“C’è un miracolo in mezzo alle tue tensioni”
From febbraio 5th, 2019

Allungarsi significa estendersi, distendere, allargarsi o diffondersi; esercitare le proprie capacità o risorse e portarle oltre i propri limiti oppure ottenere il massimo da qualcosa.
Quando Dio è coinvolto in questo allargamento, ciò crea spazio per il miracolo:

Is 54,2-3
Allarga lo spazio della tua tenda, stendi i teli della tua dimora senza risparmio, allunga le cordicelle, rinforza i tuoi paletti, poiché ti allargherai a destra e a sinistra e la tua discendenza entrerà in possesso delle nazioni, popolerà le città un tempo deserte.

Ci sono cose che divengono possibili solo quando permettiamo al Signore di allargarci, distenderci, allungarci e facciamo spazio per questo allargamento. Ciò interessa la tua crescita personale, la provvidenza, nuove persone, trasformazione e nuovi livelli. Dio vuole parlare a coloro che stanno affrontando o si sono trovati in una stagione di stiramento, allungamento. Ti senti come se venissi tirato oltre ogni limite. Quando ciò accade Dio dice: rimani fedele e permettimi di allargarti secondo la misura della mia Parola, sappi che non ti spezzerai. Tu vedrai il miracolo dell’allargamento.

L’allargamento ti tira fuori dalla zona di comodità.
In Matteo troviamo Gesù e i discepoli in barca, quando essi dovettero improvvisamente affrontare una tempesta:

La barca intanto distava già qualche miglio da terra ed era agitata dalle onde, a causa del vento contrario.  Verso la fine della notte egli venne verso di loro camminando sul mare.  I discepoli, a vederlo camminare sul mare, furono turbati e dissero: «È un fantasma» e si misero a gridare dalla paura.  Ma subito Gesù parlò loro: «Coraggio, sono io, non abbiate paura». Pietro gli disse: «Signore, se sei tu, comanda che io venga da te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro, scendendo dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Matteo 14,24-29

Le zone di comodità della nostra vita sono esattamente come la barca di Pietro: luoghi piccoli, familiari e confortevoli dove tutto è prevedibile, in cui sappiamo muoverci e sappiamo gestire finché non giunge una tempesta che ci scuote via dalla nostra compiacenza.
Finché ci troviamo all’interno della nostra zona di comodità, non abbiamo bisogno dello Spirito Santo. Possiamo agire e vivere nelle nostre forze.
Dio posiziona però il suo scopo per la nostra vita al di fuori di quella zona di conforto o comodità.
Il miracolo si trova nell’allargamento o allungamento, quando l’allungamento avviene obbedendo alla Parola di Dio.
Pietro gli disse: «Signore, se sei tu, comanda che io venga da te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro, scendendo dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù (Mt 14,28-29)

Il miracolo si trova nell’allungamento quando usciamo dalla zona di comodità ed entriamo nella zona della obbedienza.
In cosa consiste concretamente il tuo “sì” a Gesù in questo momento?
Cosa questo fatto ti fa venire in mente?

Dire sì all’allungamento richiede fede.
Pietro saltò fuori dalla barca perché in quel momento, egli vedeva se stesso camminare insieme a Gesù sull’acqua.
Un allungamento a misura di Dio richiede fede; perché non c’è possibilità naturale di fare ciò che egli ci dice di fare. Ciò che Gesù dice di fare presenta un elemento di impossibilità; inoltre, proprio come qualcosa che è stato tirato, allungato o allargato non ritorna alla sua precedente condizione, Dio dice: c’è una nuova normalità per te.
Hai raggiunto cose nuove, la tua fede è cresciuta. Il miracolo si trova nella tensione o allargamento che stai sperimentando e sperimenterai ancora.
La nostra fede è come un elastico teso tra la nostra resistenza a rimanere dove siamo e la potenza di Dio che agisce perché essa si allunghi verso nuove possibilità.

C’è grazia nell’allungamento

Verso la fine della notte egli venne verso di loro camminando sul mare. I discepoli, a vederlo camminare sul mare, furono turbati e dissero: «È un fantasma» e si misero a gridare dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro: «Coraggio, sono io, non abbiate paura». Pietro gli disse: «Signore, se sei tu, comanda che io venga da te sulle acque».  Ed egli disse: «Vieni!». Pietro, scendendo dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Mt 14,25-29

