“Attraverso lingue di fuoco”
From maggio 17th, 2018

Il giorno di Pentecoste, gli apostoli aprirono la bocca e trasformarono in mondo per sempre.

Ripensa all’annuncio più importante che tu abbia mai udito, ripensa al momento in cui qualcuno ha detto qualcosa che cambiato la tua vita per sempre.
La Bibbia raccoglie numerosi momenti di trasformazione, quando gli uomini sulla terra, udirono la voce di Dio e seppero che nulla sarebbe mai più stato lo stesso.
Catturati nelle pagine della scrittura, quei momenti e quei messaggi continuano ancora oggi a dar forma alla nostra vita.
Chi può mai dimenticare il messaggio degli angeli ai pastori:“oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore” (Lc 2,11); oppure l’annuncio dell’angelo alle donne piangenti presso la tomba di Gesù: “non è qui, è risorto!” (Lc 24,6)?

Questi due annunci sono la ragione per cui celebriamo il Natale e la Pasqua.
Ma c’è un altro giorno molto importante nel calendario cristiano che viene troppo spesso trascurato.

Mi riferisco al giorno di Pentecoste quando la Chiesa di Gesù Cristo vide la luce e mosse i primi passi nel mondo (Atti 2,1-13). Mentre i discepoli di Gesù erano radunati nella stanza al piano superiore dopo la sua ascensione, lo Spirito Santo scese per prendere dimora dentro di loro in adempimento della sua promessa che troviamo in Atti1,8: avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra.

Questo è esattamente ciò che accadde.
Pieno della potenza dello Spirito Santo, Pietro proclamò un messaggio rivoluzionario su ciò che accadde a Pentecoste sottolineando come si trattasse di un evento che ha cambiato permanentemente il mondo (Atti 2,14-36).

La rivelazione

La Pentecoste era la festa dei raccolti presso i giudei e molti ebrei osservanti che vivevano in altre nazioni dovevano recarsi a Gerusalemme per la celebrazione. Quando essi udirono la propria lingua parlata da uomini comuni, provenienti dalla Galilea, alcuni rimasero disorientati mentre altri si misero a deridere gli apostoli.
Proprio in quel momento Pietro si alzò in piedi per spiegare come essi si trovassero ad essere testimoni dell’adempimento di una profezia del libro di Gioele e dare loro un breve ritratto di Colui che aveva causato questo miracolo (Atti 2,33).
Pietro identificò l’autore di tale manifestazione in: Gesù di Nazaret – uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso operò fra di voi per opera sua (Atti 2,22).
Gli ascoltatori di Pietro non poterono invocare l’ignoranza, perché questi segni erano stati compiuti in mezzo a loro. Ogni volta in cui il Gesù aveva guarito qualcuno, risuscitato i morti o esercitato la potenza per compiere miracoli, Dio stesso aveva confermato che Gesù Cristo era suo figlio.
Tuttavia, nonostante la grande evidenza, i figli di Israele non lo avevano riconosciuto come loro Messia. E in verità, Pietro accusa il suo pubblico di aver ucciso il Salvatore ed allo stesso tempo, l’apostolo afferma che la morte di Gesù Cristo faceva parte del piano di Dio per la redenzione dell’umanità.

Nel versetto 23, Pietro identifica tre partiti coinvolti nella crocifissione di Gesù Cristo.
Prima di tutto, Gesù Cristo fu “consegnato secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio”. Il ruolo di Cristo come sacrificio sostitutivo per il peccato dell’umanità fu ordinato prima della creazione (1Pt 1,20). A causa dell’amore per l’umanità, il Padre volontariamente dette suo figlio e suo figlio volontariamente offrì la propria vita per salvarci dagli effetti del peccato: la separazione eterna da Dio. Tuttavia, sebbene la crocifissione fosse parte del piano preventivo di Dio, Pietro pose la responsabilità e la colpa sul suo pubblico, colpevole di avere inchiodato Gesù Cristo ad una croce (Atti 2,23). A questo punto del messaggio, Pietro fece un annuncio sorprendente a quelli che lo ascoltavano: sebbene avessero ucciso Gesù, Dio lo aveva risuscitato (Atti 2,24).
Quel Nazareno di basso rango di un tempo era ora esaltato nei cieli come Signore e Cristo cioè Messia, seduto alla destra di Dio (Atti 2,36).

