitare il tuo potenziale impatto sul mondo per conto di Dio. Tu sei su questa terra per plasmare il mondo di relazioni nel quale sei immerso.
Diventa il facitore della differenza, il disgregatore dell’industria della serialità, colui che apre nuovi orizzonti e il leader del mercato che stabilisce gli standard per ciò che è possibile. Ricevi l’equipaggiamento e l’incoraggiamento necessari per entrare nella pienezza di tutto ciò che tu sei chiamato ad essere in Cristo Gesù.
Liberarti dalla mediocrità! Mettiti al passo con la guida dello Spirito Santo e per far ciò, insegui sogni impossibili.
Se non facciamo affidamento sulle capacità e sulla sapienza di Dio ogni minuto di ogni giorno per realizzare ciò che egli ha messo nei nostri cuori, allora giocheremo sempre in piccolo e ci muoveremo all’interno del comune e della mediocrità, ben al di sotto dello standard che Dio ha stabilito per noi.
La fede è la chiave per prendere il comando e la fede in ciò che Dio può fare attraverso di te significa rovesciare questo mondo per metterlo nel modo corretto. Dio comunicherà al tuo cuore i suoi desideri quando ti rivolgi a lui; egli susciterà in te le idee e le intuizioni di cui hai bisogno per modellare il mondo di relazioni attorno a te.
Cerca la gioia del Signore, esaudirà i desideri del tuo cuore (Sal 36.4).

Tu sei un figlio di Dio, sei guidato dal suo Spirito (Rm 8,14), ma dipende interamente da te sintonizzarti su quello spirito.
Questo è ciò che separa coloro che sfidano la mediocrità da quelli che dormono nella vita. Tu puoi rimanere tra la massa, prigioniero dello status quo, oppure puoi seguire la guida dello Spirito di Dio per muoverti nella pienezza del tuo potenziale. Non puoi essere guidato da qualcuno che raramente ascolti o senti.
Madre Teresa disse che non poteva neppure lontanamente pensare di svolgere la sua opera più di trenta minuti senza pregare. Noi abbiamo un’opera che non possiamo immaginare di fare per trenta minuti senza preghiera? Se non ti affidi alle intuizioni, alle istruzioni ed alla forza che proviene dal cielo per fare ciò che stai facendo, allora perché stai davvero affannandoti?
Come possiamo superare i problemi che il nostro mondo deve affrontare senza la potenza di Dio? Se ciò che stai cercando di realizzare non richiede di pregare ogni ora, ciò che stai cercando di ottenere ha davvero un significato?
Dopo essere stato battezzato da Giovanni, il primo messaggio che Gesù predicò riguardava la venuta e la dinamica del Regno di Dio.
In Luca 4,18-19 leggiamo:

Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione,
e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio,
per proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
per rimettere in libertà gli oppressi,
e predicare un anno di grazia del Signore.

La povertà paralizza ancora oggi la stragrande maggioranza delle nazioni del mondo; ci sono ancora persone che vanno a letto ogni notte affamate e non hanno accesso all’acqua potabile. Per questa ragione, i loro figli spesso si ammalano e molti di loro non superano la soglia dei cinquanta anni. L’egoismo e le circostanze oppressive distruggono ogni giorno famiglie, vite e cuori. La schiavitù e il traffico sessuale sono più diffusi che mai e in gran parte coinvolgono bambini. Malattia, infermità e disabilità non appartengono ancora al passato; l’omicidio e l’oppressione religiosa, razziale, politica ed economica continua a devastare città, nazioni e continenti. Cristo Cristo è venuto per fare molte le cose che devono ancora essere fatte. Egli vuole realizzarle attraverso di noi. Dobbiamo imparare a pregare efficacemente di:
essere una cosa sola gli uni con gli altri mentre diventiamo una cosa sola con Gesù.
Conoscere la sua gloria e la sua potenza per vederla manifestata sulla terra.
Manifestare il suo amore in maniera che che tutto ciò a cui metteremo mani prospererà.
In quanto membri della famiglia di Dio, non solo abbiamo il diritto, ma anche il dovere di presentarci al Padre e chiedere quali sono i suoi piani, strategie e risorse per adempiere la nostra missione, il nostro incarico e i suoi scopi sulla terra. La preghiera è il canale che non solo ci rivela la volontà di Dio per la nostra vita individuale, ma ci aiuta anche ad arrenderci per diventare le persone che dobbiamo essere per fare l’impossibile. È tempo di collegarci a quella potenza come mai prima d’ora.
Non è mai troppo tardi perché tu dichiari la tua indipendenza, liberati dalla mediocrità ed entra in tutto ciò che Dio vuole fare attraverso di te! È giunto il momento ed è adesso per aprire il cammino verso un cambiamento!

Marco Cicoletti
www.amicidigesu.it