Talvolta, siamo pieni di fede; altre volte, siamo tentati di focalizzarci sulle difficoltà che ci circondano piuttosto che notare come Gesù sia lì con noi. E come accade a Pietro, anche noi possiamo scoraggiarci e rinunciare a combattere. Se anche vacilli e cadi, tu puoi sperimentare l’abbraccio della Grazia.
Soffermati e visualizza la scena in cui Pietro camminava verso Gesù sull’acqua. Questa immagine deve avere un impatto sulla tua vita. Mentre osservo Pietro camminare verso Gesù, c’è una profonda convinzione che si solleva nel mio cuore. Pietro appariva così maldestro, sforzandosi di essere diverso da quello che era, ma sprofondò. Quando Gesù disse: uomo di poca fede!, tu puoi leggere tra le righe e ascoltare Gesù dire: uomo di poca fede, però amabile e meraviglioso uomo! Almeno tu hai tentato!
Io credo che Gesù fu felice di vedere questo piccolo grande uomo cercare di distendere il proprio amore per Gesù oltre il possibile. Egli obbedisce alle sue parole anche se non è in grado di fare ciò che Dio solo sa fare.
Quando Pietro si lasciò distrarre, guardando il vento e le onde e cominciò ad affondare, Gesù immediatamente si abbassò per tirarlo su, poi si mise a ridere e lo abbracciò.
Questa immagine vivida ci ricorda che quando cadiamo dal blocco di partenza della obbedienza a Gesù, ci distraiamo, falliamo e finiamo con la faccia a terra, Gesù è ancora lì aper prenderci, spolverarci e gioire perché noi vogliamo ancora rimanere in pista ed essere con lui.
C’è una rivelazione di Dio che puoi fare tua solo quando ti lasci allargare oltre i tuoi limiti!

Quando Gesù invitò i discepoli a prendere il largo sulla barca per affrontare la tempesta, Dio stava orchestrando le circostanze che avrebbero dato loro una rivelazione molto più profonda di chi Gesù è. Al termine di questa storia, i discepoli si trovarono con la faccia a terra, non perché fossero caduti, ma per la rivelazione avuta attraverso quella esperienza, cioè che Gesù è il Figlio di Dio. Ciò non avvenne perché avevano meditato gli articoli del catechismo, ma a causa di ciò che essi avevano sperimentato!
C’è una rivelazione di Dio che puoi ricevere quando permetti al Signore di usare le circostanze per portarti allo stremo e allargarti e che non potresti far tua in nessun altro modo.
Gesù desidera rivelare a ciascuno di noi la sua natura, la sua fedeltà, la sua potenza e il suo amore. È ora di dire sì all’allargamento e all’allungamento di Dio.

Dio trasforma il tuo annientamento in traboccamento

Io credo che Dio stia parlando a coloro che lavorando sodo o affrontano prove che durano da tempo. Forse ti stai chiedendo quando tutto questo finirà o come farai ad uscirne.
Tu puoi trovarti ad affrontare sfide di fede.
Dio dice: io trasformo il tuo annientamento in traboccamento!
A volte, il miracolo è seguito da una prova difficile.
Matteo racconta un evento in cui discepoli erano stati impegnati a servire:

Udito ciò, Gesù partì di là su una barca e si ritirò in disparte in un luogo deserto. Ma la folla, saputolo, lo seguì a piedi dalle città.  Egli, sceso dalla barca, vide una grande folla e sentì compassione per loro e guarì i loro malati.
Sul far della sera, gli si accostarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù rispose: «Non occorre che vadano; date loro voi stessi da mangiare». Gli risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qua». E dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci e, alzati gli occhi al cielo, pronunziò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli e i discepoli li distribuirono alla folla. Tutti mangiarono e furono saziati; e portarono via dodici ceste piene di pezzi avanzati. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.
Subito dopo ordinò ai discepoli di salire sulla barca e di precederlo sull’altra sponda, mentre egli avrebbe congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, solo, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava ancora solo lassù.
La barca intanto distava già qualche miglio da terra ed era agitata dalle onde, a causa del vento contrario. Verso la fine della notte egli venne verso di loro camminando sul mare. I discepoli, a vederlo camminare sul mare, furono turbati e dissero: «È un fantasma» e si misero a gridare dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro: «Coraggio, sono io, non abbiate paura». Pietro gli disse: «Signore, se sei tu, comanda che io venga da te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro, scendendo dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma per la violenza del vento, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù stese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».
Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca gli si prostrarono davanti, esclamando: «Tu sei veramente il Figlio di Dio!».
Compiuta la traversata, approdarono a Genèsaret. E la gente del luogo, riconosciuto Gesù, diffuse la notizia in tutta la regione; gli portarono tutti i malati,  e lo pregavano di poter toccare almeno l’orlo del suo mantello. E quanti lo toccavano guarivano.
Mt 14,13-36

Essi avevano partecipato alla realizzazione del miracolo in cui avevano sfamato migliaia di persone in modo sovrannaturale e ciò aveva comportato molto lavoro. Quindi, Gesù li forzò a salire in barca e attraversare il lago. Era buio. Era tardi. Erano stanchi. E stavano dirigendosi diritti in una tempesta.
Leggiamo che la barca veniva schiaffeggiata dalla potenza delle onde; e se oggi, tu puoi relazionarti a questa scena in qualche modo, voglio che tu sappia questo: Gesù è ancora la tua risposta e la tua speranza in lui è ben posizionata.