La verifica

Dal momento che una affermazione così audace avrebbe potuto essere prontamente liquidata con me non vera, Pietro fornì tre testimoni per confermare la sua affermazione.

David (Atti 2,25-31; Atti 2,34-35). Il re più rispettato ed amato di Israele era anche profeta ed aveva scritto sulla promessa di Dio secondo la quale un suo discendente avrebbe governato per sempre. Guardando verso il futuro, Davide parlò della risurrezione del Messia, dicendo che il suo corpo non sarebbe rimasto schiavo della corruzione e si sarebbe seduto alla destra del Signore.

I seguaci di Gesù (Atti 2,32). Pietro e gli altri discepoli erano testimoni oculari della risurrezione di Cristo e della sua ascesa al cielo.

Lo Spirito Santo (Atti 2,33). La testimonianza finale era quella di Dio stesso nella persona della Spirito Santo.
Le lingue straniere che furono udite a Gerusalemme erano una manifestazione della potenza dello Spirito. Dio che aveva autenticato il Messia con segni e prodigi, confermava il messaggio degli apostoli con questo miracolo.

Inizio di qualcosa di nuovo

Quel giorno di Pentecoste, Dio visitò all’umanità in un modo completamente diverso; invece di essere presente fisicamente con pochi, Gesù Cristo ora dimorava in ciascuno dei suoi seguaci attraverso lo Spirito Santo. Ecco la ragione che aveva spinto Gesù a dire ai discepoli che era meglio per loro che gli se ne fosse andato, perché solo allora avrebbe potuto inviare lo Spirito (Gv 16,7).
Lo Spirito Santo rivoluzionò la vita personale di ciascun credente. Pietro, che aveva rinnegato Gesù Cristo precedentemente, ora lo proclamò coraggiosamente come Messia e Signore davanti a tutti; coloro che avevano rifiutato Gesù Cristo erano pieni di rimorso per aver ucciso Colui che era venuto a salvarli. Dopo essersi pentiti ed essere stati battezzati, le loro priorità cambiarono. Essi si dedicarono all’insegnamento, alla preghiera e alla comunione con gli apostoli. Alcuni vendettero perfino le proprie proprietà che condivisero con i bisognosi della comunità che a causa della persecuzione, perdevano le proprie attività (Atti 2,41-47).
La trasformazione fu notevole, ma non si fermò qui.
Nel corso del tempo, la cultura fu fortemente influenzata. I cristiani realizzarono che la rigida gerarchia sociale del mondo non aveva posto in chiesa. Schiavi e padroni avevano lo stesso valore, gentili ed ebrei non erano più nemici ; sia uomini che donne venivano riconosciuti coeredi insieme con Cristo (Gal 3,28).
Mentre il Vangelo si diffondeva, il cristianesimo sostituiva l’idolatria in intere aree geografiche, causando disordini economici per gli artigiani (Atti 19,23-27). Sebbene Satana cercasse di distruggere la Chiesa con la persecuzione, il sangue dei martiri la fece solo crescere. Gradualmente il cristianesimo influenzò e riempì l’intero impero romano e nel tempo attraversò il mondo allora conosciuto per attraversare gli oceani per formare la società del Nuovo Mondo (America, Oceania).
Gli effetti di Pentecoste continuano a riverberarsi in tutto il mondo mentre i cristiani influenzano non solo gli individui, ma anche le culture.
Quando lo Spirito viene a vivere in noi e noi facciamo una esperienza personale della Pentecoste o battesimo nello Spirito Santo, allora il nostro destino eterno viene radicalmente cambiato insieme ad ogni altro aspetto della nostra vita.
Lo Spirito di Dio ci dona vittoria sul peccato, ci guida nel prendere decisioni, ci dona conforto e vittoria nelle difficoltà, autorità sui demoni e sulle malattie insieme alla potenza di obbedire alla sua volontà.
Ora è nostra responsabilità parlare agli altri di Gesù Cristo, nostro Salvatore, il quale ha spezzato le catene della morte, offre la vita eterna a tutti quelli che credono in lui e continuare l’opera di trasformazione che Gesù ha iniziato con la stessa potenza dinamica che distrugge le opere del Diavolo.

Marco Cicoletti

Pentecoste 2018

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