Alla fine della tua forza si trova una nuova speranza. Quando la tua forza viene meno, una nuova speranza si fa strada.
Come i primi discepoli Gesù scoprirono, la vita di fede non è affatto e sempre facile. E persino il privilegio di servirlo può portarci alla fine delle nostre forze. Se, come i discepoli allora, ti trovi coinvolto oggi in una battaglia che non ti aspettavi, sappi che Gesù ha il controllo! La tua dipendenza da lui sta per trasformarsi in lode.

Quando non riesci a vedere, quando le nuvole all’orizzonte sono nere e minacciose, quando tutto è buio, gli schiaffi dell’inferno ti colpisco in ogni area della vita, ricorda: Gesù è lì! Egli cammina su quel mare di impossibilità dove tu non riesci a vedere un via di uscita.

I discepoli gridarono allora di paura quando videro Gesù che camminava verso di loro su quell’acqua arrabbiata.
A volte, il Signore permette che noi ci muoviamo nelle tenebre degli interrogativi e non vediamo via di uscita. Ci chiediamo perché.
Gesù ci visita, ma la nostra visione di lui è distorta da quella tempesta nera e arrabbiata. Per tutta la durata della tempesta in cui la fede viene testata, ci sentiamo insicuri e vulnerabili. Non riusciamo a vedere con chiarezza, ma Egli ha un piano.
Un piano che ci porterà all’altra riva, sulla terra ferma, e ciò gli darà gloria!
Appena Gesù fu salito sulla loro barca, il vento si calmò. Le grida di paura dei discepoli si trasformarono in esclamazioni di adorazione.
Invoca anche tu il nome di Gesù, oggi! Gesù sta già trasformando il tuo annientamento in traboccamento. Egli sta trasformando la tua preoccupazione in adorazione.

C’è una una potente azione dello Spirito di Dio che ti attende, un movimento di Dio.
Non arrenderti! La barca dei discepoli approdò in sicurezza all’altra riva dove essi poterono finalmente riposare. Essi stavano per sperimentare una potente movimento di Dio che avrebbe portato un traboccamento di guarigione per molti.
I discepoli intravidero Gesù ed ebbero paura perché si trovavano nel momento in cui l’attacco diabolico era più feroce e si vedevano ormai vinti e morti.
Al termine di questo terribile momento in cui la tua fede viene provata, puoi mantenere la tua fede pienamente ancorata in Gesù il quale ti porterà a sperimentare la fine delle turbolenze e così i tuoi piedi toccheranno la terra ferma.
Egli è il tuo liberatore nella tempesta che stai attraversando; ed egli è il Signore sul vento e sulle onde dell’inferno. Egli ha potere sopra quei venti e quelle onde che essi creano. Egli ha potere sull’inferno, sulla malattia, sulle catene, sulla schiavitù. Egli è pieno di grazia che libera.
Alza lo sguardo perché il tuo Re è qui! Ci sono grandi cose che ti attendono. Non gettare la spugna! Egli ti condurrà all’altra riva. Tu vedrai una via di uscita.

Prega:
Gesù, io porto ogni mio peso e ogni mia pressione davanti a Te e ti invoco sia per me che per gli altri che si trovano in mezzo alla tempesta e in mezzo a prove di vario genere. Proprio ora, io dichiaro al vento e alle onde di placarsi nel nome di Gesù!
Tutta la pressione e oppressione devono andarsene nel nome di Gesù.
Ogni conflitto deve essere respinto al mittente nel nome di Gesù. Le tenebre debbono essere rotolate via nel nome di Gesù.
Io dichiaro che il mio Dio è fedele! Egli sta agendo per realizzare tutte le sue promesse nella tua vita!
Signore, io mi fido di te per tutto ciò che non riesco a comprendere con la mia mente naturale. Tu sei il Signore della mia vita e delle mie circostanze.
Io scelgo di rivolgere il mio cuore e il mio sguardo verso di Te in lode e adorazione. Io ricevo ora una nuova unzione dalle tue mani per continuare a combattere e vedere la vittoria.
Io vedrò la vittoria e vedrò brecce aprirsi nel nome di Gesù
Io dichiaro che le nuvole nere si dissolvono ora nel nome di Gesù e nove orizzonti pieni di speranza si aprono nel nome potente di Gesù.
Marco Cicoletti
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